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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40001/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza di riesame che ha confermato il sequestro preventivo dell'alloggio del "Parco verde di Caivano". Le censure principali sono: (1) vizio di motivazione per mancata autonoma valutazione del GIP e del Tribunale (art. 324 co.7 c.p.p. e richiami), con il provvedimento che sarebbe una pedissequa copia dell'informativa senza valutazioni "caso per caso"; (2) violazione del principio di proporzionalità: mancata considerazione di misure meno invasive rispetto al sequestro impeditivo; (3) mancata valutazione concreta del fumus commissi delicti, senza esame puntuale delle emergenze processuali e degli elementi offerti dalla difesa (in particolare la circostanza che l'indagato avrebbe avuto l'intenzione di regolarizzare la propria posizione).

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Motiva che i motivi sono in gran parte generici e non si confrontano con il provvedimento impugnato, e in parte non consentiti perché riguardano presunti vizi di motivazione non rilevabili con la doglianza proposta. Si afferma che il sequestro preventivo è legittimo quando risulti sussistere il reato in concreto e che la tecnica di redazione "per incorporazione" è ammessa se dal complesso del provvedimento emerge un vaglio degli elementi. Il Tribunale del riesame ha valutato la proporzionalità e ha ritenuto il sequestro dell'immobile idoneo e proporzionato a impedire la protrazione dell'illecito; la difesa non ha indicato misure meno afflittive ritenute efficaci. Quanto al fumus, il Tribunale ha ritenuto assenti elementi scriminanti e ha richiamato la giurisprudenza secondo cui atti di regolarizzazione formale (versamento indennità, certificati di residenza, allacci utenze) non escludono il reato già perfezionato con l'introduzione abusiva. Seguono condanna alle spese e sanzione di euro 3.000 a carico del ricorrente. Sentenza resa a Roma il 12 settembre 2024.

Norme richiamate

  • art. 633 c.p.

    presente nel testo come riguarda il reato di invasione di terreni o edifici

    Il reato di invasione arbitraria di terreni o edifici è di dolo generico; l'abusiva introduzione e la stabile occupazione dell'immobile possono integrare il reato anche se successivamente vi siano atti di "regolarizzazione" formale

  • art. 639-bis

    citato nel provvedimento impugnato (testo originale: "articoli 633 e 639 bis")

    Richiamato come parte della fattispecie contestata nell'ordinanza di sequestro; la Corte non affronta una specifica interpretazione sostanziale del dispositivo ma conferma la possibilità di disporre sequestro preventivo quando risulti concretamente la sussistenza del reato

  • art. 324 co. 7 c.p.p.

    richiamato nel primo motivo di ricorso

    Norma processuale richiamata nel contesto del vizio di motivazione; la Corte precisa che il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame può essere fatto per violazione di legge e che la mancanza assoluta o la motivazione meramente apparente sono rilevanti se collegabili all'inosservanza di precise norme processuali

  • art. 309 co. 9 c.p.p.

    citato nel ricorso in riferimento alla motivazione

    Richiamo normativo collegato all'argomento sulla valutazione autonoma del giudice; la Corte ammette la tecnica di "incorporazione" se dal contenuto complessivo emerge un vaglio degli elementi e una valutazione autonoma

  • art. 125 co. 3 c.p.p.

    menzionato fra le norme richiamate dal ricorrente

    Norma procedurale richiamata a supporto delle censure sulla motivazione; la Corte ritiene che, nel caso di specie, la motivazione del Tribunale sia sufficiente e non meramente apparente

  • art. 292 co. 2 lett. c) c.p.p.

    richiamata nella contestazione sulla motivazione

    Indicata dal ricorrente come norma di riferimento per la valutazione della motivazione; la Corte non rileva violazione della stessa perché il Tribunale ha adeguatamente esaminato gli elementi processuali

  • art. 606 lett. e) c.p.p.

    citata nella parte in cui si limita la possibilità di prospettare alcuni motivi in cassazione

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame può essere proposto esclusivamente per violazione di legge e non per i motivi di cui all'art. 606 lett. e) (motivi che attengono alla valutazione di merito), salvo che la mancanza o l'apparenza di motivazione si riconduca a specifiche norme processuali

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame di provvedimenti di sequestro è ammissibile principalmente per violazione di legge; doglianze generiche sulla motivazione sono spesso inammissibili
  • La tecnica di redazione "per incorporazione" dei provvedimenti è legittima se dal complesso del testo emerge una autonoma e consapevole valutazione del giudice
  • Nel valutare la proporzionalità di un sequestro impeditivo il giudice deve considerare misure meno afflittive, ma la difesa deve indicare alternative concrete per contrastare la necessità del sequestro; in assenza di proposte, il sequestro può essere ritenuto proporzionato
  • Per i reati di invasione di edifici o terreni, atti successivi di regolarizzazione formale (versamento di indennità, certificati di residenza, allacciamento utenze) non escludono automaticamente la sussistenza del reato, che si consuma con l'introduzione abusiva e la stabile occupazione
  • Nelle impugnazioni è essenziale confrontarsi puntualmente con le motivazioni del giudice di merito e indicare precise norme violate o elementi specifici che dimostrino la manifesta illogicità o la totale carenza di motivazione

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