Cassazione Penale, Sentenza n. 09020/2026 del 09/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva riqualificato la condotta attribuita all'imputata al capo 1) come furto con strappo (art. 624-bis c.p.). Il PM ha dedotto violazione e falsa applicazione della legge penale (art. 628 c.p. richiamato) e vizio di motivazione: a suo dire la condotta descritta (la imputata che si aggrappava al braccio della persona offesa, sottraendo l'orologio e causando un'escoriazione, con ripetuti tentativi della vittima di respingerla) mostrava esercizio di violenza sulla persona idoneo a integrare il reato di rapina, non una violenza limitata alla sola res. Inoltre si è censurata l'apparente valutazione parcellizzata delle prove (ad es. la mancata considerazione delle riprese di videosorveglianza). L'imputata ha proposto ricorso avverso la riqualificazione a favore della configurazione come furto aggravato dalla destrezza, sostenendo che le dichiarazioni della persona offesa non giustificavano la qualificazione più grave.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Pubblico Ministero e ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata, disponendo un nuovo giudizio davanti al Tribunale di Brescia (competente ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.). La Corte ha ritenuto carente e in parte apodittica la motivazione del Tribunale sulla qualificazione giuridica della condotta, richiamando i principi di legittimità in tema di violenza e rapina e rinviando la valutazione nel rispetto di tali criteri. Il ricorso dell'imputata e' stato dichiarato inammissibile; la stessa e' stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Sono stati disposti gli adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Norma che punisce il furto con strappo. Nel caso il Tribunale aveva riqualificato la condotta in base a questa fattispecie, valutando la sottrazione dell'orologio come strappo.
Norma sulla rapina. Il Pubblico Ministero ha invocato questa disposizione ritenendo che la condotta integri violenza sulla persona idonea a qualificare il fatto come rapina; la Corte ha richiamato i criteri giurisprudenziali per valutare la presenza della violenza richiesta dalla rapina.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Individua la competenza per il nuovo giudizio dopo annullamento con rinvio: la Corte ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Brescia secondo questa norma.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti nella rappresentazione integrale del motivo di ricorso nelle motivazioni: i ricorsi sono riprodotti nei limiti necessari per la motivazione secondo questa disposizione.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizioni procedurali relative agli adempimenti di cancelleria dopo la decisione; la Corte ha disposto gli adempimenti di cancelleria ai sensi di questa norma.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 29215/2020, Borrelli; Sez. 2, n. 36179/2021, Randazzo; Sez. 6, n. 46931/2022, Seferovic; Sez. U, n. 34090/2017, Quarticelli, ecc.)
Principi richiamati: la 'violenza' ai fini della rapina può essere esercitata anche in modo da coartare la libertà fisica o psichica della vittima; la violenza diretta alla cosa può integrare la rapina se trasmette un messaggio minatorio verso la persona; e la circostanza aggravante della destrezza richiede reali abilita', astuzia o avvedutezza che eludano la sorveglianza del detentore, non la mera approfittazione di distrazioni.
Massime di principio
- Quando nella sottrazione di un bene l'agente usa anche un ridotto coefficiente di forza sul soggetto (es. blocco del braccio, resistenza della vittima, lesioni/escoriazioni), occorre valutare la possibilita' di qualificare il fatto come rapina e non come furto con strappo o furto con destrezza; la valutazione deve essere motivata sul punto in modo completo.
- La violenza ai fini della rapina non richiede necessariamente un costringimento fisico di grande intensita': bastano atti idonei a coartare la liberta' fisica o psicologica della vittima o atti contro la cosa che abbiano funzione minatoria nei confronti della persona.
- La circostanza aggravante della destrezza richiede l'accertamento di particolari abilita' o artifici che abbiano sorpreso o eluso la vigilanza del detentore; l'approfittare di una normale distrazione non e' sufficiente.
- Il pubblico ministero ha interesse a proporre ricorso per cassazione quando la diversa qualificazione giuridica incide sulla cristallizzazione del giudicato cautelare o sulla portata dei reati per i quali e' stata disposta una misura cautelare.
- Il giudice che riqualifica la fattispecie deve considerare tutte le prove rilevanti, comprese le riprese di videosorveglianza e la dinamica completa degli atti di violenza o resistenza, per evitare motivazioni carenti che possano determinare l'annullamento con rinvio.
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