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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26342/2024 del 09/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimborso del 90% delle imposte Irpef versate per il triennio 1990-1992 ai sensi dell'art. 9, comma 17, legge 27/12/2002 n. 289, sulla base del D.L. 29/12/1990 n. 414 e del D.P.C.M. 15/01/1991. Il ricorrente sosteneva che il D.P.C.M. dovesse produrre effetti anche se il decreto-legge non era stato convertito, che le agevolazioni si estendessero alla provincia di Catania (incluso il comune di residenza Acicastello) e che il D.P.C.M. fosse illegittimo per mancata registrazione. Contestava altresì la statuizione dei giudici di merito che non avevano riconosciuto il diritto al rimborso.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i cinque motivi connessi infondati: il diritto al rimborso è subordinato al requisito costitutivo della residenza nel comune elencato nel D.P.C.M. 15/01/1991 durante il periodo di efficacia; il contribuente (residente ad Acicastello) non provava la residenza in uno dei comuni elencati e dunque non aveva diritto al rimborso. La Corte ha affermato che il D.P.C.M. individua i soggetti beneficiari e continua ad avere efficacia ai fini della determinazione dei beneficiari, anche alla luce dell'art. 1, comma 2, del D.L. 3/5/1991 n. 142 (convertito) che ha stabilito la validità degli atti adottati in esecuzione del D.L. 414/1990. Non è stata accolta la censura sulla presunta illegittimità per mancata registrazione del D.P.C.M.. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in Euro 5.600,00 oltre oneri.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 29 dicembre 1990, n. 414

    art. 1 (autorizzazione spesa per interventi urgenti in favore delle popolazioni delle province di Siracusa, Catania e Ragusa)

    Fornisce la base normativa per gli interventi; la Corte rileva che, anche se il decreto-legge non è stato convertito, gli atti adottati in suo esito (es. D.P.C.M.) possono mantenere effetti giuridici ai fini dell'individuazione dei beneficiari

  • D.P.C.M. 15 gennaio 1991

    elenco dei comuni delle province di Siracusa, Catania e Ragusa colpiti dagli eventi sismici del 13 e 16 dicembre 1990

    Costituisce il parametro fattuale costitutivo del diritto al rimborso: la residenza nel comune elencato nel periodo rilevante è requisito necessario e a carico del richiedente la prova

  • Ordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile 21 dicembre 1990

    art. 5 (richiesta certificato che attesti la conservazione della residenza nell'area del cratere)

    Conferma che il requisito della residenza deve essere attestato e che il diritto al rimborso è collegato alla residenza nel periodo interessato

  • Decreto-Legge 3 maggio 1991, n. 142 (convertito in L. 3 luglio 1991, n. 195)

    art. 1, comma 2: "Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti ed i rapporti giuridici sorti sulla base dei D.L. 29 dicembre 1990, n. 414..."

    Norma di salvezza che la Corte utilizza per confermare la validità degli atti e provvedimenti adottati in esecuzione del D.L. 414/1990 e, quindi, per ritenere applicabile il D.P.C.M. ai fini dell'individuazione dei beneficiari

  • Art. 9, comma 17, legge 27 dicembre 2002, n. 289

    Norma ricordata quale titolo della istanza di rimborso (richiesta del 90%); la decisione si concentra tuttavia sui presupposti fattuali derivanti dal D.P.C.M. per l'accesso all'agevolazione

  • Disposizioni richiamate dal ricorrente (es. art. 12 preleggi; artt. 1 e 11 preleggi; art. 100 Cost.; art. 77 Cost.; art. 7 comma 5 d.lgs. 546/1992; art. 112 c.p.c.; r.d. 12/7/1934 n. 1214 art.17)

    Tali norme sono state invocate dal ricorrente per censurare la decisione di merito (es. su efficacia temporale del D.P.C.M. e necessità di registrazione), ma la Corte ha ritenuto infondate le relative doglianze e non ha ritenuto che la mancata registrazione comportasse l'illegittimità del D.P.C.M. né che la sua efficacia fosse condizionata alla conversione del decreto-legge

Massime di principio

  • Per beneficiare di misure agevolative adottate con D.P.C.M. è necessario dimostrare il possesso dei requisiti fattuali indicati nel provvedimento (es. residenza nel comune elencato) nel periodo di efficacia: l'onere della prova grava sul richiedente
  • La mancata conversione di un decreto-legge non annulla automaticamente gli atti e provvedimenti adottati in esecuzione dello stesso: norme di salvezza o successivi interventi legislativi possono preservare gli effetti di tali atti (caso del D.L. 142/1991)
  • Il D.P.C.M. ha funzione di perimetrare i beneficiari quando individua elenchi di comuni o soggetti: la verifica è materiale e va fatta sul dato della residenza (non su esercizio di attività lavorativa nel comune interessato)
  • Il trasferimento di residenza successivo alla data rilevante esclude il diritto al rimborso per i periodi successivi al trasferimento medesimo; va valutata la residenza nell'intervallo temporale coperto dall'agevolazione
  • L'azione dell'erede per ottenere rimborsi segue le stesse regole sostanziali: l'erede deve dimostrare i presupposti dell'originario contribuente per il periodo rilevante
  • Obiezioni formali (es. mancata registrazione di un decreto) non comportano automaticamente la nullità o l'illegittimità dell'atto se non è dimostrata una incidenza sostanziale sulla validità del provvedimento o se successivi atti legislativi hanno sanato la situazione

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