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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20532/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli, pronunciata in sede di rinvio dopo un precedente annullamento disposto dalla Corte di cassazione, che aveva parzialmente riformato la condanna di primo grado per i reati contestati ai capi A e B. Con il primo motivo ha denunciato vizio di motivazione in ordine alla determinazione della pena, sostenendo che la corte territoriale avrebbe motivato in modo insufficiente la graduazione sanzionatoria. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, assumendo che la decisione fosse carente nell'apprezzamento degli elementi favorevoli.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati: quanto alla pena, ha osservato che la relativa graduazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e che, nel caso concreto, la motivazione era adeguata perché richiamava elementi ritenuti decisivi; quanto alle attenuanti generiche, ha ribadito che il diniego è sorretto da motivazione sufficiente quando il giudice faccia riferimento agli elementi decisivi o rilevanti, senza dover esaminare analiticamente tutti gli argomenti delle parti. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 3, l. n. 110/1975

    Norma incriminatrice richiamata quale reato oggetto della condanna oggetto di impugnazione, ma non interpretata nel merito dalla Corte.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale uno dei reati per cui vi era condanna, senza specifiche questioni interpretative affrontate nella decisione.

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale ulteriore reato contestato e confermato nel giudizio di merito, senza specifica esegesi.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate con motivazione che valorizzi gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza necessità di confutare singolarmente tutti gli elementi favorevoli prospettati dalle parti.

  • art. 606 c.p.p.

    I motivi di ricorso che si limitano a censurare la motivazione sulla pena o sul diniego delle attenuanti generiche sono inammissibili quando la motivazione del giudice di merito sia congrua e immune da evidenti illogicità.

Massime di principio

  • La determinazione della pena è espressione di discrezionalità del giudice di merito e, in cassazione, è censurabile solo se la motivazione è mancante, apparente o manifestamente illogica; è sufficiente il richiamo agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti per la quantificazione.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice valorizzi i profili decisivi della personalità del reo e del fatto, senza dover esaminare analiticamente ogni elemento favorevole o sfavorevole dedotto dalle parti.
  • La motivazione può dirsi adeguata anche se sintetica, purché consenta di comprendere l'iter logico seguito dal giudice di merito; in tal caso il controllo di legittimità non può tradursi in una rivalutazione del merito.
  • Quando i motivi di ricorso attaccano soltanto apprezzamenti discrezionali del giudice di merito, senza evidenziare reali vizi di legge o macroscopici difetti motivazionali, il ricorso è dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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