Cassazione Penale, Sentenza n. 24412/2021 del 22/06/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputata)
La controversia
L'imputata era stata ritenuta responsabile di lesioni personali colpose per avere, alla guida della propria autovettura, investito una persona che attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali, cagionandole un trauma cranico commotivo e cervicodorsalgia post-traumatica, guaribili in dieci giorni, con colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e violazione dell'art. 141 del Codice della strada. Il Tribunale aveva confermato la sentenza del Giudice di pace. Con l'unico motivo di ricorso, la difesa ha denunciato l'omessa pronuncia del giudice di appello sul motivo concernente la richiesta di declaratoria di estinzione del reato ai sensi dell'art. 35 del d.lgs. 274/2000, fondata sull'avvenuto risarcimento del danno da parte della compagnia assicuratrice, che aveva corrisposto alla persona offesa la somma di euro 7.800,00. La difesa ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, nel procedimento davanti al giudice di pace, l'estinzione per intervenuta riparazione del danno non richiede il consenso della persona offesa, purché il giudice valuti motivatamente la congruità del risarcimento. Il Procuratore generale ha chiesto l'annullamento con rinvio. La Corte ha rilevato sia l'omessa risposta del giudice di appello sul motivo dedotto, sia, comunque, l'intervenuta prescrizione del reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando estinto per prescrizione il reato, commesso il 4 ottobre 2011. Ha ritenuto maturata la prescrizione il 4 aprile 2019, con l'aggiunta di 57 giorni di sospensione del relativo termine. La Corte ha inoltre rilevato, ai fini dell'ammissibilità del ricorso, che il giudice di appello aveva omesso integralmente di pronunciarsi sul terzo motivo di gravame relativo alla richiesta di estinzione del reato ai sensi dell'art. 35 del d.lgs. 274/2000.
Norme richiamate
lesioni personali colpose
La norma è stata applicata per la contestazione delle lesioni cagionate colposamente alla persona investita.
violazione dell'obbligo di regolare la velocità
La violazione della disposizione è stata indicata quale componente della condotta colposa contestata.
estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie
La Corte richiama la disciplina dell'estinzione del reato nel procedimento davanti al giudice di pace, evidenziando la necessità di una valutazione giudiziale sulla congruità della riparazione, senza necessità del consenso della persona offesa.
La norma è richiamata quale base del calcolo del termine prescrizionale.
sospensione e interruzione della prescrizione
La norma è richiamata per considerare i 57 giorni di sospensione del termine di prescrizione.
art. 23, comma 8, d.l. 137/2020
requisitoria del Procuratore generale
La disposizione è richiamata in relazione alle modalità di formulazione della requisitoria.
Massime di principio
- Nel procedimento davanti al giudice di pace, la richiesta di estinzione del reato per intervenuta riparazione del danno ai sensi dell'art. 35 del d.lgs. 274/2000 deve essere esaminata dal giudice; l'omessa pronuncia su uno specifico motivo di appello integra un vizio della decisione.
- L'estinzione del reato per condotte riparatorie nel procedimento davanti al giudice di pace non richiede il consenso della persona offesa, purché il giudice abbia previamente sentito le parti e motivi sulla congruità della riparazione rispetto alle esigenze compensative, retributive e preventive.
- Quando il reato è prescritto, la Corte di cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata dichiarando l'estinzione del reato, tenendo conto anche dei periodi di sospensione del termine prescrizionale.
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