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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13304/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge per integrale mancanza della motivazione della sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Firenze che aveva ritenuto BALDINI colpevole per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro (art. 590 c.2 e 3 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondato il motivo relativo all'assenza assoluta di motivazione e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Firenze per il giudizio. La Corte ha inoltre richiamato l'orientamento ormai consolidato secondo cui, in caso di impedimento del giudice monocratico, il presidente del Tribunale (o giudice da questi delegato) può redigere integralmente la motivazione, ma ciò non ha eliminato il vizio della completa mancanza di motivazione nel caso concreto. Infine, la Corte ha precisato che la mancanza di motivazione non rientra tra i casi tassativi dell'art. 604 c.p.p. che impongono la trasmissione al giudice di primo grado, per cui il rinvio va disposto alla Corte d'appello che ha il potere (devolutum pieno) di redigere ex novo la motivazione e riesaminare il merito.

Norme richiamate

  • art. 590, commi 2 e 3, cod. pen.

    Norma sostanziale applicata per la qualificazione del reato: responsabilità del datore di lavoro per omissione di misure di sicurezza che cagionano lesioni a un lavoratore.

  • art. 546, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamata nella prospettazione sul potere sostitutivo del presidente del Tribunale: interpreta tale norma in combinato con l'art. 559 c.4 come titolo che legittima la redazione integrale della motivazione da parte del presidente in caso di impedimento del giudice monocratico.

  • art. 559, comma 4, cod. proc. pen.

    Considerata insieme all'art. 546 c.2 per sostenere la possibilità che il presidente rediga integralmente la motivazione quando il giudice titolare è impedito.

  • art. 525, cod. proc. pen.

    Principio di immediatezza: la Corte precisa che tale principio attiene all'identità tra giudice che acquisisce le prove e giudice che delibera, ma non impedisce che un giudice sostitutivo rediga successivamente la motivazione; il principio non comprime la possibilità di sostituzione nella fase motivazionale.

  • art. 604, cod. proc. pen.

    Norma sulle ipotesi tassative per le quali il giudice d'appello deve dichiarare la nullità e trasmettere gli atti al giudice di primo grado: la Corte afferma che la mancanza assoluta di motivazione non rientra in tali casi, sicché il rinvio deve essere alla Corte d'appello che può redigere la motivazione.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato nella motivazione in relazione all'esigenza che al dispositivo segua una motivazione; è posto a fondamento dell'obbligo di motivazione della decisione giudiziaria.

Massime di principio

  • La completa assenza di motivazione di una sentenza costituisce vizio tale da determinare l'annullamento in Cassazione.
  • In caso di impedimento del giudice monocratico, il presidente del Tribunale (o giudice da questi delegato) può redigere integralmente la motivazione della sentenza; la giurisprudenza di legittimità lo considera ammissibile e legittimo.
  • Quando la Cassazione annulla per mancanza di motivazione, il rinvio avviene di regola alla Corte d'appello (e non al giudice di primo grado), perché il giudice d'appello ha il devolutum pieno e può redigere ex novo la motivazione e riesaminare il merito.
  • Il principio di immediatezza (art. 525 c.p.p.) non impedisce la sostituzione del giudice nella fase di redazione della motivazione; va inteso riferito al giudice che acquisisce le prove e delibera, non alla sola figura del 'motivante'.
  • Le parti o la difesa devono sollevare tempestivamente l'assenza o insufficienza della motivazione: tale vizio è sindacabile in Cassazione e può concretamente ribaltare l'esito processuale con rinvio per nuovo giudizio.

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