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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34200/2024 del 23/12/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia riguardava la riliquidazione della quota B della pensione spettante a una ex iscritta alla gestione speciale del Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, calcolata sulle retribuzioni maturate dal 1° gennaio 1993 in avanti. Il giudice di merito aveva riconosciuto il diritto alla riliquidazione, ma la Corte d'appello aveva accolto l'eccezione di decadenza ex art. 47 d.P.R. n. 639/1970, limitando gli arretrati ai ratei successivi al 24/10/2015, e aveva ritenuto che per la quota B non si applicasse il massimale retributivo di cui all'art. 12, comma 7, d.P.R. n. 1420/1971, valorizzando invece l'art. 4, comma 8, d.lgs. n. 182/1997. L'ente previdenziale ricorreva in cassazione con tre motivi: (1) violazione delle norme sul massimale pensionabile, sostenendo che il limite dell'art. 12 d.P.R. n. 1420/1971 resti applicabile anche alla quota B e che l'art. 4 d.lgs. n. 182/1997 riguardi solo le aliquote di rendimento; (2) violazione dell'art. 47 d.P.R. n. 639/1970, deducendo che la decadenza triennale avrebbe dovuto estinguere tutte le differenze dovute, sia sulla pensione sia sui supplementi; (3) nullità della sentenza per asserito contrasto tra motivazione e dispositivo, perché la motivazione faceva riferimento alla pensione e ai supplementi, mentre il dispositivo parlava della sola quota B.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, aderendo all'orientamento già consolidato secondo cui, nella determinazione della quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo, resta applicabile il massimale retributivo giornaliero previsto dall'art. 12, comma 7, d.P.R. n. 1420/1971, come modificato dall'art. 1, comma 10, d.lgs. n. 182/1997, e quindi non si computano le retribuzioni eccedenti tale limite. Ha invece rigettato il secondo e il terzo motivo, ritenendo corretta l'applicazione dell'art. 47 d.P.R. n. 639/1970 da parte della Corte territoriale e insussistente il denunciato contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Roma, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nella pensione dei lavoratori dello spettacolo, ai fini del calcolo della quota B, resta operante il massimale della retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla disciplina speciale; le retribuzioni eccedenti tale soglia non entrano nel computo.
  • La norma che disciplina le aliquote di rendimento non equivale a una eliminazione del tetto retributivo pensionabile, che deve ritenersi tuttora vigente se non espressamente abrogato o incompatibile in modo insanabile.
  • L'eccezione di decadenza previdenziale ex art. 47 d.P.R. n. 639/1970 colpisce le differenze maturate oltre il triennio anteriore al ricorso giudiziale e può estendersi anche ai supplementi, se la domanda li comprende.
  • Non sussiste nullità della sentenza per contrasto tra motivazione e dispositivo quando il dispositivo, letto alla luce della motivazione, risulti coerente con la ratio decidendi e non presenti una statuizione realmente inconciliabile.

Come è indicizzato

MateriePensioni
RamiBancario e finanziario
IstitutiDecadenza

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