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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30601/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di Appello che ha riqualificato il fatto da tentato furto aggravato a tentata rapina impropria aggravata e lo ha condannato anche per resistenza a pubblico ufficiale; deduce (1) carenza e contraddittorietà della motivazione sulla riqualificazione in rapina impropria, sostenendo che la violenza è intervenuta dopo una netta cesura temporale dalla fase di impossessamento e che non vi era prova che stesse accatastando la refurtiva; (2) errore nel trattamento sanzionatorio per l'applicazione della recidiva e per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, lamentando motivazione insufficiente e uso automatico dei precedenti penali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la ricostruzione della Corte d'appello: la condotta era riconducibile a tentata rapina impropria poiché l'imputato era stato sorpreso mentre si poneva in relazione con materiale di cantiere (circostanza avvalorata dalla condizione del materiale) e, in stato di "quasi flagranza", ha usato violenza per assicurarsi l'impunità durante la fuga. Ha ritenuto corretta e adeguatamente motivata l'applicazione della recidiva, in relazione ai precedenti violenti e alla vicinanza temporale alla scarcerazione, e ha ritenuto non censurabile in questa sede la decisione di escludere le attenuanti generiche in virtù degli elementi ritenuti prevalenti dal giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    Il tentativo si configura quando sono compiuti atti idonei diretti in modo non equivoco a consumare il reato ma l'evento non si verifica per cause indipendenti dalla volontà dell'agente; la Corte lo applica per inquadrare l'evento antecedente alla violenza.

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    La rapina impropria si configura quando, dopo atti idonei alla sottrazione o in situazione di flagranza/quasi-flagranza, l'agente usa violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità; la Corte ha ritenuto che la violenza posta in essere durante la fuga integri tale fattispecie.

  • art. 61 n. 5 cod. pen. (aggravante)

    L'orario notturno è stato valutato come aggravante (circostanza di tempo) aumentante la gravità del reato.

  • art. 99 cod. pen. (recidiva)

    La recidiva è stata applicata previa motivazione che collega i precedenti dell'imputato al nuovo comportamento violento, ritenuto indice di accresciuta pericolosità.

  • art. 62-bis cod. pen. (attenuanti generiche)

    Il giudice del merito ha escluso le attenuanti generiche sulla base di una valutazione di fatto (persistente pericolosità e precedenti) ritenuta sufficiente in sede di legittimità.

  • art. 133 cod. pen. (criteri per individualizzazione della pena)

    Il giudice deve considerare i criteri indicati dall'articolo nella valutazione delle attenuanti e della recidiva; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito abbia adeguatamente fatto riferimento agli elementi ritenuti decisivi.

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    art. 606 co. 1 lett. b) e e) c.p.p.

    Il ricorso in cassazione era fondato su censure di motivazione e violazione di legge; la Corte ha ritenuto manifeste infondate le censure e ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando alle spese e alla sanzione pecuniaria.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. U., Reina, n. 34952/2012 e altre)

    Sez. U. n. 34952 del 19/04/2012 (Reina); Sez. 2 n. 35134/2022 (Velkovic); Sez. 2 n. 34845/2008 (Snitikov) etc.

    La Corte ricorda il consolidato orientamento secondo cui la rapina impropria è configurabile quando la violenza è usata per assicurare l'impunità in presenza di una situazione di flagranza o quasi-flagranza; il requisito di "immediatezza" va inteso in senso temporale rispetto alla flagranza, non come assenza di qualsivoglia intervallo temporale.

Massime di principio

  • La rapina impropria può essere riconosciuta quando chi ha già compiuto atti volti all'impossessamento (o è in situazione di quasi-flagranza) usa violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità: non è richiesta una violenza materialmente immediata immediatamente successiva alla sottrazione se sussiste la contiguità con lo stato di flagranza.
  • La qualifica del fatto (tentato furto vs tentata rapina impropria) dipende da un giudizio di fatto sulla presenza di atti idonei all'impossessamento e sul nesso temporale con la violenza; la motivazione di merito che descrive questi elementi è difficilmente sindacabile in cassazione se non è manifestamente illogica o contraddittoria.
  • L'applicazione della recidiva richiede comunque motivazione specifica: il giudice deve spiegare come i precedenti siano indicativi di una ripresa o prosecuzione di un percorso criminoso e di aumentata pericolosità; una motivazione succinta che lo evidenzi è sufficiente.
  • L'esclusione delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto che può fondarsi anche su un elemento prevalente (es. numerosi precedenti o persistenza della pericolosità); il giudice non è obbligato a menzionare tutti gli elementi favorevoli e contrari.
  • Non sussiste un divieto di utilizzare gli stessi precedenti penali sia per l'applicazione della recidiva sia per la negazione delle attenuanti generiche: il principio del ne bis in idem sostanziale non impedisce la valorizzazione ripetuta dello stesso elemento in relazione a istituti diversi, purché la motivazione sia coerente.

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