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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00915/2026 del 09/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in primo grado e in appello per violenza sessuale di gruppo, ha proposto ricorso per cassazione deducendo: 1) omessa motivazione sul rigetto dell'eccezione di nullità dell'ordinanza del GUP che aveva negato l'acquisizione, in appello, di dichiarazioni rese dalla persona offesa in un diverso procedimento; omessa valutazione di una prova decisiva sull'attendibilità della persona offesa, tanto da chiedere la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ex art. 603, comma 1, c.p.p.; 2) travisamento della prova con riferimento ai prospetti delle chiamate telefoniche acquisiti dal fascicolo del difensore ex art. 391-octies c.p.p., che secondo la difesa sarebbero incompatibili con la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria, osservando che nel giudizio d'appello la rinnovazione è rimedio eccezionale, subordinato alla assoluta necessità di decidere non potendo statuire allo stato degli atti; nel caso concreto la Corte territoriale aveva motivato, anche implicitamente, sulla sufficienza del compendio istruttorio e sull'attendibilità della persona offesa. Quanto alla dedotta nullità dell'ordinanza del GUP, la doglianza è stata reputata generica e priva di decisività. La seconda doglianza è stata ritenuta non configurare un vero travisamento della prova, ma piuttosto una richiesta di rivalutazione del merito, inammissibile in sede di legittimità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 609-octies c.p.

    individua il reato ascritto e confermato nei gradi di merito: violenza sessuale di gruppo.

  • art. 603, comma 1, c.p.p.

    la rinnovazione dell'istruttoria in appello è istituto eccezionale, utilizzabile solo quando il giudice ritenga assolutamente necessario non poter decidere allo stato degli atti.

  • art. 391-octies c.p.

    richiamato dalla difesa come fonte dei documenti (prospetti delle chiamate) asseritamente travisati dalla sentenza impugnata.

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    richiamo finale in tema di omessa generalità e dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ha natura eccezionale e richiede che il giudice di merito ravvisi una assoluta necessità di integrazione probatoria, ossia l'impossibilità di decidere correttamente allo stato degli atti.
  • La mancata rinnovazione dell'istruttoria è sindacabile in cassazione solo se la motivazione del giudice di merito sia mancante, apparente o manifestamente illogica; è sufficiente anche una motivazione implicita, desumibile dalla struttura argomentativa della decisione.
  • La deduzione di nullità di un precedente provvedimento istruttorio deve indicare in modo specifico le ragioni della nullità e, soprattutto, la concreta decisività della dedotta nullità; altrimenti il motivo è generico e inammissibile.
  • Il travisamento della prova non può essere prospettato come mera richiesta di rivalutazione del materiale istruttorio: se la censura mira solo a contrapporre una lettura alternativa delle risultanze probatorie, essa è inammissibile in sede di legittimità.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile e non emerge assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, conseguono le spese processuali e la condanna al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativiViolenza sessuale
RamiProcesso penaleReati sessuali
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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