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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50691/2023 del 19/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la revocazione ex art. 28 d.lgs. n. 159/2011 della confisca di prevenzione disposta nei suoi confronti (decreto 25/11/2013), sostenendo che la dichiarazione di illegittimità costituzionale di taluni profili della normativa antimafia (Corte cost., sent. n. 24/2019) avesse fatto venire meno la base legale della confisca. Ha contestato che la Corte di appello di Lecce, pur richiamando l'ipotesi normativa alternativa (lett. b) art. 1), non avrebbe verificato adeguatamente, secondo i principi indicati dalla Corte costituzionale e dalla giurisprudenza di legittimità, l'effettiva corrispondenza tra i reati contestati, la loro natura lucro-genetica, la loro abitualità e la correlazione temporale con l'acquisizione dei beni confiscati, lamentando quindi vizio di motivazione e difetto di verifica degli estremi sostanziali della pericolosità.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente verificato che il decreto di confisca poggiasse in modo autonomo e autosufficiente sull'ipotesi di pericolosità di cui alla lettera b) dell'art. 1 del d.lgs. 159/2011, fondandosi su precedenti di reati a chiara matrice lucro-genetica tali da dimostrare che il ricorrente viveva stabilmente dei proventi delittuosi. Inoltre la Corte ha osservato che la sentenza della Corte costituzionale n. 24/2019, nella parte in cui ha escluso l'incostituzionalità della lett. b), costituisce una sentenza interpretativa di rigetto con valore persuasivo ma non erga omnes e non è idonea a demolire provvedimenti definitivi di confisca; le eventuali carenze di motivazione suscettibili di rimedi ordinari non possono essere dedotte tardivamente con il rimedio straordinario della revocazione. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato (art. 616 c.p.p. e con le statuizioni del dispositivo).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia)

    art. 1 comma 1 lett. a), art. 1 comma 1 lett. b), art. 4 comma 1 lett. c), art. 28

    La norma è stata valutata alla luce della giurisprudenza: la lett. a) è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte cost.; tuttavia la presenza di un autonomo fondamento nella lett. b) può rendere la confisca immune da revoca se la motivazione del provvedimento originario dimostra la sua autosufficienza

  • Corte costituzionale, sentenza n. 24 del 2019

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di taluni profili (art. 1 lett. a) e art. 4 lett. c)); nella parte in cui ha ritenuto infondata la questione sulla lett. b) ha fornito indicazioni interpretative di valore persuasivo ma non erga omnes, pertanto non è automaticamente idonea a rimuovere il giudicato formato da provvedimenti definitivi

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 3513 del 16/12/2021 (Fiorentino)

    Stabilisce le coordinate per l'uso della revocazione quando la confisca si fonda su disposizioni dichiarate incostituzionali: se la confisca poggiava unicamente su una ipotesi poi espunta, va annullata; se vi sono più fondamenti, il giudice della revocazione deve verificare se gli altri fondamenti siano autonomamente sufficienti

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 4880 del 2015 (Spinelli)

    Affronta il tema della necessaria correlazione temporale tra le condotte pericolose e l'acquisizione dei beni da confiscare; richiama l'importanza di valutare l'abitualità e la capacità lucro-genetica dei reati ai fini della confisca

  • Cassazione, Sez. U., sentenza Alagni (Sez. U. n. 25 del 16/12/1998)

    Ribadisce che una sentenza interpretativa di rigetto ha valore persuasivo per i giudici comuni ma non crea un vincolo giuridico erga omnes; costituisce un precedente autorevole ma non obbligatorio

  • Altre pronunce richiamate (es. Sez. 6, n. 29551 del 2020, Terenzio)

    Giurisprudenza di legittimità che conferma il principio secondo cui le sentenze costituzionali che escludono l'incostituzionalità hanno valore interpretativo e non demolitorio rispetto a provvedimenti definitivi

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Il giudice, anche diverso da quello a quo, ha il dovere di interpretare le disposizioni secondo canoni costituzionalmente orientati, pur potendo formulare autonome soluzioni interpretative

  • codice di procedura penale

    Norma procedurale richiamata per le statuizioni conseguenti alla pronuncia di inammissibilità e alle relative condanne di spese/ammende processuali

Massime di principio

  • La revocazione ex art. 28 d.lgs. 159/2011 è lo strumento ordinario per far valere l'eventuale difetto originario dei presupposti della confisca a seguito di decisioni costituzionali che incidono sulla base legale della misura
  • Se la confisca poggia esclusivamente su una norma poi dichiarata incostituzionale, la revoca è fondata; se invece sussistono più fondamenti normativi, il giudice della revocazione deve verificare se gli altri fondamenti siano autonomamente sufficienti a sostenere la misura
  • Le sentenze della Corte costituzionale che esprimono un 'interpretazione di rigetto' hanno valore persuasivo ma non erga omnes e non sono automaticamente idonee a smontare provvedimenti definitivi: esse non necessariamente giustificano la revoca di decisioni divenute giudicate
  • Difetti di motivazione o carenze istruttorie che potevano essere dedotte con i rimedi ordinari non sono in genere suscettibili di essere sollevati tardivamente con la revocazione straordinaria, se il provvedimento è ormai definitivo
  • Per contrastare con successo una confisca basata sulla pericolosità di tipo lucro-genetico è cruciale dimostrare, con argomentazione puntuale, l'assenza di una correlazione temporale e di abitualità delle condotte rispetto all'acquisizione dei beni, e l'inesistenza di una capacità lucro-genetica significativa delle condotte indicate nella motivazione del provvedimento

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