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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32159/2026 del 28/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato per cassazione la sentenza della Corte d'appello, che lo aveva condannato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento all'esito del concordato in appello previsto dall'art. 599-bis c.p.p. Ha dedotto, in termini generici, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al trattamento sanzionatorio, con particolare riferimento all'aumento di pena per la continuazione, nonostante avesse rinunciato a tutti i motivi di appello ad eccezione di quello relativo al disconoscimento della recidiva. La Corte ha rilevato che, nel concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammissibile soltanto per questioni concernenti la formazione della volontà di accedere al concordato, il consenso del pubblico ministero o la difformità della decisione rispetto all'accordo; sono invece inammissibili le doglianze relative ai motivi rinunciati e ai vizi della determinazione della pena che non comportino illegalità della sanzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con procedura de plano. Ha ritenuto inammissibili le censure sul trattamento sanzionatorio e sull'aumento per la continuazione, perché riferite a motivi rinunciati e comunque non denunciavano l'illegalità della pena, intesa come applicazione di una sanzione estranea ai limiti edittali o diversa da quella prevista dalla legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    La sentenza emessa a seguito di concordato in appello è ricorribile per cassazione limitatamente alle questioni relative alla formazione della volontà della parte di accedere al concordato, al consenso del pubblico ministero e all'eventuale difformità della pronuncia rispetto al contenuto concordato.

  • art. 129 c.p.p.

    Nel concordato in appello non sono deducibili in cassazione doglianze relative alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento previste dalla norma.

  • art. 99 c.p.

    La sentenza menziona il motivo concernente il disconoscimento della recidiva, senza riportare una specifica interpretazione della disciplina.

  • art. 81 c.p.

    Le censure sull'aumento di pena per la continuazione sono state ritenute inammissibili in assenza di deduzione dell'illegalità della sanzione.

Massime di principio

  • In caso di sentenza pronunciata a seguito di concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammissibile soltanto per motivi riguardanti la formazione della volontà della parte di accedere al concordato, il consenso del pubblico ministero o la difformità della pronuncia giudiziale rispetto al contenuto concordato.
  • Nel concordato in appello sono inammissibili le doglianze relative ai motivi di impugnazione cui la parte abbia rinunciato.
  • Nel concordato in appello non sono ammissibili censure concernenti la determinazione della pena quando denuncino soltanto vizi di motivazione o violazioni di legge non trasfusi nell'illegalità della sanzione; l'illegalità ricorre quando la pena applicata ecceda i limiti edittali o sia diversa da quella prevista dalla legge.
  • Il ricorso per cassazione avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello può essere dichiarato inammissibile con procedura de plano quando i motivi dedotti esulano dai limiti di sindacabilità propri dell'istituto.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeDanneggiamento
RamiProcesso penaleDelitti contro la personaDelitti contro il patrimonio

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