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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27229/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per detenzione illegale di arma comune da sparo artigianale. La difesa deduce la mancata verifica dell'idoneità allo sparo dell'arma sequestrata (assenza di consulenza balistica) e sostiene che le munizioni rinvenute, comprese quelle nella canna, fossero a salve, sicché l'arma sarebbe da qualificare come pistola scacciacani inoffensiva. Si lamenta violazione dell'art. 273 c.p.p. e degli artt. 2 e 7 della legge n. 895/1967.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su rilievi meramente fattuali non supportati da puntuale dimostrazione. L'ordinanza impugnata è stata ritenuta motivata e logica: i giudici hanno valorizzato il compendio indiziario emerso dalle indagini (presentazione spontanea dell'indagato ai Carabinieri, indicazione del luogo, rinvenimento di pistola artigianale con cartuccia esplosa in canna e di altre 28 cartucce in un portaocchiali) e hanno osservato l'assenza di elementi concreti a sostegno della tesi della natura a salve delle munizioni. La formula contenuta nel verbale circa la presunta idoneità non è stata considerata incongrua né superata da prove contrarie. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Si dispone altresì la trasmissione del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, co. 1-ter disp. att.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa come violato per presunta carenza di accertamento tecnico sull'idoneità dell'arma; la Corte ha ritenuto l'eccezione fondata su profili esclusivamente fattuali e priva di dimostrazione, dichiarando il ricorso inammissibile

  • artt. 2 e 7 legge n. 895/1967

    Richiamati dalla difesa per sostenere la qualificazione dell'arma come scacciacani inoffensiva; la Corte ha rilevato l'assenza di elementi probatori che dimostrassero la natura a salve delle munizioni e, di conseguenza, non ha riconosciuto l'applicabilità della qualificazione invocata

  • art. 94, co. 1-ter disp. att.

    Norma procedurale richiamata per l'ordine di trasmissione del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario; la Corte dispone l'inoltro ai sensi di tale disposizione

Massime di principio

  • In materia cautelare il giudice può confermare la misura anche in assenza di consulenza tecnica quando il compendio indiziario oggettivo risulta congruo e logico
  • La mera affermazione difensiva circa la natura a salve di un'arma o delle relative munizioni non è sufficiente: la difesa deve fornire elementi concreti o richieste istruttorie specifiche (es. perizia balistica) per contrastare il significato indiziario del rinvenimento
  • Formulazioni nei verbali che esprimono valutazioni come 'presumibilmente idoneo' non neutralizzano il valore indiziario se fondate su caratteristiche oggettive e non confutate
  • Il ricorso per cassazione basato esclusivamente su valutazioni di fatto, senza specifica violazione di norme di diritto o omissione di assoluta rilevanza, è inammissibile
  • Avvalersi della facoltà di non rispondere può ridurre le possibilità difensive di contestare tempestivamente risultanze investigative; è strategico proporre subito richieste istruttorie o deduzioni precise quando si censura la mancata accertamento tecnico

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