Cassazione Penale, Sentenza n. 33589/2023 del 01/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 30/12/2022 del Tribunale di Piacenza che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto del G.I.P. del 13/12/2022 con cui era stato disposto il sequestro preventivo di Euro 5.000,00 in relazione ai reati di ricettazione e di riciclaggio. Il ricorrente deduceva difetto di giurisdizione italiana (art. 10 c.p. e art. 129 c.p.p.), sostenendo che la condotta di ricettazione si era consumata integralmente in Belgio (ricezione del denaro su conto belga), mancando la richiesta del Ministro prevista per la perseguibilità di reati commessi all'estero; censurava inoltre la motivazione quanto al fumus boni iuris e al periculum in mora in relazione alla ricettazione (assenza di prova della consapevolezza della provenienza illecita del denaro) e contestava la qualificazione del fatto come riciclaggio, deducendo che il mero acquisto di beni di lusso non dimostra la condotta finalizzata a occultare la provenienza illecita.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso in parte. Ha ritenuto che la ricettazione contestata si era consumata in Belgio (reato 'istantaneo' perfezionato al momento della ricezione) e che, in assenza di un danno per lo Stato o per cittadini italiani e senza un fondamento normativo derogatorio del principio di territorialità, la giurisdizione italiana non poteva essere affermata neppure sulla base della mera connessione con reati commessi in Italia. Per tale motivo il primo motivo di ricorso è stato accolto e sono stati assorbiti i motivi relativi a fumus e periculum in relazione alla ricettazione. Inoltre la Corte ha rilevato un errore di diritto nella ricostruzione che assimilava la ricettazione contestata al reato presupposto per il riciclaggio imputato all'indagato, osservando che non può essere impropriamente contestato il reato di riciclaggio al concorrente/autore del reato presupposto senza che risultino condotte volte realmente a occultare la provenienza illecita (art. 648-bis). Ha affermato che il semplice acquisto di beni di lusso, isolato, non è sufficiente a configurare il reato di riciclaggio. Conseguentemente l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Richiamata dalla difesa come condizione per la perseguibilità dei reati commessi all'estero: la Corte evidenzia che, secondo la giurisprudenza, per reati commessi all'estero da stranieri contro stranieri e consumati all'estero è necessario un fondamento normativo (es. richiesta del Ministro) per la procedibilità in Italia; in mancanza, manca giurisdizione.
Richiamato dalla difesa nella prospettiva di vizi procedurali relativi al provvedimento impugnato; citato nel ricorso iniziale ma la Corte si concentra soprattutto sulla questione di giurisdizione e sui profili di fumus/periculum.
Nel ricorso era evocata per sostenere che la connessione non radicherebbe la giurisdizione; la Corte osserva tuttavia che la rilevanza della connessione riguarda la competenza (codice di rito) e non può essere usata per estendere la giurisdizione nazionale oltre i limiti territoriali senza chiaro fondamento normativo.
art. 16 cod. proc. pen. / art. 12 c.p.p.
La Corte distingue tra regole di competenza (art. 12 e art. 16 c.p.p.) e la giurisdizione: la connessione prevista dal codice di rito può incidere sulla competenza tra giudici nazionali ma non crea di per sé giurisdizione su reati commessi interamente all'estero.
Cenno difensivo relativo all'irrilevanza degli atti preparatori; la Corte non ritiene decisivi gli atti preparatori per radicare la giurisdizione italiana nel caso di ricettazione consumata all'estero.
Norma che disciplina il riciclaggio: la Corte la invoca per affermare che non può automaticamente essere contestato il reato di riciclaggio all'autore o concorrente del reato presupposto quando l'unica attività emersa è coincidente con il presupposto stesso; inoltre il riciclaggio richiede condotte volte all'occultamento della provenienza illecita, non semplici acquisti isolati.
Richiamato in relazione al regime di riparto tra giudici (menzionato dalla Corte per spiegare che le norme sul riparto di competenza non implicano estensione della giurisdizione nazionale sui fatti commessi all'estero).
Massime di principio
- Il principio di territorialità limita la giurisdizione italiana: se un reato istantaneo (p.es. ricettazione) si consuma interamente all'estero, la giurisdizione italiana non può essere affermata in assenza di un chiaro fondamento normativo o di condizioni previste dalla legge (es.: richiesta del Ministro quando prevista).
- La connessione tra reati commessi all'estero e reati commessi in Italia può incidere sulla competenza tra giudici nazionali, ma non costituisce di per sé titolo per estendere la giurisdizione dello Stato italiano oltre i limiti territoriali stabiliti dalla legge.
- Per la ricettazione conta il luogo della ricezione della cosa (reato istantaneo): l'uso successivo del denaro in Italia, se non provato come parte integrante dell'evento criminale, non radica la giurisdizione italiana.
- Il riciclaggio (art. 648-bis) richiede condotte finalizzate all'occultamento o alla ricollocazione dei proventi illeciti: il mero acquisto di beni di lusso, preso isolatamente, non prova di per sé l'elemento volitivo del riciclaggio.
- Non è corretto costruire una contestazione di riciclaggio attribuendola automaticamente a chi ha posto in essere il reato presupposto senza ulteriori elementi che dimostrino un piano o attività dirette a occultare la provenienza illecita.
- In ipotesi di reati collegati tra paesi diversi, verificare sempre: a) luogo di consumazione del singolo reato; b) esistenza di norme che derogano al principio di territorialità; c) presenza di atti o elementi che dimostrino la finalità di occultamento per configurare il riciclaggio.
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