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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31727/2025 del 23/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano che, in parziale riforma della decisione assolutoria del Tribunale di Pavia e a seguito di appello della parte civile, aveva riqualificato il fatto come furto aggravato e aveva affermato la responsabilità della prevenuta ai soli fini civili. Il ricorso era affidato a un unico motivo con cui si contestava la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità, sostenendo in sostanza una diversa lettura degli elementi di fatto e delle risultanze processuali rispetto a quella adottata dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo dedotto mirasse, in realtà, a ottenere una rivalutazione del merito e una ricostruzione alternativa dei fatti, attività non consentita in sede di legittimità. Ha inoltre osservato che la motivazione della Corte territoriale era priva di vizi logici e sorretta da corretti argomenti giuridici. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Quanto alla richiesta di liquidazione delle spese della parte civile, ha disposto nulla perché la richiesta era stata depositata tardivamente rispetto al termine dei quindici giorni liberi prima dell'udienza.

Norme richiamate

  • artt. 624 e 61, comma 1, n. 11, c.p.

    artt. 624, 61, comma 1, n. 11, cod. pen.

    La Corte richiama la riqualificazione del fatto in furto aggravato, ai fini civili, secondo la fattispecie di furto aggravato dalla circostanza di cui all'art. 61, comma 1, n. 11, c.p.

  • art. 624 c.p.

    Norma sostanziale di riferimento per la riqualificazione del fatto come furto.

  • art. 61, comma 1, n. 11, c.p.

    Circostanza aggravante applicata in sede di riqualificazione del fatto come furto aggravato.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 591 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso è coerente con il limite del sindacato di legittimità quando il motivo mira a una rivalutazione del merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito dedurre censure che, sotto la veste del vizio motivazionale, mirino a ottenere una nuova ricostruzione del fatto o una diversa valutazione delle prove rispetto a quella compiuta dal giudice di merito.
  • La Corte di cassazione non può sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella del giudice di merito né confrontare la motivazione impugnata con modelli argomentativi esterni per sostituirsi al giudice di merito nella scelta del ragionamento decisorio.
  • Quando la sentenza impugnata espone in modo логicamente coerente le ragioni della decisione e applica corretti criteri giuridici, il motivo che si limiti a contestarne il contenuto valutativo è inammissibile.
  • La tardività della richiesta di liquidazione delle spese della parte civile, rispetto al termine previsto per il rito, impedisce che su tale domanda sia adottato un provvedimento favorevole in sede di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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