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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12990/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (investitore)

La controversia

Un investitore citò davanti al tribunale la banca presso cui aveva effettuato, in data 11 aprile 2002, un investimento in obbligazioni Cirio Finlux 16 FB 04 per circa 36.747,90 euro, lamentando che l'intermediario avesse agito in modo negligente e inadempiente. Dedusse la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza e informazione previsti dall'art. 21 TUF e dagli artt. 26-31 del Reg. Consob n. 11522/1998, sostenendo che la banca non gli avesse fornito adeguate informazioni sul prodotto, non avesse compiuto una corretta valutazione di adeguatezza dell'operazione e non avesse raccolto un valido secondo ordine scritto dopo l'eventuale avviso di inadeguatezza. Chiese in via principale la declaratoria di nullità del contratto di investimento, oppure la sua risoluzione per vizio del consenso o per inadempimento, con conseguente restituzione dell'intera somma investita o, in subordine, il risarcimento del danno pari al medesimo importo. La banca resistette sostenendo di avere correttamente operato e che l'investitore, laureato in scienze economiche e bancarie, fosse un soggetto esperto, oltre ad aver rifiutato di fornire le informazioni sul proprio profilo finanziario, sugli obiettivi di investimento e sulla propensione al rischio. Il tribunale rigettò la domanda; la corte d'appello confermò il rigetto, ritenendo sufficienti la consegna del documento sui rischi generali, il titolo di studio del cliente e il suo rifiuto di collaborare, escludendo nullità, errore, dolo e nesso causale. In cassazione l'investitore articolò quattro motivi: con i primi due denunciò la violazione degli obblighi informativi, della regola di adeguatezza e delle norme sulla prova, sostenendo che la banca avrebbe dovuto rifiutare l'operazione o acquisire un secondo ordine scritto e che la corte territoriale avesse errato nel considerare irrilevante l'inadempimento e nel negare il nesso causale; con il terzo censurò il rigetto della domanda di annullamento per dolo omissivo ed errore essenziale, lamentando motivazione apparente e cattiva valutazione della testimonianza; con il quarto contestò l'ammissibilità della prova testimoniale e la mancanza di forma scritta degli adempimenti informativi. La Corte di cassazione ha ritenuto fondati, nei limiti indicati, i primi due motivi, cassando la sentenza impugnata, mentre ha dichiarato inammissibili il terzo e il quarto.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso limitatamente ai primi due motivi, ha dichiarato inammissibili il terzo e il quarto, e ha cassato la sentenza d'appello. Dal testo fornito non emerge il dispositivo finale completo sul rinvio, ma è chiaro che la decisione di merito impugnata è stata ritenuta non conforme ai principi in tema di obblighi informativi dell'intermediario, riparto dell'onere della prova e presunzione del nesso causale in materia di investimenti finanziari.

Norme richiamate

  • art. 21 d.lgs. n. 58/1998

    pone obblighi di diligenza, correttezza, trasparenza e informazione a carico dell'intermediario finanziario, sia nella fase precontrattuale sia in quella esecutiva del rapporto

  • art. 23, comma 6, d.lgs. n. 58/1998

    nel giudizio di responsabilità per inadempimento dell'intermediario, grava sulla banca la prova di avere agito con la specifica diligenza richiesta e di aver correttamente adempiuto ai propri obblighi informativi

  • artt. 26, 27, 28, 29, 30 e 31 Regolamento Consob n. 11522/1998

    disciplinano gli obblighi informativi attivi e passivi dell'intermediario, la valutazione di adeguatezza dell'operazione e la segnalazione delle operazioni non adeguate

  • art. 1175 c.c.

    richiamato come parametro di correttezza e buona fede nell'esecuzione del rapporto

  • art. 1176 c.c.

    richiamato come parametro di diligenza dell'intermediario

  • art. 1218 c.c.

    richiamato per affermare la coerenza tra responsabilità contrattuale e onere del debitore di provare la non imputabilità dell'inadempimento

  • art. 1223 c.c.

    richiamato in relazione al risarcimento del danno conseguente all'inadempimento

  • art. 1418 c.c.

    invocato dalla parte ricorrente per sostenere la nullità del contratto, ma la Corte ribadisce che la violazione degli obblighi informativi non comporta nullità automatica

  • art. 1419 c.c.

    richiamato dalla parte ricorrente in tema di nullità parziale

  • art. 1421 c.c.

    richiamato dalla parte ricorrente in tema di rilevabilità della nullità

  • art. 1429 c.c.

    richiamato in relazione all'errore essenziale quale causa di annullamento

  • art. 1431 c.c.

    richiamato in relazione alla riconoscibilità dell'errore

  • art. 1439 c.c.

    richiamato in relazione al dolo omissivo

  • art. 2907 c.c.

    richiamato dalla parte ricorrente nel dedurre le domande di nullità e tutela giudiziale

  • art. 1362 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1363 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1364 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1365 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1366 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1367 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1368 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1369 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1370 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 1371 c.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in tema di interpretazione del contratto

  • art. 132, n. 4, c.p.c.

    richiamato per censurare la pretesa motivazione apparente o la nullità della sentenza

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato per denunciare l'omessa pronuncia sulle domande di nullità e inadempimento

  • art. 360 c.p.c.

    norma processuale richiamata per incanalare i motivi di ricorso per cassazione; la Corte distingue tra violazione di legge, nullità e critica al merito delle valutazioni probatorie

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per l'illustrazione del ricorso mediante memoria

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell'onere della prova

  • art. 2729 c.c.

    richiamato per la prova presuntiva del nesso causale attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti

  • art. 1727, comma 1, c.c.

    richiamato in tema di facoltà dell'intermediario di non eseguire ordini chiaramente rischiosi e di recesso per giusta causa

  • art. 31 Regolamento Consob n. 11522/1998

    richiamato per l'ipotesi, non dimostrata, di cliente qualificato che può incidere sugli obblighi dell'intermediario

  • art. 28 Regolamento Consob n. 11522/1998

    richiamato per l'obbligo di informazione attiva e per la segnalazione di inadeguatezza

  • art. 29 Regolamento Consob n. 11522/1998

    richiamato per la regola di adeguatezza dell'operazione rispetto al profilo dell'investitore

Massime di principio

  • Gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario sono ampi e penetranti: non si esauriscono nella consegna di documenti generici, ma richiedono informazioni specifiche e personalizzate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dello strumento e dell'operazione.
  • La segnalazione di inadeguatezza ex art. 29 Reg. Consob non sostituisce gli obblighi informativi complessivi: essa è parte del sistema di tutela e deve essere valutata insieme alla previa acquisizione delle informazioni sul cliente e sul prodotto.
  • Se l'investitore allega l'inadempimento informativo, grava sull'intermediario la prova positiva di aver adempiuto correttamente, ai sensi dell'art. 23, comma 6, TUF e in coerenza con l'art. 1218 c.c.
  • Il rifiuto del cliente di fornire informazioni sul proprio profilo non esonera la banca dalla valutazione di adeguatezza, che deve essere compiuta sulla base degli elementi comunque disponibili.
  • La prova del nesso causale tra inadempimento informativo e danno può essere offerta anche per presunzioni e, in questa materia, l'inadempimento fa sorgere una presunzione di causalità, superabile con prova contraria dell'intermediario; non basta la mera dimostrazione della generica propensione al rischio dell'investitore.
  • La violazione degli obblighi informativi non comporta automaticamente nullità del contratto di investimento, ma integra normalmente un inadempimento rilevante ai fini della responsabilità e, nei casi pertinenti, della risoluzione o del risarcimento.
  • In cassazione non è consentito trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito: sono inammissibili le censure che si risolvano nella richiesta di una nuova valutazione delle prove o che introducano questioni non dedotte nei gradi di merito.

Come è indicizzato

MaterieIntermediazione finanziariaImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
SottomaterieObblighi informativi MIFIDRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaNesso di causalitàNullità

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