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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08017/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) censura sulla motivazione (presunta illogicità) riguardo all'affermazione che il ricorrente avesse modificato la destinazione d'uso e realizzato uno stabilimento balneare con spianamento e riporto di materiale con mezzi meccanici; si deduceva mancanza di riscontri sullo spianamento e che l'intervento era un semplice rastrellamento/ripascimento non permanente; 2) i beni sequestrati sarebbero opere stagionali amovibili non soggette a permesso di costruire ai sensi dell'art. 6 lett. e)-bis DPR 380/2001; 3) contestazione del periculum in mora: sosteneva che il pericolo doveva essere valutato anche durante la vigenza della misura e che, cessata la stagione estiva, il pericolo non sussisteva. È stata inoltre contestata l'erronea attribuzione al ricorrente di opere realizzate su area demaniale da terzi.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e, comunque, manifestamente infondato. Motivazione principale di inammissibilità: il ricorrente ha proposto il ricorso in proprio senza procura speciale, mentre l'appello cautelare era stato proposto da colui che agiva come terzo interessato (legale rappresentante di una società), e dunque era necessaria procura speciale ex art. 100 c.p.p.; inoltre è mancata la deduzione di un interesse concreto e attuale all'impugnazione (ossia la disponibilità materiale o giuridica dei beni sequestrati), requisiti necessari per le impugnazioni reali. Sul merito, il tribunale ha adeguatamente motivato l'accertamento di spianamento, riporto di materiale non autoctono e destinazione a stabilimento balneare difforme dai titoli; ha ritenuto infondate le censure sulla natura stagionale delle opere e sul periculum, osservando che il sequestro può prevenire l'aggravamento o la protrazione degli effetti lesivi anche se la condotta è cessata. Conseguenze: condanna alle spese e pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Per i soggetti con interessi meramente civilistici (terzi interessati) è necessaria procura speciale; l'assenza di procura speciale rende inammissibile il gravame proposto dal difensore

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Individua i soggetti astrattamente legittimati al riesame reale (imputato, persona alla quale le cose sono state sequestrate, quella che avrebbe diritto alla restituzione), ma la legittimazione astratta non esonera dall'onere di dimostrare l'interesse concreto all'impugnazione

  • art. 568 cod. proc. pen.

    Imposizione del requisito dell'interesse concreto e attuale per l'ammissibilità delle impugnazioni; nell'ambito dei sequestri reali l'interesse deve essere collegato alla possibilità di ottenere la restituzione del bene

  • art. 591 cod. proc. pen.

    art. 591, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Richiamato come norma generale sulle impugnazioni; contribuisce al principio che l'impugnazione richiede interesse concreto

  • art. 6, lett. e)-bis, DPR n. 380/2001

    art. 6, lett. e)-bis, DPR 380/2001

    Prevede che alcune opere stagionali amovibili possano realizzarsi senza titolo abilitativo; nel caso concreto il giudice ha ritenuto che le opere erano permanenti e difformi dai titoli, quindi la deroga non era applicabile

  • art. 10 DPR n. 380/2001

    Richiamato nella contestazione in relazione alla disciplina urbanistica ed edilizia; il giudice ha valutato le opere come difformi rispetto ai titoli rilasciati

  • artt. 125 e 321 cod. proc. pen.

    art. 125 e art. 321 c.p.p.

    Richiamati dai motivi di ricorso per contestare la motivazione; la Corte ha ritenuto che non vi fosse manifesta illogicità o inosservanza di legge nella motivazione del Tribunale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per l'addebito delle spese del procedimento al ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Corte Cost., sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in materia di condanna pecuniaria alla Cassa delle ammende e valutazione della colpevolezza nella determinazione della sanzione pecuniaria equitativa

Massime di principio

  • Quando si impugna un provvedimento cautelare reale (sequestro preventivo) è necessario che chi propone il gravame dimostri un interesse concreto e attuale all'impugnazione, tipicamente connesso alla disponibilità materiale o giuridica dei beni (pregio restitutorio); in mancanza l'impugnazione è inammissibile
  • I terzi con interessi meramente civilistici (terzi interessati) devono essere rappresentati da difensore munito di procura speciale ex art. 100 c.p.p.; l'assenza della procura speciale determina inammissibilità del ricorso
  • Le opere stagionali amovibili previste dall'art. 6 lett. e)-bis DPR 380/2001 possono essere esenti da titolo edilizio solo se effettivamente amovibili, temporanee e non comportanti trasformazioni permanenti del suolo; il giudice valuta la reale natura e permanenza dell'intervento (spianamenti, riporti di materiale non autoctono, opere in area demaniale o in contrasto con i titoli autorizzativi)
  • Il periculum in mora va valutato sia al momento dell'adozione della misura cautelare sia durante la sua vigenza; il sequestro può essere giustificato anche per evitare l'aggravamento o la protrazione degli effetti lesivi residui, specie in materia ambientale o urbanistica, anche se la condotta è cessata
  • Per confutare accertamenti di fatto (es. spianamento, riporto di materiale, destinazione d'uso) è necessario fornire elementi probatori specifici e idonei (documentazione fotografica, consulenze tecniche, attestazioni sulla natura del materiale), poiché tali profili sono rimessi al giudice di merito
  • In casi di contestazioni sulla legittimità di opere in area demaniale o vincolata, la disciplina amministrativa e i titoli acquisiti (permessi, nulla osta) sono centrali: opere difformi dai titoli o in assenza di nulla osta paesaggistico possono integrare illecito edilizio anche se l'operatore sostiene finalità di manutenzione o ripascimento

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