Cassazione Penale, Sentenza n. 08009/2026 del 02/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso mirava a ottenere la riforma dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio emesso dal PM (6/8/2025) sui documenti e dispositivi elettronici in uso alla compagna e ai familiari dell'indagato Massimiliano Del Vecchio, indagato per reati di narcotraffico (artt. 74, 73 e 80 DPR 309/1990). Il PM lamentava violazione di legge per presunta carenza motivazionale del riesame, sostenendo l'esistenza di un nesso di pertinenzialità tra i device dei familiari e i reati contestati (comunicazioni durante la latitanza, ruoli nell'associazione, reinvestimento proventi, nascondigli, ecc.) e che fosse necessario un sequestro "esteso e onnicomprensivo" per evitare dispersione di prove e per verificare la attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse legittimamente qualificato il sequestro come meramente esplorativo e insufficiente a fondare un provvedimento esteso nei confronti di terzi non indagati (Francesca Modesti e i suoi familiari), in assenza di elementi concreti che collegassero la res al reato (Del Vecchio non abitava in quell'abitazione, la donna non era indagata, mancavano connessioni tra il suo cellulare e i fatti). La Corte ha inoltre osservato che la censura del PM riguardava in sostanza la valutazione della motivazione compiuta dal giudice del riesame, questione sottratta al sindacato di legittimità se non configurabile come vizio di motivazione talmente radicale da integrare violazione di legge.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309 del 1990
Norme sostanziali relative ai reati in contestazione (traffico di stupefacenti, aggravanti, responsabilità): utilizzate per qualificare il tipo di delitti che giustificherebbero, secondo il PM, un sequestro esteso per le indagini sul narcotraffico.
Codice di procedura penale
Limiti al sindacato di legittimità in Cassazione sul riesame: il controllo è circoscritto alla violazione di legge, intendendo tale nozione anche come vizi motivazionali tanto gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice.
Sentenza Sez. 6, n. 34265 del 22/09/2020 (Aleotti)
Principio secondo cui l'acquisizione indiscriminata di categorie di beni è ammessa solo se il sequestro non sia meramente esplorativo e il PM motivi la necessità di un sequestro esteso con riferimento al tipo di reato, al ruolo del titolare dei beni e alla difficoltà di individuare ex ante l'oggetto del sequestro.
Sentenza Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
Riferimento giurisprudenziale di metodo sull'obbligo motivazionale per il sequestro probatorio, richiamato per delimitare i criteri della legittimità dei sequestri estesi.
Giurisprudenza successiva (esempi richiamati)
Sez. 6, n. 17677 del 29/01/2025 (Donadini); Sez. 6, n. 1286 del 20/11/2024 (Bozzano); Sez. 6, n. 17312 del 15/02/2024 (Corsico); Sez. 4, n. 47422 del 04/10/2023 (Formisano)
Conferma e ribadisce i principi di Aleotti/Botticelli: la motivazione per sequestri estesi deve essere specifica e non meramente esplorativa.
Sez. U, n. 25932 del 26/06/2008 (Ivanov) e Sez. U, n. 5876 del 13/02/2004 (Bevilacqua)
Giurisprudenza sulle soglie del sindacato di legittimità e sui vizi della motivazione rilevanti per la Corte di Cassazione; utilizzata per precisare quando il difetto motivazionale integra violazione di legge.
Massime di principio
- Il sequestro "esteso e onnicomprensivo" di categorie di beni è ammissibile solo se il pubblico ministero fornisce motivazione specifica che giustifichi l'indiscriminata acquisizione: tipo di reato, ruolo del titolare dei beni, e difficoltà di individuare ex ante gli elementi probatori.
- Non è legittimo un sequestro probatorio meramente esplorativo volto esclusivamente a verificare la veridicità di dichiarazioni o a condurre indagini conoscitive senza un nesso concreto tra la res e il reato.
- La presenza di beni in casa di terzi non indagati non basta di per sé a giustificare il sequestro: serve un fondato nesso di pertinenzialità tra i beni e il reato o elementi che colleghino materialmente l'indagato alla disponibilità dei beni.
- In sede di riesame e di gravame il giudice deve valutare la sussistenza del nesso di pertinenzialità e la proporzione/necessità del sequestro; la Corte di Cassazione sindaca l'eventuale vizio solo se sussiste una violazione di legge o un difetto motivazionale talmente grave da rendere incomprensibile il provvedimento.
- Il PM, per evitare l'annullamento, dovrebbe motivare in modo concreto e documentato perché una selezione preventiva/estrazione mirata dei dati non sarebbe efficace o causerebbe dispersione delle prove, evitando argomentazioni generiche basate su potenziali utilità probatorie.
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