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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08010/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio disposto nei confronti di beni e dispositivi elettronici nella disponibilita' dei familiari/conviventi della compagna dell'indagato Massimiliano Del Vecchio. Il ricorso deduceva violazione di legge per carenza e apparente contraddittorieta' della motivazione, sostenendo l'esistenza di un nesso di stretta pertinenzialita' tra i dispositivi in uso ai prossimi congiunti e le comunicazioni dell'indagato durante la latitanza, la rilevanza probatoria dei dati per ricostruire modalita', tempi, reinvestimento dei capitali illeciti, luoghi di occultamento, ruoli degli associati e soggetti coinvolti, nonche' la necessita' di un sequestro esteso e omnicomprensivo per evitare dispersione di elementi utili, eche l'estrazione selettiva non sarebbe stata adeguata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e ha confermato l'orientamento del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro nei confronti di Daniela Imola. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia valutato, in concreto, l'assenza di nesso di pertinenzialita' (assenza di coabitazione pregressa o attuale dell'indagato nella casa, assenza di indagini o di indizi a carico della donna, mancato riscontro di collegamenti tra il suo telefono e i reati, e finalita' del sequestro meramente esplorativa per verificare dichiarazioni del collaboratore). Tali valutazioni attengono alla motivazione e alla valutazione dei fatti, profili in gran parte non sindacabili in sede di legittimita' salvo vizi di motivazione radicali; nel caso non sono emersi vizi di legge tali da giustificare l'annullamento del provvedimento di merito.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309 del 1990

    art. 74, art. 73, art. 80

    Individuano i reati contestati all'indagato (delitti in materia di stupefacenti), che costituiscono il contesto materiale della necessita' probatoria invocata dal P.M.; la Corte ricorda tali titoli di reato ma valuta la legittimita' del sequestro alla luce della pertinenzialita' rispetto agli stessi.

  • Codice di procedura penale

    Stabilisce i limiti del controllo di legittimita' in cassazione sui provvedimenti cautelari: il sindacato e' limitato a violazioni di legge, comprendendo errores in iudicando o in procedendo e vizi di motivazione radicali; la Corte ha ritenuto che la decisione del Tribunale del riesame consistesse in valutazioni motivazionali non rientranti nella ristretta nozione di vizio di legge emendabile in cassazione.

  • Sentenza Sez. 6, n. 34265 del 22/09/2020 (Aleotti)

    l'acquisizione indiscriminata di un'intera categorie di beni, nell'ambito della quale procedere successivamente alla selezione delle singole 'res' strumentali all'accertamento del reato, è consentita a condizione che il sequestro non assuma una valenza meramente esplorativa e che il pubblico ministero adotti una motivazione che espliciti le ragioni per cui è necessario disporre un sequestro esteso e onnicomprensivo

    Richiama il principio che il sequestro esteso e 'onnicomprensivo' e' legittimo solo se motivato con riferimento al tipo di reato, al ruolo del titolare dei beni e alla difficolta' di individuare ex ante l'oggetto del sequestro; nel caso concreto la Corte ha ritenuto che tali presupposti non fossero adeguatamente dimostrati rispetto a Daniela Imola.

  • Sentenza Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)

    Fornisce i criteri sull'obbligo motivazionale del sequestro probatorio; la giurisprudenza successiva viene richiamata per precisare che la motivazione del P.M. deve spiegare perche' e' necessario procedere all'acquisizione estesa dei beni.

  • Ulteriori pronunce di conferma

    Sez. 6, n. 17677 del 29/01/2025 (Donadini); Sez. 6, n. 1286 del 20/11/2024 (Bozzano); Sez. 6, n. 17312 del 15/02/2024 (Corsico); Sez. 4, n. 47422 del 04/10/2023 (Formisano)

    Confermano e ribadiscono i principi sopra richiamati: il sequestro generalizzato e' ammesso solo con motivazione che esprime la non-strumentalita' esplorativa dell'atto e la concreta necessita' di acquisire in blocco i beni per ragioni connesse al tipo di reato e alla posizione del titolare.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio 'esteso e omnicomprensivo' e' ammesso solo se il Pubblico ministero fornisce una motivazione concreta che giustifichi l'impossibilita' di individuare ex ante gli elementi pertinenti e che dimostri un nesso specifico tra i beni e il reato.
  • Non e' sufficiente l'appartenenza o il rapporto affettivo con l'indagato: occorrono indizi concreti di utilizzo, coabitazione, comunicazioni o altri elementi che colleghino i dispositivi o i documenti al reato contestato.
  • La finalita' meramente esplorativa (ad esempio verificare la credibilita' di un collaboratore senza altri riscontri) rende il sequestro vulnerabile e puo' portare all'annullamento da parte del giudice di merito.
  • In Cassazione il sindacato sul vizio di motivazione e' limitato: la Corte corregge solo violazioni di legge o vizi di motivazione radicali e non ogni valutazione di fatto o di proporzione compiuta dal giudice del riesame.
  • Per evitare l'annullamento, il P.M. dovrebbe documentare nel decreto di sequestro: ruolo e condotta dell'intestatario dei beni, elementi di collegamento con l'indagato (contatti, coabitazione, tracce digitali), ragioni per cui non e' praticabile una estrazione selettiva e il rischio di dispersione di prova.

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