Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08016/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibili gli appelli cautelari avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Napoli, chiedendo: 1) autorizzazione a svolgere lavori sul complesso immobiliare sottoposto a sequestro preventivo; 2) revoca parziale del sequestro con restituzione alla Immobiliare Maria Rosaria s.r.l. della sola area interna (parcheggio), mantenendo il sequestro dei corpi di fabbrica destinati a centro commerciale. I ricorrenti sostenevano di avere interesse concreto alla restituzione (Troianiello come socio e amministratore di fatto, Vicedomini come legale rappresentante della società proprietaria) per il pregiudizio economico alla società e per il rischio di contestazioni di mala gestio; denunciavano inoltre violazione del principio di proporzionalità perché la restituzione parziale non inciderebbe sulle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i ricorrenti, pur imputati, hanno agito in proprio e non in qualità di rappresentanti della Immobiliare Maria Rosaria s.r.l., proprietaria dell'area sequestrata; pertanto mancava l'interesse concreto e attuale all'impugnazione richiesto per le misure cautelari reali, il cui interesse è funzionalmente collegato all'effetto della restituzione del bene. Perciò il primo motivo è manifestamente infondato e il secondo è assorbito. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p. e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (applicazione della facoltà prevista dall'art. 1, comma 64, l. n. 103/2017).

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come riferimento per i motivi di ricorso in cassazione (violazione di legge: lett. b) e c)). La Corte prende atto della doglianza ma la ritiene manifestamente infondata.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Individua le categorie astrattamente legittimate a proporre il riesame reale (imputato, persona alla quale le cose sono state sequestrate, chi avrebbe diritto alla restituzione). La Corte distingue tra legittimazione astratta e interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Postula l'esistenza dell'interesse all'impugnazione; la Corte lo invoca per esigere che l'impugnante dimostri un interesse concreto e attuale, essenziale per l'ammissibilità.

  • art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Richiamata come norma generale sulle impugnazioni che impone il vaglio di ammissibilità fondato sull'interesse concreto; contribuisce alla distinzione tra legittimazione astratta e interesse effettivo.

  • art. 581, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Richiama l'onere di allegazione a carico dell'impugnante; la Corte sottolinea che chi impugna deve dedurre fatti e ragioni che dimostrino la relazione con la cosa sequestrata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione utilizzata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali a seguito dell'inammissibilità del ricorso.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, artt. 30; 44, comma 1, lett. b), e 95

    Norme urbanistiche/edilizie alle quali si riferiscono le contestazioni penalmente rilevanti (lottizzazione abusiva, cambio di destinazione d'uso ecc.), costituenti il fondamento del sequestro preventivo.

  • art. 81 e art. 110 cod. pen.

    Riferimenti ai principi di concorso di persone nel reato e alle modalità di partecipazione, segnalati tra le fattispecie penalmente rilevanti nell'atto di sequestro/contestazione.

  • art. 1, comma 64, l. n. 103 del 2017

    Norma che consente di aumentare oltre il massimo la sanzione pecuniaria destinata alla Cassa delle ammende; qui esercitata per comminare il versamento di euro 3.000.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata come principio di riferimento per l'applicazione delle sanzioni e per la valutazione della colpa nella determinazione dell'ammenda; la Corte ritiene non siano emerse ragioni per escludere che il ricorso sia infondato ma non doloso.

Massime di principio

  • L'indagato non proprietario della cosa sequestrata può essere astrattamente legittimato a proporre il riesame, ma l'ammissibilità del gravame richiede un interesse concreto e attuale diretto all'effetto della restituzione del bene.
  • La mera qualità di socio o il fatto di essere rappresentante di fatto non legittima automaticamente l'impugnazione in proprio: chi agisce deve farlo nella veste che legittima l'interesse (es. come rappresentante della società proprietaria) o dimostrare una relazione diretta e un diritto alla restituzione.
  • Nelle impugnazioni di misure cautelari reali l'onere probatorio/integrativo grava sull'impugnante: è necessario allegare fatti e ragioni che dimostrino la relazione con la cosa sequestrata e la sussistenza dell'interesse alla restituzione.
  • Il rischio che la società proprietaria agisca poi contro l'indagato per responsabilità gestionale (mala gestio) non costituisce, di per sé, interesse idoneo a fondare l'ammissibilità dell'impugnazione cautelare.
  • Il principio di proporzionalità può essere evocato per chiedere misure meno gravose, ma non supplisce all'assenza dell'interesse concreto alla restituzione; senza quest'ultimo la richiesta è inammissibile.
  • Prassi consigliata in casi analoghi: agire formalmente in veste di rappresentante legale della persona proprietaria del bene o far proporre l'istanza dalla società proprietaria; se si agisce in proprio, documentare e allegare compiutamente il nesso diretto tra il dissequestro richiesto e l'effetto immediato nella sfera giuridica dell'impugnante.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.