Cassazione Penale, Sentenza n. 24797/2024 del 21/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza dell'8/11/2023 che aveva disposto la revoca della sospensione condizionale della pena (art. 168 c.p.) a carico di Mihai Cocilnau. Il ricorrente deduceva la nullità del decreto di irreperibilità emesso dal Tribunale di Pesaro, sostenendo che il verbale di vane ricerche del 6/10/2022 era inattuale (essendo stato redatto oltre un anno prima dell'ordinanza) e che le ricerche erano incomplete: indicazione errata dello Stato di nascita (Romania e non Albania) e mancata notificazione nei luoghi di residenza o di lavoro che potevano essere agevolmente individuati. Si invocava la violazione dell'art. 159 c.p.p.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'art. 159 c.p.p. non preveda un termine perentorio per lo svolgimento delle ricerche, pertanto l'eventuale inattualità di accertamenti non determina di per sé l'illegittimità del decreto di irreperibilità. Il periodo intercorrente tra il verbale (6/10/2022) e il decreto (8/11/2023) non è stato considerato eccessivo. Le ricerche delegate dal Commissariato di Bolognina Pontevecchio sono state ritenute conformi all'art. 159 c.p.p.: il ricercato è stato cercato nell'ultima dimora e presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria; non era possibile compiere accertamenti nel luogo di lavoro indicato perché tale informazione non risultava dagli atti e non era conoscibile dalle Forze dell'ordine. L'errata indicazione dello Stato di nascita non ha inciso sulla validità del decreto, data la corretta individuazione delle generalità e l'esaustività delle ricerche. Si è richiamata la giurisprudenza che pone come limite alle ricerche la oggettiva praticabilità degli accertamenti. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
l'art. 159, comma 1, cod. proc. pen., non indica un termine perentorio per lo svolgimento delle ricerche
Il giudice ha interpretato l'art. 159 nel senso che non esiste un termine perentorio per l'esecuzione delle ricerche preliminari alla dichiarazione di irreperibilità; pertanto verifiche anche risalenti non invalidano automaticamente il decreto se le ricerche sono state ragionevolmente eseguite e ancora pertinenti
art. 295, comma 1, cod. proc. pen.
il verbale di vane ricerche deve essere trasmesso senza ritardo al giudice che ha emesso l'ordinanza da eseguire
Il verbale di vane ricerche deve essere trasmesso prontamente al giudice esecutore per consentire la valutazione sulla dichiarazione di irreperibilità; tuttavia la norma non stabilisce un termine perentorio che faccia venire automaticamente meno il valore probatorio delle ricerche svolte tempo prima
La revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena è prevista ex art. 168 c.p. e può essere disposta in presenza di una successiva condanna che fa venir meno i presupposti del beneficio; nel caso di specie la revoca è stata correttamente motivata con la successiva condanna a pena superiore
Massime di principio
- L'assenza di un termine perentorio nelle norme sulle ricerche per la declaratoria di irreperibilità implica che la sola anzianità temporale del verbale di vane ricerche non invalida il decreto se le verifiche restano pertinenti e ragionevoli
- La validità del decreto di irreperibilità si valuta sulla base dell'esaustività e della praticabilità delle ricerche: vanno effettuate ricerche nei luoghi indicati (ultima dimora, uffici amministrativi competenti), ma non si può obbligare a ricerche in luoghi non conosciuti o non desumibili dagli atti
- Errori formali o anagrafici (es. indicazione errata dello Stato di nascita) non sono di per sé decisivi se l'identità del condannato è comunque correttamente individuata e le ricerche sono state compiute in modo esaustivo
- Il limite logico alla obbligatorietà di ulteriori ricerche è l'oggettiva practicabilità degli accertamenti; quando un luogo non emerge dagli atti, le forze dell'ordine non sono tenute a compiere ricerche non conoscibili
- La revoca della sospensione condizionale della pena può essere disposta in presenza di una successiva condanna che faccia venir meno le condizioni del beneficio; il procedimento ex art. 159 c.p.p. per la declaratoria di irreperibilità legittima la successiva esecuzione della revoca se effettuato conformemente alle regole
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