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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24563/2024 del 21/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Catania che aveva confermato la condanna per omicidio colposo per un sinistro stradale. Il ricorrente deduce violazione del principio di divieto di immutazione del fatto contestato (art.521 c.p.p.), sostenendo che in sentenza è stata individuata una diversa fattispecie colposa rispetto all'imputazione originaria: anziché limitarsi alla condotta tenuta durante la svolta a sinistra, la Corte avrebbe ritenuto rilevante una condotta omissiva concernente l'obbligo di far indossare le cinture e di non trasportare passeggeri in spazi privi di sedile. Si lamenta che tale trasformazione sia avvenuta in seguito a perizie e atti istruttori che non avrebbero consentito adeguati momenti di difesa e che, se il profilo omissivo fosse stato contestato fin dall'origine, la difesa avrebbe adottato strategie diverse.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto che non vi sia stata una «immutazione del fatto» in senso vietato dall'art.521 c.p.p., poiché la nuova qualificazione (profili di colpa omissiva relativi agli obblighi di sicurezza verso i passeggeri) rientra nel nucleo storico-fattuale originariamente contestato e nella colpa generica, e gli elementi su cui si è fondata la valutazione sono emersi nel corso dell'istruttoria, dando alla difesa la possibilità di conoscere e contestare tali elementi (anche mediante impugnazione). La Corte ha quindi confermato la legittimità della valutazione di responsabilità attribuita al ricorrente in concorso con altro conducente e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Il divieto di immutazione del fatto viene applicato in modo sostanziale: viola l'articolo solo il mutamento radicale e sostanziale della fattispecie contestata che pregiudichi il diritto di difesa. Se esiste un nucleo comune o continenza tra imputazione e decisione (es. colpa generica che abbraccia diversi profili), non sussiste violazione.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato per affermare che la diversa qualificazione del fatto non viola i diritti costituzionali se l'imputato ha avuto la possibilità di esercitare il diritto di difesa e il risultato sia uno degli esiti prevedibili del giudizio.

  • art. 6 CEDU

    Riferimento ai diritti processuali garantiti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo: la diversa qualificazione del fatto è compatibile con l'art.6 se non impedisce al prevenuto di partecipare efficacemente al processo difensivo.

  • art. 589 cod. pen. (omicidio colposo)

    Norma sostanziale relativa al reato per cui è stato condannato l'imputato; la sentenza ha confermato la responsabilità colposa riconducibile sia a condotte commissive di altro conducente sia a profili omissivi del ricorrente (mancata adozione di presidi di sicurezza per i passeggeri).

Massime di principio

  • Il divieto di immutazione del fatto (art.521 c.p.p.) opera solo se la sentenza muta radicalmente il contenuto essenziale dell'imputazione, lasciando l'imputato senza possibilità concreta di difesa; non è violato quando esiste un nucleo comune o continenza tra accusa e decisione.
  • La contestazione di una «colpa generica» può legittimamente comprendere, alla luce degli emersi elementi probatori, profili più specifici (anche omissivi) attinenti al medesimo evento: la difesa deve poter conoscere e confrontarsi con tali elementi nel corso del procedimento.
  • L'emergere di nuovi elementi tecnici o perizie durante il dibattimento che evidenzino profili di condotta diversi non determina automaticamente immutazione del fatto, purché tali elementi siano stati acquisiti nel contraddittorio e la difesa abbia potuto intervenire e impugnare.
  • In processi per reati colposi, la trasformazione della qualificazione giuridica non è di per sé vietata se la ricostruzione fattuale resta coerente con l'imputazione originaria e il mutamento era un esito prevedibile e assoggettabile al confronto difensivo.
  • Per evitare invalidità processuali, la difesa deve vigilare sull'acquisizione di prove tecniche e sollevare tempestivamente eccezioni quando ritenga che un nuovo profilo di addebito sia sostanzialmente diverso e pregiudichi il contraddittorio.

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