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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13312/2024 del 02/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per tentativo di incendio (artt. 56, 423 c.p.). Contesta la valutazione di responsabilità sostenendo che mancavano l'idoneità e l'univocità degli atti (fermo a circa 220 m dall'abitazione della persona offesa con una bottiglia da 2 litri contenente circa 1 litro di benzina), e che l'elemento soggettivo sarebbe frutto di deduzioni dalle dichiarazioni di terzi. Propone una ricostruzione alternativa (benzina per rifornire un motorino) sostenuta anche da Raffaele Spenuso. Inoltre censura la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, ritenendo insufficiente la motivazione della Corte territoriale su questo punto.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: le censure sono essenzialmente di fatto e reiterative rispetto all'appello; si è in presenza di una "doppia conforme" (conferma integrale della sentenza di primo grado) che limita la sindacabilità in cassazione ai soli profili espressamente indicati dalla giurisprudenza. I giudici di merito hanno valutato in modo logico e congruo le prove: il possesso di notevole quantità di liquido infiammabile vicino alla casa della ex, unitamente alle dichiarazioni di terzi (telefonate e dichiarazioni rese da Angelo D'Angelo e dalla madre) configurano idoneità e univocità degli atti e dimostrano l'intento criminoso. La versione alternativa non è apparsa plausibile e il ricorrente non ha reso il ricorso autosufficiente (non ha allegato il verbale o trascritto integralmente le dichiarazioni di Spenuso). Quanto alle attenuanti generiche, la loro esclusione rientra nel sindacato di merito e può essere motivata anche sulla base di un solo elemento negativo: la Corte ha rilevato assenza di elementi positivi a favore dell'imputato. Conseguenze pratiche: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinata in Euro 3.000.

Norme richiamate

  • Codice penale - art. 56

    Disciplina il tentativo di reato; la condotta contestata è stata qualificata come tentativo di incendio alla luce degli elementi probatori.

  • Codice penale - art. 423

    Norma sull'incendio doloso; gli elementi materiali (liquido infiammabile, accendini, vicinanza all'abitazione della persona offesa) sono stati ritenuti idonei a realizzare il reato in forma tentata.

  • Codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. c) ed e)

    Richiamato in riferimento ai motivi di cassazione; la Corte ha rilevato che le censure erano in buona parte fattuali e reiterative e quindi non rilevanti ai fini di legittimità, soprattutto in presenza di doppia conforme.

  • Disp. att. cod. proc. pen. - art. 173

    Richiamato come limite della formulazione dei motivi in cassazione (limiti di cui si è tenuto conto nella valutazione dell'ammissione del ricorso).

  • Codice penale - art. 62-bis

    Regola le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha richiamato che la loro valutazione è di natura discrezionale e di fatto, non sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.

  • Disp. att. cod. proc. pen. - art. 165-bis

    Riferimento al principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: il ricorrente deve indicare e allegare gli atti che ritiene travisati; omissione che ha inciso sull'inammissibilità della doglianza relativa alle dichiarazioni di Spenuso.

Massime di principio

  • In caso di "doppia conforme" (conferma integrale della decisione di primo grado), la Corte di cassazione controlla principalmente eventuali omissioni o travisamenti di questioni decisive esaminate in appello; non può di regola riesaminare i fatti e le prove per ricostruzioni alternative.
  • La valutazione dell'idoneità e dell'univocità degli atti diretti a commettere un reato è rimessa ai giudici di merito; la cassazione interviene solo se la motivazione è illogica, contraddittoria o omette di affrontare temi decisivi espressamente dedotti in gravame.
  • Le prove dichiarative che ricostruiscono l'intento criminoso (telefonate, dichiarazioni di terzi, affermazioni del reo a conoscenti o familiari) possono integrare l'elemento soggettivo quando, nel loro complesso, risultano coerenti e convergenti con le circostanze materiali (mezzi, luogo, quantità di combustibile).
  • La mancata allegazione in cassazione di atti o verbali ritenuti decisivi comporta il vizio di non autosufficienza del ricorso e può portare all'inammissibilità della doglianza relativa a quegli atti.
  • La concessione o esclusione delle circostanze attenuanti generiche è questione di fatto e di valutazione discrezionale del giudice; in mancanza di illogicità o carenza motivazionale è difficilmente sindacabile in cassazione.
  • Per impugnare efficacemente una sentenza confermata in appello è necessario circostanziare le censure indicando quali elementi probatori sarebbero stati omessi o travisati, e allegare i relativi atti probatori ove necessari.

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