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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 27036/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che aveva respinto la domanda di accertamento dell'intollerabilità, ai sensi dell'art. 844 c.c., delle immissioni olfattive provenienti dall'allevamento di suini della società San Luigi, esercitato in prossimità del complesso ricreativo e di ristorazione gestito dalla Meeting s.a.s. Il ricorso principale si fonda su tre motivi: (1) errata interpretazione del concetto di normale tollerabilità e mancato esame di un esposto di circa quaranta abitanti; (2) errata valutazione del preuso, avendo la Corte ancorato la valutazione alla data di acquisto dei fondi invece che all'inizio dell'effettiva attività; (3) omesso esame della destinazione urbanistica del fondo della Meeting (attrezzature ricreative) ritenuta decisiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dei ricorrenti e ha dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato della resistente. Ha ritenuto infondate le censure: ha confermato che il concetto di normale tollerabilità va valutato relativamente alle caratteristiche della zona e alle abitudini degli abitanti; ha ritenuto che le questioni relative al preuso e alla valutazione delle interruzioni delle attività siano giudizi di fatto rimessi al merito e adeguatamente motivati dalla Corte territoriale; ha inoltre escluso che gli elementi indicati quali 'omessi' dai ricorrenti fossero decisivi. I ricorrenti sono stati condannati alle spese di cassazione e al versamento di un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 844 c.c.

    citata nella sentenza la formula "condizione dei luoghi"

    Il concetto di normale tollerabilità è relativo e va valutato in base alle caratteristiche dell'area circostante e alle abitudini degli abitanti; la "condizione dei luoghi" si riferisce allo stato complessivo della zona e alla prevalente tipologia delle attività ivi svolte, non esclusivamente allo stato del fondo che subisce le immissioni

  • art. 360 c.p.c.

    Le censure fondate su valutazioni di fatto (es. valutazione dell'intollerabilità, del preuso, delle interruzioni delle attività) non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione della Corte territoriale è adeguata; l'omesso esame di fatti è rilevante solo se il fatto era effettivamente decisivo

  • art. 13 (contributo unificato), comma 1-bis

    La sentenza dà atto dell'obbligo, in capo ai ricorrenti, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato secondo la normativa citata

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Cass. n. 28201/2018; Cass. n. 161/1996; Cass. n. 23754/2018; SSUU 8053/2014)

    Richiamati principi secondo cui la tollerabilità delle immissioni è relativa alla situazione locale, il giudice di merito può formulare apprezzamenti prudenziali sulla intollerabilità anche se non violati limiti amministrativi e le valutazioni di merito adeguatamente motivate sono insindacabili in cassazione

Massime di principio

  • La "normale tollerabilità" delle immissioni (odori, rumori, ecc.) va valutata in relazione alla "condizione dei luoghi": carattere e destinazione prevalente della zona e abitudini della popolazione locale, non in termini assoluti
  • La prova del preuso richiede accertamenti di fatto sulla continuità e sulla natura dell'attività storicamente svolta; la mera data di acquisto del fondo non è automaticamente decisiva
  • Interruzioni significative nell'esercizio dell'attività possono interrompere il preuso e renderne irrilevanti gli usi passati
  • Segnalazioni o esposti dei residenti sono elementi utili ma, se non decisivi e non corroborati da altri riscontri, non obbligano il giudice a riformulare il giudizio di merito
  • Le questioni attinenti alla valutazione delle immissioni come tollerabili o intollerabili sono, in gran parte, giudizi di fatto: se la motivazione del giudice di merito è adeguata, la cassazione non interviene
  • Anche se le emissioni rispettano limiti amministrativi o normativi, il giudice civile può comunque accertare l'intollerabilità ex art. 844 c.c. purché compia un equilibrato contemperamento tra diritto di proprietà e esigenze produttive

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