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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19869/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistrato sorveglianza)

La controversia

Il detenuto aveva presentato un reclamo generico ai sensi dell'art. 35 ord. pen. lamentando la mancata consegna, da parte dell'amministrazione penitenziaria, dello scontrino relativo a un acquisto effettuato su sua disposizione. Il magistrato di sorveglianza ha dichiarato non luogo a provvedere sul reclamo. Avverso tale provvedimento il detenuto ha proposto personalmente reclamo, poi qualificato dal Tribunale di sorveglianza come ricorso per cassazione e trasmesso alla Corte. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché proposto contro un provvedimento non impugnabile ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. b), c.p.p., e comunque perché il ricorso per cassazione, dopo la riforma introdotta dalla legge n. 103 del 2017, non può essere sottoscritto personalmente dalla parte ma deve essere redatto da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione, ai sensi dell'art. 613, comma 1, c.p.p.

La decisione

La Corte ha trattato l'impugnazione nelle forme de plano e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il provvedimento del magistrato di sorveglianza, reso sul reclamo generico ex art. 35 ord. pen., non fosse impugnabile e che il ricorso fosse inoltre affetto da difetto di legittimazione, essendo stato proposto personalmente dal detenuto in violazione dell'art. 613, comma 1, c.p.p. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    L'impugnazione può essere trattata senza formalità quando ricorrono i presupposti previsti dalla norma.

  • art. 35 ord. pen.

    Il reclamo generico del detenuto è stato proposto avverso una condotta dell'amministrazione penitenziaria relativa alla mancata consegna di uno scontrino.

  • art. 591, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Il provvedimento del magistrato di sorveglianza emesso sul reclamo generico ex art. 35 ord. pen. è stato ritenuto non impugnabile.

  • art. 613, comma 1, c.p.p.

    Il ricorso per cassazione non può essere proposto personalmente dalla parte, ma deve essere sottoscritto da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione.

  • artt. 571 e 613 c.p.p.

    La modifica introdotta dalla legge n. 103 del 2017 ha imposto la necessaria sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore abilitato al patrocinio davanti alla Corte di cassazione.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti giurisdizionali, dopo la riforma del 2017, non può essere proposto personalmente dalla parte, ma deve essere sottoscritto da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione.
  • Il reclamo generico del detenuto deciso dal magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 35 ord. pen. non è, di regola, autonomamente impugnabile per cassazione quando la legge non preveda tale mezzo di impugnazione.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile senza elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, devono essere poste a carico del ricorrente le spese processuali e una somma in favore della Cassa delle ammende.
  • La verifica della legittimazione processuale e dell'ammissibilità del mezzo di impugnazione precede ogni esame del merito e determina la definizione del giudizio in rito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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