Cassazione Penale, Sentenza n. 7099/2025 del 20/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Messina del 15/03/2024. Il ricorrente contestava: (1) la conformità della condanna per il reato di cui all'art. 353-bis c.p. (capo n.5), deducendo difetto di motivazione e che l'affidamento diretto per appalto di importo inferiore a euro 2.000 non configurava una procedura selettiva suscettibile di essere "inquinata" dalla condotta descritta; (2) la qualificazione del fatto come corruzione propria (artt. 319-321 c.p., capo n.9) anziché come corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.), per assenza di adeguata motivazione sul sinallagma tra utilità conseguita (assunzione del figlio per breve periodo) e atti o stabile asservimento della funzione pubblica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i motivi. Sul capo relativo all'art. 353-bis c.p. ha ritenuto fondato il vizio: la norma tutela condotte che inquinano il contenuto di un bando o di un atto equipollente funzionale a una gara; invece la condotta volta a impedire una gara attraverso un affidamento diretto illegittimo esula dal perimetro testuale della fattispecie e la sentenza di merito è stata annullata senza rinvio per questa parte. Sul capo relativo alla corruzione (artt. 319-321) la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione circa il pactum sceleris e la sinallagmaticità tra prestazioni e utilità; ha annullato con rinvio per un supplemento di motivazione e possibile riqualificazione (eventuale riconduzione all'art. 318 c.p.). La parte civile non ottiene ora la liquidazione delle spese, potendola chiedere in seguito nel grado rinviato.
Norme richiamate
"contenuto del bando e di altro atto equipollente"
La Corte interpreta la norma come applicabile solo quando esiste una procedura amministrativa funzionale a una gara o almeno segmenti concorrenziali (anche informali) tali da costituire un atto equipollente; non si estende agli affidamenti diretti illegittimi volti a impedire la gara
I reati di corruzione propria richiedono adeguata motivazione sul nesso sinallagmatico tra utilità e atti d'ufficio; se lo stabile asservimento della funzione è presente può configurarsi l'art. 318 anziché il 319
Reato di corruzione per l'esercizio della funzione: è reato di pericolo che sanziona la presa in carico stabile di interessi privati da parte del pubblico ufficiale; applicabile quando sussiste un impegno permanente o stabile asservimento, anche senza individuazione di uno specifico atto
art. 36 d.lgs. 50/2016 (testo vigente dal 18/6/2019)
"a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici"
Dopo le modifiche del 2017 la disciplina ammette l'affidamento diretto senza previa consultazione e senza motivazione formale; tuttavia la stazione appaltante resta vincolata ai principi pubblicistici (es. principio di rotazione) e non ha libertà assoluta
d.lgs. n. 57/2017
Ha modificato il codice appalti accentuando la facoltà di affidamento diretto e rimuovendo la richiesta di "adeguata motivazione" per taluni affidamenti sotto soglia
Norma che ha introdotto l'art. 353-bis cod. pen., con finalità di prevenire inquinamenti nella fase preparatoria dei bandi e tutelare la concorrenza
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiesto per la sintesi dei motivi di ricorso per cassazione (formalità procedurale nella esposizione dei motivi)
Massime di principio
- L'art. 353-bis c.p. tutela esclusivamente le condotte volte ad inquinare il contenuto di un bando o di un atto equipollente funzionale a una procedura di gara; se manca qualsiasi segmento concorrenziale (anche informale), la norma non è applicabile
- Un affidamento diretto, anche se illegittimo e finalizzato a impedire la concorrenza, non rientra nella fattispecie di cui all'art. 353-bis salvo che esistano atti o condotte che costituiscano una forma di preselezione o consultazione equipollente a una gara
- Per le accuse di corruzione è essenziale una motivazione chiara sulla sinallagmaticità tra utilità promessa/conferita e l'attività o l'asservimento del pubblico ufficiale; utilità di modesto valore e di brevissima durata può giustificare la riclassificazione in termini meno gravosi (art. 318) se manca la prova di atti concreti contrari ai doveri
- Anche nei contratti sotto soglia, dopo le modifiche normative del 2017, l'affidamento diretto è ammesso senza preventiva consultazione e senza motivazione formale, ma la stazione appaltante deve comunque rispettare principi generali (es. rotazione): la violazione di tali principi può integrare profili di illiceità amministrativa e, a seconda dei casi, altri reati, ma non automaticamente il 353-bis
- In cassazione la nullità o annullamento senza rinvio è possibile quando la violazione riguarda errata applicazione della legge; l'annullamento con rinvio è adottato quando è necessario un supplemento di motivazione o di accertamento di fatto da parte del giudice di merito
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