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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18351/2022 del 09/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Catania ritenendola illogica e contraddittoria quanto alla condanna per il delitto di riciclaggio: sosteneva che il veicolo fosse quello di proprietà della moglie con solo il motore sostituito da quello di una vettura rubata e che non v'èva prova dell'alterazione del numero di telaio o dell'apposizione delle targhe del veicolo rubato. Con un secondo motivo lamentava la mancanza di motivazione in ordine all'elemento psicologico (consapevolezza della provenienza delittuosa) sia per il reato di riciclaggio sia per la ricettazione del rame trasportato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto non consentita in sede di legittimità una rilettura dei fatti già accertati e ha condiviso le conclusioni dei giudici di merito: il veicolo sequestrato presentava il numero di telaio alterato e targhe sostituite, circostanza dalla quale si desumeva l'intento di far apparire il mezzo come legittimamente detenuto; l'alterazione del telaio esclude l'ipotesi difensiva della mera sostituzione del motore. Quanto alla ricettazione del rame, i giudici hanno valorizzato la totale assenza di spiegazioni sulla provenienza come indice della consapevolezza della sua illiceità. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 490 c.p.

    La Corte d'appello aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione del reato indicato; la Cassazione prende atto della declaratoria di estinzione riportata nel provvedimento impugnato.

  • art. 616 c.p.p.

    Articolo invocato dalla Cassazione per disporre l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende a carico del ricorrente, valutati i profili di colpa nella proposizione del ricorso inammissibile.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    La Corte ha esaminato il ricorso nelle forme previste da questa disposizione normativa (procedura prevista per il periodo emergenziale), conformando l'istruttoria alle modalità richieste dal decreto legge.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. II, pronunce citate)

    La sentenza richiama precedenti secondo i quali la mancata indicazione di elementi che giustifichino la provenienza lecita di beni ricevuti può essere indice della consapevolezza della loro provenienza delittuosa.

Massime di principio

  • In presenza di alterazione del numero di telaio e di targhe sostituite, i giudici possono ritenere provato l'intento di occultare la provenienza illecita del veicolo; tale circostanza è un forte indizio di riciclaggio o di partecipazione alla frode identificativa.
  • L'assenza di spiegazioni plausibili sulla provenienza di beni (es. rame) può essere valutata come elemento indicativo della consapevolezza della loro origine delittuosa, secondo consolidata giurisprudenza.
  • In Cassazione non è consentita una libera rilettura dei fatti: i motivi che attaccano la rilettura probatoria devono dimostrare vizi di motivazione o ragionamento giuridico, non semplici alternative interpretative dei fatti.
  • Le censure generiche sulla mancanza di motivazione in ordine all'elemento psicologico sono deboli se le decisioni di merito hanno comunque esposto elementi logico-fattuali che permettono di inferire la consapevolezza dell'imputato.
  • Proporre un ricorso manifestamente infondato può comportare non solo il rigetto ma anche la condanna al pagamento delle spese e, se emergono profili di colpa, somme alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare attentamente la fondatezza prima di impugnare.

Testo integrale

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