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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43038/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per difetto della querela, ossia per la mancanza della condizione di procedibilità dell'azione penale; gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti. Effetto: cessazione del procedimento penale per quella imputazione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di condanna per il reato di furto aggravato (art. 625, comma 1, n. 2 c.p.), confermata in appello. La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso: dagli atti risultava la mancanza della querela, condizione di procedibilità per il reato contestato alla luce della modifica normativa intervenuta con il d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (e delle disposizioni di rinvio contenute nel d.l. 31 ottobre 2022, n. 162, convertito in legge n. 199/2022), che ha introdotto il principio che il furto aggravato di cui all'art. 625, comma 1, n. 2 c.p. è procedibile a querela. Di conseguenza è stato rilevato il difetto della condizione di procedibilità e la prosecuzione dell'azione penale è impedita.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 625, comma 1, n. 2

    Riferimento al reato di furto aggravato contestato. La Corte interpreta che, a seguito della modifica normativa richiamata, tale fattispecie è procedibile a querela, sicché in assenza di querela manca la condizione di procedibilità.

  • Codice penale, art. 624

    Norma generale sul furto richiamata nel capo di imputazione; utilizzata per ricondurre la fattispecie alla disciplina del furto e delle sue aggravanti.

  • Codice penale, art. 112

    Norma richiamata nel capo di imputazione (concorso o altro riferimento formale); presente negli atti ma la decisione definitiva si fonda sul difetto di procedibilità per mancata querela.

  • Codice penale, art. 56

    Richiamata relativamente alla continuazione o concorso di reati (o altra circostanza indicata negli atti); non decisiva rispetto al vizio di procedibilità accertato.

  • Codice penale, art. 99

    Richiamata negli atti (riguarda regole sulla recidiva/attenuanti/aggiustamenti della pena); la Corte ha comunque valutato le condizioni di procedibilità come prevalenti.

  • Codice di procedura penale, artt. 530 e 533

    Richiamate nei motivi di ricorso originari in tema di vizio di motivazione e di applicazione di norme processuali; tuttavia la Cassazione ha deciso per annullamento senza rinvio per difetto della condizione di procedibilità, assorbendo gli altri profili.

  • D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma di riforma che ha modificato la procedibilità di talune fattispecie; la Corte rileva che, con l'inserimento del nuovo art. 99-bis e in combinato disposto con le disposizioni di rinvio, il reato di furto aggravato ex art. 625, comma 1, n. 2 c.p. è divenuto procedibile a querela, con effetto sulla procedibilità dell'azione penale nel caso concreto.

  • D.l. 31 ottobre 2022, n. 162, art. 6 (c.d. "decreto rave"), convertito in legge 30 dicembre 2022, n. 199

    Disposizione che ha differito l'entrata in vigore dell'intera riforma al 30.12.2022; la Corte utilizza questo rinvio per stabilire il regime procedurale applicabile e concludere per la procedibilità a querela del reato.

  • Nuovo art. 99-bis introdotto nel d.lgs. n. 150/2022

    Articolo che ha inciso sulla procedibilità di alcune fattispecie penali; la Corte lo considera decisivo per qualificare il furto aggravato ex art. 625, comma 1, n. 2 c.p. come procedibile a querela.

Massime di principio

  • Se una norma successiva rende un reato procedibile a querela, la presenza della querela è condizione di procedibilità e la sua mancanza configura vizio insanabile dell'azione penale.
  • Il difetto della condizione di procedibilità (mancanza di querela quando richiesta) comporta l'annullamento della sentenza e la chiusura del procedimento senza rinvio, salvo che sussistano condizioni diverse previste dalla legge.
  • Prima di procedere o di confermare condanne, il giudice e l'ufficio requirente devono verificare l'esistenza della querela quando la legge lo richiede: la verifica è elemento determinante per la regolarità dell'azione penale.
  • Le modifiche legislative che differiscono l'entrata in vigore vanno attentamente valutate per determinare il regime procedurale applicabile al fatto (se procedibile d'ufficio o a querela).
  • In casi analoghi, la difesa potrà richiedere l'annullamento per difetto di procedibilità; la parte offesa interessata dovrebbe valutare la possibilità e i termini per proporre querela, nei limiti e nei termini previsti dalla legge, se la prosecuzione del procedimento è desiderata.

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