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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3304/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputato condannato con patteggiamento ex art. 444 c.p.p. per il reato previsto dall'art. 186 Codice della Strada. Nell accordo di patteggiamento era espressamente prevista, concordata tra le parti, la sostituzione della pena principale con il lavoro di pubblica utilità. Il Tribunale ha però applicato una pena di gg. 20 di arresto ed euro 600 di ammenda, condizionalmente sospesa, senza prendere in considerazione la richiesta di sostituzione con lavoro di pubblica utilità. Il ricorso denuncia il difetto di correlazione tra la richiesta delle parti e la decisione del giudice, ossia l omissione del giudice nel verificare e decidere sull ammissibilità della sanzione sostitutiva richiesta.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo fondato. Ha richiamato il principio secondo cui la richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva nell ambito del patteggiamento è congiunta alla richiesta di applicazione della pena e deve essere espressamente valutata dal giudice. La mancata considerazione della richiesta costituisce vizio in relazione a un punto essenziale dell accordo e una evidente difformità tra domanda e sentenza, censurabile ai sensi dell art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Conseguentemente la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Marsala in diversa composizione per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    Costituisce il reato commesso (guida in stato di alterazione). Usata come fattispecie materiale oggetto del patteggiamento.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina il patteggiamento. La richiesta di misura sostitutiva della pena, se formulata nell ambito dell accordo, deve essere valutata dal giudice insieme alla richiesta di applicazione della pena.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Consente la censura per difetto di correlazione tra la richiesta delle parti e la sentenza; la mancata decisione su un punto essenziale dell accordo negoziale processuale può determinare l annullamento della sentenza.

  • Giurisprudenza citata Sez. 4, n. 27975 del 07/06/2012 (Rv. 253587 — 01)

    Principio che la richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva nel patteggiamento è congiunta e non alternativa alla richiesta di applicazione della pena e deve essere esaminata dal giudice.

Massime di principio

  • Quando il patteggiamento comprende espressamente la richiesta di una sanzione sostitutiva (ad esempio lavoro di pubblica utilità), il giudice è obbligato a valutare e decidere anche su tale richiesta; l omissione può determinare l annullamento della sentenza.
  • La richiesta di sostituzione della pena è parte integrante dell accordo di patteggiamento e non può essere trattata come opzionale o accessoria dal giudice senza motivazione.
  • In caso di difetto di correlazione tra domanda delle parti e sentenza (mancata considerazione di un punto essenziale dell accordo), il rimedio più probabile è l annullamento della decisione ai sensi dell art. 448 c.p.p. e la restituzione degli atti al giudice di merito in diversa composizione per nuovo esame.
  • Per evitare impugnazioni e rischi di annullamento, le parti devono rendere chiara e documentata l espressa richiesta di misure sostitutive nel verbale di patteggiamento e il giudice deve motivare esplicitamente l accoglimento o il rigetto di tali richieste.
  • Se si verifica omissione del giudice, il ricorso per cassazione sul vizio di correlazione è efficacemente proponibile e ha concrete probabilità di accoglimento quando risulti chiara la richiesta concordata e la mancata valutazione da parte del giudice.

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