Cassazione Penale, Sentenza n. 39512/2023 del 28/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Due motivi: 1) deduzione della prescrizione del reato di ricettazione per mancata prova certa della data di acquisizione del bene e applicazione del principio del favor rei, con conseguente collocazione del momento consumativo in prossimità del reato presupposto (commesso tra il 31/01/2012 e il 10/02/2012) e quindi estinzione prima della sentenza impugnata; 2) censura sulla sussistenza del concorso nella ricettazione e sulla mancata valutazione della buona fede e degli elementi di difesa (mandato di terzo, consegna in busta chiusa, identificazione con documenti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato: ha affermato che la ricettazione è reato istantaneo e che, in mancanza di prova certa sulla data di acquisizione del bene, deve applicarsi il principio del favor rei collocando la consumazione in prossimità della data del reato presupposto (tra il 31/01/2012 e il 10/02/2012). Ne è conseguito che, in assenza di cause di sospensione, il termine decennale di prescrizione è maturato il 10/02/2022, anteriormente alla pronuncia della Corte d'appello del 21/06/2022. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione (ai sensi dell'art. 620 c.p.p.). La censura relativa alla valutazione della buona fede è stata superata dalla declaratoria di estinzione per prescrizione.
Norme richiamate
Definisce il reato di ricettazione; la Corte lo interpreta come reato istantaneo, consumato al momento in cui l'agente riceve le cose di provenienza delittuosa.
Norme sul furto e sue aggravanti: il furto dell'assegno è il reato presupposto la cui data di commissione serve, in mancanza di prova contraria, a collocare temporalmente la consumazione della ricettazione.
Aggravante contestata in capo all'imputato (aver commesso il fatto al fine di eseguire il reato successivo); menzionata nel capo di imputazione come circostanza aggravante.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.
Previsioni relative ai motivi di ricorso per cassazione invocati (inosservanza o errata applicazione della legge penale e carenza o contraddittorietà della motivazione). La Corte le utilizza per esaminare i due motivi di ricorso.
Norma richiamata nelle censure di merito (riguarda decisioni di merito e motivazione); citata a supporto delle doglianze sulla motivazione di appello.
Norma richiamata con riferimento ai limiti della cognizione in sede di appello e alla valutazione della prova d'appello; richiamata nelle deduzioni difensive concernenti la valutazione della buona fede.
art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p.
Norma che autorizza la Corte di Cassazione ad annullare senza rinvio quando il reato è estinto per prescrizione: applicata per dichiarare l'estinzione e disporre l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
Norma sulla concorso di persone nel reato; richiamata in relazione alla contestazione della partecipazione dell'imputato alla ricettazione.
principio del favor rei (giurisprudenza)
Principio giurisprudenziale richiamato: in assenza di prova certa sulla data di consumazione di un reato istantaneo, il termine di prescrizione deve essere computato a favore dell'imputato, collocando la consumazione nella data più risalente ragionevolmente compatibile (in questo caso in prossimità della data del reato presupposto).
Massime di principio
- La ricettazione è reato istantaneo: si considera consumata quando l'agente riceve il bene di provenienza delittuosa; il momento del mero rinvenimento successivo in suo possesso non è rilevante per la consumazione.
- Se la data di acquisizione del bene non è provata con certezza dall'accusa, si applica il principio del favor rei: la consumazione va collocata nella data più favorevole all'imputato, di norma in prossimità della commissione del reato presupposto.
- L'onere di provare con precisione la data di consumazione grava sull'accusa; in mancanza di tale prova la prescrizione va calcolata in favore dell'imputato.
- Quando la prescrizione è estinta e ciò risulta dalle regole di computo temporale, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
- Le contestazioni sulla sussistenza del concorso o sulla buona fede devono essere valutate sul piano della prova e della motivazione: tuttavia, se il reato risulta estinto per prescrizione, la questione sostanziale può diventare irrilevante ai fini del prosieguo del processo.
- In processi simili è fondamentale che gli atti d'accusa e le sentenze di merito indichino chiaramente e motivino la data di consumazione quando tale data è rilevante per il computo della prescrizione.
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