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Ordinanza

Ordinanza n. 2885/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell’illegittimità della occupazione e della irreversibile trasformazione dei fondi di proprietà del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale per la Provincia di Napoli (in breve: Consorzio ASI Napoli), operata dalle Amministrazioni intimate per la realizzazione dell’impianto per la produzione di C.D.R. nel Comune di Giugliano in Campania (Na), in Catasto Terreni (al foglio 26, part.lle: 422, 424, 356, 430, 432, 322, 334, 333 e 330), per una superficie complessiva di mq 58.214, in relazione ad occupazioni illecite attuate in forza di Ordinanze Commissariali n. 18 del 15.2.2020, n. 177 del 3.4.2001, n. 22 del 1 febbraio 2005 e n. 224 del 5 luglio 2007, emesse dal Commissario Delegato per l’Emergenza Rifiuti nella Regione Campania, con cui si è dato inizio alle procedure espropriative dei suddetti fondi, con occupazione d’urgenza per un periodo di cinque anni, prorogato fino al 2 agosto 2008, ed essendo scaduti i termini indicati nelle ordinanze commissariali, con l’irreversibile trasformazione dei fondi e senza l’emanazione del decreto di esproprio nel termine di dichiarazione di pubblica utilità; e per la condanna delle amministrazioni resistenti, ciascuna per quanto di ragione e competenza, alla restituzione dei predetti fondi illecitamente occupati sine titulo in favore del Consorzio ricorrente, previa riduzione in pristino con demolizione dei manufatti ivi realizzati, nonché il diritto al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima; e, contestualmente, per la condanna, delle amministrazioni resistenti, ognuna per quanto di competenza al risarcimento danni e/o indennità di occupazione illegittima in favore del Consorzio ASI Napoli, per tutto il periodo in cui il Consorzio ricorrente è stato privato del possesso dei beni illecitamente occupati fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ovvero fino alla restituzione dei beni, tenendo conto della destinazione urbanistica dei suoli illecitamente occupati, in misura pari al valore venale del suolo di cui si discorre, nonché un indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale, forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene, oltre alla somma a titolo risarcitorio, pari all'applicazione dell’interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del suolo occupato, per tutto il periodo di occupazione illegittima e sino all''''atto di acquisizione della proprietà del terreno, ovvero sino alla pronuncia del presente giudizio, il tutto maggiorato di interessi moratori e la rivalutazione monetaria, ovvero in alternativa ex art 34, comma 4, c.p.a quanto alla quantificazione del risarcimento danni per occupazione illecita dei fondi, pronunciare sentenza di condanna ex art. 34, comma 4, c.p.a., stabilendo i criteri generali per la liquidazione del danno da occupazione illegittima, anche in via equitativa ex art. 2056 c.c. in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con l’art. 42 bis, comma 3, D.P.R n. 327/2001, in favore del Consorzio ricorrente ed a carico delle amministrazioni resistenti, ognuna per quanto di competenza, pagamento da effettuare nei successivi sessanta giorni;

Giustizia amministrativa202302207

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR non ha definito la domanda di accertamento, restituzione o risarcimento. Ha accolto l'istanza dei verificatori, concedendo ulteriori sessanta giorni per il deposito della relazione conclusiva, in considerazione delle difficoltà rappresentate. Ha quindi fissato per il prosieguo della trattazione della causa l'udienza pubblica del 14 gennaio 2027.

TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza istruttoriaAzione di accertamento

Atto impugnato: Occupazione e irreversibile trasformazione di fondi di proprietà del Consorzio per la realizzazione di un impianto per la produzione di C.D.R., senza tempestiva emanazione del decreto di esproprio

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il Consorzio ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione di fondi destinati alla realizzazione di un impianto per la produzione di C.D.R. nel Comune di Giugliano in Campania, nonché la restituzione dei terreni previa riduzione in pristino, il risarcimento del danno e/o l'indennità per l'occupazione illegittima sino alla regolarizzazione della fattispecie o alla restituzione. In subordine, ha chiesto la condanna ai sensi dell'art. 34, comma 4, c.p.a., con fissazione dei criteri di liquidazione del danno. Nel corso del giudizio era stata disposta un'attività peritale; i verificatori hanno rappresentato difficoltà nello svolgimento dell'incarico e hanno chiesto una proroga di sessanta giorni per il deposito della relazione conclusiva.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 4, c.p.a.

    pronunciare sentenza di condanna ex art. 34, comma 4, c.p.a., stabilendo i criteri generali per la liquidazione del danno

    Richiamato dalla parte ricorrente quale base per una pronuncia che stabilisca i criteri generali di liquidazione del danno, senza che l'ordinanza ne faccia applicazione decisoria.

  • art. 42-bis, comma 3, d.P.R. 327/2001

    in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con l’art. 42 bis, comma 3, D.P.R n. 327/2001

    Richiamato dalla parte ricorrente come parametro per la quantificazione del danno da occupazione illecita, senza valutazione nel merito da parte del TAR.

  • art. 2056 c.c.

    anche in via equitativa ex art. 2056 c.c.

    Richiamato dalla parte ricorrente quale fondamento della liquidazione equitativa del danno, senza applicazione nella presente fase interlocutoria.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteIstruttoria processuale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo

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