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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1133/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza ex art. 464-quater c.p.p. con cui il G.U.P. di Asti ha ammesso l'imputato alla messa alla prova e ha sospeso il processo (reato: corruzione tra privati). Il ricorrente deduceva che il G.U.P. aveva erroneamente respinto, prima dell'ammissione alla messa alla prova, la preliminare eccezione sul difetto di validità e sulla tardività della querela sporta dalla parte civile: la querela sarebbe stata presentata da soggetto non legittimato (Caputo Marco Gustavo, qualificatosi amministratore delegato ma non legale rappresentante) e tardivamente, sicché il giudice avrebbe dovuto pronunciare sentenza di improcedibilità dell'azione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. o, in subordine, annullare l'ordinanza impugnata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto preliminarmente ammissibile il ricorso (le norme emergenti sul deposito telematico in epoca Covid non hanno abrogato l'art. 582 co. 2 c.p.p. e prevedono modalità alternative). Sul merito la Corte ha confermato che la querela era stata validamente proposta da Caputo: la qualifica di amministratore delegato e la documentazione statutaria dimostravano che a Caputo erano stati conferiti poteri di rappresentanza nell'ambito e per l'esercizio dei poteri riferiti all'oggetto sociale, ivi compresa la possibilità di promuovere azioni e costituirsi parte civile; la veridicità della dichiarazione di poteri si presume fino a prova contraria, prova che il ricorrente non ha fornito. Quanto alla tardività, la Corte ha condiviso la motivazione del G.U.P.: l'esposto orale del 17.7.2018 conteneva mere segnalazioni e sospetti non idonei a far decorrere il termine di querela; il termine decorre dalla conoscenza certa del fatto-reato sulla base di elementi seri e concreti, momento che si è avuto solo dopo gli accertamenti. Per questi motivi l'ordinanza di ammissione alla messa alla prova è confermata e il ricorso dichiarato infondato.

Norme richiamate

  • art. 464-quater c.p.p.

    Regola la sospensione del processo per messa alla prova; l'ordinanza che ammette l'imputato alla messa alla prova è impugnabile in cassazione e il relativo provvedimento è unitario con le valutazioni sulla mancata pronuncia di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

  • art. 129 c.p.p.

    Prevede la sentenza di non doversi procedere quando mancano le condizioni di procedibilità; qui il ricorrente chiedeva che il mancato riconoscimento del difetto di querela determinasse la declaratoria di improcedibilità, ma la Corte ha ritenuto che il difetto non fosse dimostrato.

  • art. 337 c.p.p.

    Richiede che la querela proposta per conto di una persona giuridica indichi la fonte dei poteri di rappresentanza; la Corte ricorda che la mera indicazione della qualifica di amministratore può essere sufficiente e che la veridicità delle dichiarazioni circa i poteri si presume fino a prova contraria.

  • art. 2380 c.c.

    Norme sul consiglio di amministrazione e sugli amministratori; rilevante per la verifica dei poteri statutari degli organi sociali menzionati nella sentenza.

  • art. 2384 c.c.

    Attribuisce agli amministratori la rappresentanza e la gestione dell'impresa; la Corte lo invoca per affermare che lo statuto e la carica possono conferire poteri di rappresentanza che legittimano la proposizione della querela.

  • art. 2380-bis c.c.

    Stabilisce che la gestione dell'impresa spetta agli amministratori e chiarisce l'ambito dei poteri gestori, utile per valutare la strumentalità dell'atto di querela rispetto all'oggetto sociale.

  • art. 2487 c.c.

    Richiamato in chiave generale sul potere degli amministratori nel perseguimento dell'oggetto sociale e sulle attività funzionali all'impresa.

  • art. 122 c.p.p.

    Disciplina la procura speciale; la Corte osserva che la procura speciale è necessaria solo se il rappresentante è soggetto 'terzo' e che nel rapporto organico il potere discende dalla carica.

  • art. 582 co. 2 c.p.p.

    Norma sulle modalità di trasmissione delle impugnazioni; la Corte chiarisce che le disposizioni emergenziali (DL 137/2020) hanno introdotto modalità telematiche alternative senza abrogare la norma ordinaria.

  • art. 24 co. 6-ter D.L. 137/2020 e art. 4 del medesimo decreto

    Norme emergenziali che consentono il deposito telematico degli atti in epoca Covid; la Corte interpreta queste disposizioni come modalità alternative, non ablative delle regole ordinarie sul deposito cartaceo.

  • Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 33216 (2016)

    Principio che l'ordinanza che ammette alla messa alla prova è impugnabile in cassazione; utile per definire il regime di impugnabilità del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • La querela presentata da un amministratore (anche amministratore delegato) per conto di una società di capitali è valida se lo statuto o l'atto di nomina gli attribuiscono poteri di rappresentanza in relazione all'oggetto sociale; la carica stessa costituisce fonte di rappresentanza salvo prova contraria.
  • La presunzione di veridicità della dichiarazione sulla titolarità dei poteri di rappresentanza opera fino a che la parte che la contesta non apporti prove concrete e specifiche del contrario; non è sufficiente dedurre genericamente che la carica 'legale rappresentanza' spettasse ad altro soggetto.
  • Il termine per proporre querela decorre dal momento in cui il titolare ha conoscenza certa, sulla base di elementi seri e concreti, della fattispecie del reato nella sua dimensione oggettiva e soggettiva; semplici segnalazioni o sospetti non fanno decorrere il termine.
  • L'ordinanza che ammette l'imputato alla messa alla prova è impugnabile autonomamente in cassazione e il giudizio di ammissibilità comprende anche le valutazioni sulla mancata pronuncia di proscioglimento ai sensi di art. 129 c.p.p.
  • Le norme emergenziali sul deposito telematico (es. DL 137/2020) prevedono modalità alternative e non abrogano automaticamente le regole ordinarie di deposito: verificare sempre la correttezza formale del deposito dell'impugnazione.
  • Quando si contesta la legittimazione di chi ha sporto querela per una società, occorre produrre documentazione probatoria che dimostri le limitazioni statutarie o assembleari: l'esame sarà concreto e si valuterà la strumentalità dell'atto rispetto all'oggetto sociale.

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