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Sentenza

Sentenza n. 2210/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza della Corte di Appello di Napoli - Sez. I Bis n.1061/2016, pubblicata in data 14/3/2016 e notificata al Comune in data 8/4/2016, non opposta e passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202504800

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata autorizzazione allo svincolo e al pagamento delle indennità di espropriazione e di occupazione depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti, nonostante la sentenza civile passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari espropriati)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno agito in ottemperanza alla sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 1061/2016, che aveva determinato le indennità di espropriazione e di occupazione legittima e ne aveva ordinato il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti. Sebbene il Comune avesse effettuato i depositi, per complessivi € 456.360,26, non aveva autorizzato lo svincolo delle somme, nonostante le richieste formulate dai ricorrenti. Il Comune ha sostenuto che la sentenza fosse già stata eseguita con il deposito delle somme e che i ricorrenti non avessero dimostrato adeguatamente la piena proprietà degli immobili. I ricorrenti hanno dedotto l'inottemperanza al giudicato e chiesto l'ordine di autorizzare lo svincolo delle somme, in subordine per la quota di 2/3, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Il giudice ha verificato la sussistenza dei presupposti per l'autorizzazione al pagamento ai sensi dell'art. 28 d.P.R. 327/2001, considerando il titolo di acquisto dei ricorrenti, comprensivo dell'allegazione dell'usucapione per una quota, l'assenza di rivendicazioni di terzi e l'assenza di opposizioni al pagamento delle indennità.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha respinto l'eccezione del Comune secondo cui il giudicato sarebbe stato integralmente eseguito con il solo deposito delle somme, chiarendo che l'ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario può comprendere anche l'autorizzazione allo svincolo delle somme depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti. Tale pretesa rientra nella giurisdizione amministrativa in sede di ottemperanza, poiché il procedimento di svincolo e pagamento costituisce la fase amministrativa necessaria per dare completa esecuzione al giudicato. Il Collegio ha ritenuto che l'atto di compravendita costituisse titolo idoneo a comprovare l'appartenenza dei beni ai ricorrenti, anche quanto alla quota dichiarata usucapita, e ha valorizzato l'assenza, per circa vent'anni, di rivendicazioni di terzi, opposizioni al pagamento o richieste concorrenti sulle indennità. Ha quindi ordinato al Comune di istruire e definire il procedimento previsto dall'art. 28 d.P.R. 327/2001 e di autorizzare lo svincolo delle somme depositate entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il TAR si è riservato di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e ha condannato il Comune al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Consente l'azione di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato, anche in relazione a sentenze del giudice ordinario nei limiti della giurisdizione amministrativa di ottemperanza.

  • art. 28 d.P.R. 327/2001

    L'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli aventi diritto, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell'indennità di espropriazione, ovvero non sia stata tempestivamente notificata l'opposizione al pagamento o sia stato concluso tra tutte le parti interessate l'accordo per la distribuzione dell'indennità.

    L'autorità espropriante deve autorizzare il pagamento delle somme depositate quando la determinazione dell'indennità è definitiva e non risultano opposizioni tempestive o pretese concorrenti di terzi; l'emanazione dell'autorizzazione può essere ordinata in sede di ottemperanza.

  • art. 143 c.p.c.

    È richiamato in relazione alla pubblicazione all'albo pretorio della determinazione dell'indennità notificata alle ditte comproprietarie.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza alle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario può essere utilizzata anche per ottenere l'autorizzazione allo svincolo e al pagamento delle somme già depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti, quando tale attività costituisce la fase necessaria per la completa esecuzione del giudicato.
  • In assenza di poteri discrezionali dell'autorità espropriante e quando risultino definitivi la determinazione dell'indennità e l'assenza di opposizioni o pretese concorrenti, l'autorizzazione al pagamento prevista dall'art. 28 d.P.R. 327/2001 costituisce attività vincolata, esigibile dall'avente diritto.
  • Ai fini dello svincolo delle indennità depositate, un atto di compravendita può costituire titolo idoneo a comprovare l'appartenenza del bene anche quando la provenienza sia indicata, in parte, come derivante da usucapione dichiarata dal venditore, senza necessità di una preventiva sentenza di accertamento dell'usucapione, in assenza di contestazioni di terzi.
  • Il mero deposito delle indennità presso la Cassa Depositi e Prestiti non esaurisce necessariamente l'obbligo conformativo derivante dal giudicato, se resta da adottare l'autorizzazione amministrativa allo svincolo e al pagamento in favore degli aventi diritto.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaRiparto di giurisdizioneEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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