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Sentenza

Sentenza n. 2810/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202506853

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento dell’ANBSC del 20 maggio 2025, recante il rigetto dell’istanza di locazione dell’immobile confiscato e l’intimazione dell’immediato rilascio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti contestavano il rigetto dell’istanza di locazione e l’ordine di rilascio dell’immobile confiscato, sostenendo che la precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 2411/2025 avrebbe riconosciuto la legittimità della loro permanenza e imposto una rivalutazione orientata alla stipula della locazione. Deducevano inoltre l’illogicità della prognosi negativa sulla loro solvibilità e affidabilità, osservando che l’indennità di occupazione pregressa, pari a 89.203,22 euro, non poteva essere corrisposta in un’unica soluzione; il difetto di istruttoria per il mancato adeguato apprezzamento del sopralluogo comunale e della relazione dei Carabinieri, dai quali sarebbe emersa l’inutilizzabilità dell’immobile per finalità diverse da quella abitativa; nonché la violazione dell’art. 45-bis del d.lgs. 159/2011, che, secondo gli appellanti, avrebbe consentito di differire lo sgombero in ragione della mancata immediata destinabilità del bene e del grave pregiudizio per i minori presenti nel nucleo familiare.

La decisione

L’appello è stato respinto e la sentenza del TAR è stata integralmente confermata. Il Consiglio di Stato ha chiarito che la precedente sentenza n. 2411/2025 aveva annullato il precedente diniego soltanto per violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990, imponendo una nuova valutazione dell’istanza, ma non aveva imposto né la stipula della locazione né la prosecuzione indefinita dell’occupazione. L’art. 45-bis del d.lgs. 159/2011 attribuisce all’ANBSC un potere discrezionale riguardante l’eventuale differimento dello sgombero e la valutazione dell’affidabilità e solvibilità degli occupanti; non riconosce agli stessi un diritto alla locazione. L’intimazione di rilascio, invece, ha natura vincolata nei confronti degli occupanti sine titulo. La prognosi negativa dell’Agenzia è stata ritenuta adeguatamente motivata sulla base dell’occupazione gratuita e ultraventennale? dell’immobile, della mancata corresponsione di qualsiasi indennità e dell’assenza di iniziative per proporre piani di rientro o reperire una diversa sistemazione abitativa. Il rilievo dell’importo elevato dell’indennità non è stato ritenuto decisivo, poiché l’Agenzia non aveva censurato l’impossibilità di pagare in unica soluzione, ma l’assenza di qualsiasi iniziativa collaborativa e la mancata dimostrazione di redditi leciti e adeguati per il futuro pagamento del canone. La mancata attuale destinazione del bene a finalità pubbliche non impone il differimento dello sgombero: l’interesse pubblico primario consiste nella riacquisizione della piena disponibilità del bene confiscato, ai fini della successiva destinazione sociale o degli altri impieghi previsti dall’art. 48 del d.lgs. 159/2011, inclusa la vendita. Le relazioni del Comune e dei Carabinieri hanno natura istruttoria e non vincolano l’ANBSC. Anche la presenza di minori è stata ritenuta adeguatamente considerata, essendo previsto l’intervento dei servizi sociali. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La precedente violazione del preavviso di rigetto imponeva all’ANBSC una nuova valutazione dell’istanza, ma non predeterminava il contenuto della decisione né imponeva la stipula della locazione.

  • art. 45-bis d.lgs. 159/2011

    Attribuisce all’ANBSC un potere discrezionale sull’eventuale differimento dello sgombero e sulla valutazione dell’affidabilità e solvibilità degli occupanti; non fonda un diritto alla locazione dell’immobile confiscato.

  • art. 47 d.lgs. 159/2011

    È richiamato quale base della disciplina applicata alla gestione e alla disponibilità dei beni confiscati.

  • art. 48 d.lgs. 159/2011

    Le modalità di destinazione del bene, comprese la destinazione sociale e la vendita, giustificano l’interesse pubblico alla riacquisizione della piena disponibilità dell’immobile.

Massime di principio

  • L’annullamento di un diniego per violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 impone la riedizione del procedimento e una nuova valutazione delle osservazioni dell’interessato, ma non vincola l’amministrazione all’adozione di un provvedimento favorevole né alla stipula del contratto richiesto.
  • In materia di beni confiscati, l’art. 45-bis del d.lgs. 159/2011 attribuisce all’amministrazione un potere discrezionale di valutare l’eventuale differimento dello sgombero; tale disposizione non riconosce all’occupante sine titulo un diritto alla locazione o alla permanenza indefinita nel bene.
  • L’intimazione di rilascio nei confronti dell’occupante sine titulo di un bene confiscato ha natura vincolata, mentre la valutazione discrezionale riguarda esclusivamente l’eventuale differimento dell’esecuzione dello sgombero.
  • Ai fini della prognosi sull’affidabilità e solvibilità dell’aspirante locatario di un bene confiscato, possono assumere rilievo l’occupazione protratta senza titolo e senza pagamento dell’indennità, l’assenza di proposte di rateizzazione o di piani di rientro e la mancata dimostrazione di redditi leciti e adeguati per il futuro pagamento del canone.
  • La mancata attuale destinazione del bene confiscato a una specifica finalità pubblica non obbliga l’amministrazione a procrastinare l’occupazione sine titulo, poiché sussiste l’interesse pubblico alla piena disponibilità del bene in vista delle successive modalità di destinazione previste dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaAutotutelaMotivazione del provvedimentoAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimo affidamento

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