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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23857/2022 del 21/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente emesso in data 04/11/2021 in relazione ai reati ascritti: partecipazione ad associazione di tipo mafioso ex art. 416 c.p. e reati tributari di cui al d.lgs. 74/2000 (capo A e D dell'imputazione provvisoria). Il ricorrente ha articolato tre motivi: (1) carenza di gravi indizi di colpevolezza rispetto all'art. 416 c.p., contestando la inutilizzabilita o l'inesistenza degli elementi probatori richiamati (confusione di società, fideiussione non utilizzata, legittimità del contratto con Centro Energia, assenza di coinvolgimento nelle captazioni telefoniche); (2) illogicità della motivazione riguardo agli artt. 8 e 9 d.lgs. 74/2000, sostenendo che le fatture inesistenti sono imputabili a terzi (Centro Energia), errore nell'individuazione del profitto del reato e mancata quantificazione delle quantità di prodotto; (3) violazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e illegittimità del sequestro per equivalente avendo la società patrimonio e disponibilità per coprire la confisca, nonché vincoli su somme anteriori ai fatti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi due motivi fossero, in sostanza, censure di merito e quindi non proponibili con il ricorso per cassazione avverso ordinanza di sequestro preventivo, atteso il limite della cognizione in sede di controllo (verifica di eventuali violazioni di legge ovvero di carenza o apparente motivazione, senza riesame del merito). Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato l'esistenza del fumus commissi delicti riferendosi a elementi indicativi di un sistema fraudolento articolato e ripetuto mediante societa cartiere e fatture per operazioni inesistenti. Quanto al sequestro per equivalente e alla confisca, la Corte ha richiamato la giurisprudenza che ammette la confisca per equivalente quando il reperimento del profitto diretto sia impossibile e ha chiarito che un sequestro con struttura mista (sequestro diretto del profitto ove rinvenibile e, subordinatamente, sequestro per equivalente) e la confisca di somme fungibili sono legittimi. Le censure sulla proporzionalità e capienza patrimoniale sono di regola deducibili tramite incidente di esecuzione o in sede di appello cautelare, non in questa sede. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese e ad una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 416 c.p.

    Riferimento al reato di associazione di tipo mafioso; la Corte ricorda che, per misure cautelari, è sufficiente il fumus commissi delicti inteso come astratta sussumibilita del fatto nella fattispecie di reato, senza che la Cassazione possa rientrare nel merito delle valutazioni probatorie se non per vizi di legge o di motivazione.

  • d.lgs. 74/2000, artt. 8 e 9

    Norme sui reati tributari contestati (emissione di fatture per operazioni inesistenti e conseguenti reati di natura fiscale); la Corte ritiene legittimo il sequestro preventivo anche per equivalente quando il profitto non sia quantificabile esattamente, purché non vi sia manifesta sproporzione tra valore dei beni sequestrati e profitto contestato.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari: ammissibilita del ricorso solo per violazione di legge o per vizi della motivazione tali da renderla del tutto carente o apparente; non e previa strada per riesaminare il merito dei fatti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla determinazione e all'applicazione della sanzione pecuniaria per il ricorso dichiarato inammissibile; la Corte ha condannato il ricorrente a una sanzione ritenuta equa.

  • d.l. 137/2020, conv. in l. n. 176/2020, art. 23 comma 8

    Norma emergenziale che ha consentito lo svolgimento della camera di consiglio senza la presenza del Procuratore generale e dei difensori, procedimento adottato nel caso di specie.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U. n. 10561/2014; Sez. U. n. 31617/2015; orientamenti su sequestro/confisca per equivalente)

    Richiamati i principi consolidati che ammettono la confisca per equivalente quando il profitto diretto non sia reperibile e che autorizzano strutture miste di sequestro; la confisca di somme di denaro fungibili puo essere qualificata come confisca diretta senza necessità di dimostrare il nesso materiale tra quella specifica somma e il reato.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo e ammesso solo per violazione di legge o per vizi gravi della motivazione; non e lo strumento per rimettere in discussione le valutazioni di merito sugli indizi.
  • Per l'adozione di misure reali cautelari e sufficiente il fumus commissi delicti inteso come astratta sussumibilita del fatto nella fattispecie di reato; il giudice puo fondarsi su elementi indiziari complessi e concatenati che descrivono uno schema fraudolento, senza che la Cassazione riesamini il merito.
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente e legittimo quando il reperimento dei beni profitto sia impossibile; sono ammesse strutture miste (sequestro diretto del profitto ove rinvenibile e, subordinatamente, sequestro per equivalente).
  • La confisca di somme di denaro fungibili puo essere considerata confisca diretta, non richiedendo la prova del nesso materiale tra la specifica somma e il reato.
  • Le contestazioni sulla proporzionalita, capienza patrimoniale o sussidiarieta dell'esecuzione della misura reale vanno dedotte mediante l'incidente di esecuzione o le procedure previste per la fase esecutiva e non possono essere efficacemente risolte in cassazione quando si tratta di censure di merito.
  • Se un ricorso viene dichiarato inammissibile puo essere applicata condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria; occorre valutare la rilevanza di eventuali profili di colpa nella proposizione del ricorso.

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