Cassazione Civile, Ordinanza n. 13445/2023 del 17/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (fallimento)
La controversia
La controversia origina dall'azione proposta dal fallimento per far dichiarare l'inefficacia di rimesse affluite sul conto corrente dell'imprenditore nell'anno anteriore al fallimento, rimesse ritenute solutorie e quindi revocabili ai sensi dell'art. 67, comma 2, l.fall. nel testo applicabile ratione temporis; il Tribunale aveva accolto la domanda, mentre la Corte d'appello aveva riformato la decisione limitatamente alla revocatoria delle rimesse ex art. 67, comma 2, rigettando la domanda per difetto di prova della scientia decotionis in capo alla banca. Il fallimento ricorre per cassazione con due motivi: con il primo denuncia violazione dell'art. 67, comma 2, l.fall. e degli artt. 2727 e 2729 c.c., lamentando che la Corte territoriale abbia valutato gli indizi in modo atomistico, senza considerazione complessiva; con il secondo deduce violazione dell'art. 67, comma 2, l.fall. e omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che i protesti di assegni tratti sulla banca convenuta erano stati ignorati nonostante fossero immediatamente conosciuti dall'istituto di credito. La banca resiste con controricorso.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati i due motivi, esaminati congiuntamente, perché la Corte d'appello non ha applicato correttamente la regola sulla prova presuntiva della conoscenza dello stato di insolvenza: il giudice di merito deve dapprima valutare analiticamente gli indizi per eliminare quelli irrilevanti e poi procedere alla valutazione complessiva e sintetica di quelli residui, verificando se essi, reciprocamente rafforzandosi, siano idonei a dimostrare la scientia decotionis. Poiché la sentenza impugnata si era limitata a escludere separatamente la rilevanza dei singoli elementi (protesti, andamento del conto, qualità professionale della banca) senza svolgere il necessario giudizio complessivo, la Cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
art. 67, comma 2, R.D. 267/1942
nel testo ratione temporis vigente
Nell'azione revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie la curatela deve provare la conoscenza effettiva dello stato di insolvenza da parte dell'accipiens, riferita alle singole rimesse dell'anno anteriore al fallimento.
Richiamato solo per la statuizione di inefficacia della rimessa eseguita dopo l'apertura della procedura concorsuale, confermata nei gradi di merito.
Riguarda la struttura della prova per presunzioni, da costruire su fatti noti dai quali inferire il fatto ignoto.
Le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti; il giudice deve valutare gli indizi singolarmente e poi complessivamente.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Norma processuale invocata per la denuncia di violazione di legge.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Norma processuale invocata per omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti.
Massime di principio
- Nell'azione revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie, la prova della scientia decotionis dell'accipiens grava sulla curatela e deve riguardare la concreta conoscenza dello stato di insolvenza al momento delle singole rimesse.
- Quando la prova diretta non sia disponibile, la conoscenza dell'insolvenza può essere dimostrata per presunzioni, purché gli indizi siano gravi, precisi e concordanti.
- La valutazione presuntiva non può arrestarsi a un esame atomistico degli indizi: il giudice deve prima selezionare quelli potenzialmente rilevanti e poi valutarli in modo complessivo, perché elementi singolarmente deboli possono assumere valore probatorio reciproco se letti in sintesi.
- La censura di legittimità è fondata quando il giudice di merito escluda la valenza degli indizi senza verificare se la loro combinazione sia idonea a dimostrare il fatto ignoto.
- Nell'apprezzamento della prova presuntiva, la qualità professionale dell'accipiens e le concrete modalità dell'operazione possono incidere sul giudizio circa la percepibilità dei sintomi dello stato di decozione.
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