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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28579/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (banca)

La controversia

La controversia nasce dall'insinuazione al passivo fallimentare di crediti derivanti da un contratto di leasing immobiliare stipulato per plurime unità immobiliari facenti parte di un centro orafo. Il rapporto era stato risolto prima del fallimento dell'utilizzatrice per inadempimento di quest'ultima. La creditrice chiedeva l'ammissione di varie voci economiche connesse alla risoluzione del rapporto; il tribunale, qualificato il contratto come leasing traslativo e ritenuta applicabile in via analogica la disciplina dell'art. 1526 c.c., ha escluso l'ammissione perché le domande di equo compenso e risarcimento del danno sarebbero state formulate solo in sede di opposizione allo stato passivo, quindi in modo nuovo e tardivo rispetto alla domanda di verifica. Con il ricorso per cassazione la banca ha dedotto: 1) nullità del provvedimento perché il tribunale, una volta ravvisata la tardività/novità, avrebbe dovuto dichiarare l'inammissibilità dell'opposizione e non rigettarla nel merito; 2) violazione dell'art. 99 l. fall., perché il tribunale avrebbe erroneamente considerato nuove le domande relative a equo compenso e danni, nonostante esse fossero già state sostanzialmente proposte nella fase di ammissione al passivo; 3) omesso esame di un fatto decisivo in relazione all'art. 1526 c.c., motivo rimasto assorbito.

La decisione

La Corte rigetta il primo motivo, accoglie il secondo e dichiara assorbito il terzo. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio, perché il tribunale ha correttamente richiamato il principio di immutabilità della domanda nel giudizio di opposizione allo stato passivo, ma ha erroneamente ritenuto nuova la pretesa della creditrice: dalla domanda originaria risultava infatti già proposta l'insinuazione dei crediti derivanti dalla risoluzione del leasing, con indicazione delle componenti economiche e della detrazione di quanto ricavato dalla vendita dei beni. Pertanto non poteva negarsi l'ammissibilità della domanda per asserita novità soltanto perché, in opposizione, era stata precisata la riconducibilità dei crediti all'art. 1526 c.c.

Norme richiamate

  • art. 72-quater l. fall.

    Trova applicazione solo se il contratto di leasing è pendente al momento del fallimento dell'utilizzatore; se il contratto si è già risolto prima del fallimento occorre verificare se si tratti di leasing finanziario o traslativo.

  • art. 1526 c.c.

    Nel leasing traslativo risolto per inadempimento dell'utilizzatore si applica in via analogica la disciplina della vendita con riserva di proprietà, con diritto del concedente all'equo compenso e al risarcimento del danno, salva la restituzione delle rate riscosse nei limiti di legge.

  • art. 1458 c.c.

    Non si applica, nel leasing traslativo, per escludere gli effetti retroattivi della risoluzione rispetto alle prestazioni continuative, poiché prevale la disciplina analogica dell'art. 1526 c.c.

  • art. 93 l. fall.

    La domanda di insinuazione al passivo deve contenere tutte le indicazioni necessarie, incluso l'importo preteso e gli elementi che consentano la valutazione del credito e dell'eventuale penale.

  • art. 95 l. fall.

    Le osservazioni del creditore nella verifica del passivo rilevano ai fini della delimitazione della domanda proposta in quella fase.

  • art. 98 l. fall.

    Nel giudizio di opposizione allo stato passivo opera il principio di immutabilità della domanda, che impedisce di introdurre domande nuove o modificazioni sostanziali rispetto a quelle formulate nella verifica.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro usato per denunciare la violazione o falsa applicazione di legge in cassazione.

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    È il parametro usato per denunciare nullità della sentenza o del procedimento.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    È il parametro usato per denunciare omesso esame di un fatto decisivo.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione allo stato passivo vige il principio di immutabilità della domanda: non possono essere introdotte domande nuove o modificazioni sostanziali rispetto a quelle già formulate nella verifica del passivo.
  • La novità della domanda va valutata in concreto, confrontando il contenuto sostanziale dell'originaria insinuazione con quello dedotto in opposizione; non è nuova la specificazione giuridica di una pretesa già allegata nei suoi elementi fattuali ed economici essenziali.
  • In materia di leasing risolto prima del fallimento dell'utilizzatore, la disciplina applicabile dipende dalla qualificazione del contratto: il leasing finanziario non ricade nell'art. 72-quater l. fall., mentre per il leasing traslativo può operare in via analogica l'art. 1526 c.c.
  • Il concedente che intenda insinuare al passivo crediti da risoluzione di un leasing traslativo deve formulare una domanda completa, con indicazione delle componenti del credito e degli elementi necessari a consentire la valutazione dell'equo compenso e del danno.
  • Ai fini dell'ammissibilità dell'insinuazione non è decisiva la sola etichetta giuridica invocata in opposizione, se dalla domanda originaria risultano già dedotte le basi fattuali e quantitative del credito azionato.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoLeasingImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaContrattiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

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