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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36337/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Starvaggi impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Reggio Calabria che, in riforma del giudizio di primo grado, lo aveva condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; deduceva in particolare (1) vizio di motivazione e violazione di norme processuali per presunta confusione tra le due ipotesi alternative della bancarotta documentale (occultamento/distruzione delle scritture, che richiede dolo specifico, e fraudolenta tenuta delle scritture, che richiede dolo generico) e quindi mancata esplicitazione dello scopo del comportamento; (2) vizio di motivazione nella negazione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p., lamentando la mancata considerazione del comportamento successivo dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che la Corte territoriale abbia correttamente distinto le fattispecie alternative della bancarotta documentale e abbia motivato in modo coerente l'assimilazione della condotta dell'imputato all'occultamento/omessa tenuta delle scritture contabili per gli anni 2008-2010, rilevando l'assenza di giustificazioni lecite e la presenza di elementi indicativi del dolo specifico (tra cui il giudicato per analogo dolo specifico per distrazione patrimoniale e la prossimità temporale rispetto al fallimento). Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto inammissibile la censura poiché la valutazione sulle attenuanti generiche rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se esercitata con motivazione logica e congrua. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (Legge Fallimentare), art. 216, primo comma, n. 2

    La Corte distingue le due ipotesi alternative previste dall'art. 216: l'occultamento/distruzione delle scritture (che può realizzarsi anche tramite omessa tenuta) richiede dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori; la fraudolenta tenuta delle scritture costituisce fattispecie a dolo generico.

  • Codice penale, art. 62-bis

    La norma sulle circostanze attenuanti generiche è di competenza valutativa del giudice di merito; la Cassazione non riforma il giudizio sulla loro concedibilità se la motivazione è logica e congrua.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna alle spese del ricorrente nel caso di rigetto del ricorso in Cassazione; la Corte ha applicato tale disposizione.

  • Codice penale, art. 110

    Richiamato in rapporto alla commistione di responsabilità e partecipazione agli illeciti (utilizzato nella prospettazione delle doglianze sul piano soggettivo).

  • Codice penale, art. 40, comma finale

    Richiamato in relazione al nesso intenzionale e alla struttura del dolo; la Corte ha ritenuto sussistente il dolo specifico necessario per l'occultamento.

  • Codice di procedura penale, artt. 125, 192, 533 e 623

    Norme processuali richiamate nella critica alla motivazione e nella contestazione di presunte violazioni procedurali; la Corte ha ritenuto che la motivazione fornita fosse sufficiente e coerente con tali principi.

  • R.D. 16 marzo 1942, n. 267, artt. 217 (secondo comma) e 219

    Norme della legge fallimentare richiamate nel quadro normativo della bancarotta; la Corte ha valutato i presupposti dell'integrazione della fattispecie documentale alla luce di tali disposizioni.

  • Codice penale, art. 133

    Richiamato in relazione ai parametri per la concessione delle attenuanti generiche; la Corte conferma che non è richiesto l'esame di ogni singolo parametro quando la motivazione complessiva è congrua.

  • Decreto interministeriale 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23

    Norma procedurale che ha disciplinato la trattazione scritta del procedimento; citata per la modalità di svolgimento del giudizio di Cassazione.

Massime di principio

  • L'omessa tenuta delle scritture contabili può essere qualificata come 'occultamento' ai sensi dell'art. 216 L.F. e quindi integra la fattispecie di bancarotta documentale che richiede dolo specifico, quando la condotta renda impossibile la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti societari.
  • La presenza di precedenti giudicati o di condotte correlate (es. distrazione patrimoniale già accertata con dolo specifico) e la prossimità temporale tra l'omissione contabile e il fallimento costituiscono elementi logici e probatori rilevanti per inferire il dolo specifico volto a recare pregiudizio ai creditori.
  • Il giudizio sulla riconoscibilità delle circostanze attenuanti generiche è essenzialmente discrezionale: la Cassazione non interviene se la motivazione del giudice di merito è logica, congrua e non contraddittoria.
  • In ricorso per cassazione le censure di merito che richiedano una rivalutazione degli elementi di fatto o della ponderazione delle prove sono difficilmente efficaci se il giudice di merito ha fornito una motivazione coerente.
  • Quando una norma prevede fattispecie alternative, è necessario che il giudice di merito espliciti la qualificazione adottata e le ragioni che portano a ritenere sussistente l'elemento soggettivo richiesto dalla fattispecie prescelta; tuttavia, la presenza di elementi indiretti può legittimamente essere usata per ricostruire il dolo specifico.

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