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Ordinanza

Ordinanza n. 394/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento notificato in data 26 marzo 2026, con il quale la Prefettura di -OMISSIS- ha rigettato la richiesta di nulla osta al lavoro subordinato presentata dalla ricorrente in favore del lavoratore straniero Golam Rabbani;

Giustizia amministrativa202601185

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di nulla osta al lavoro subordinato in favore di un lavoratore straniero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone in via cautelare la sospensione. Il provvedimento era plurimotivato: mancata produzione del DURC e insufficienza del reddito d’impresa, pari a € 32.226, a garantire gli oneri retributivi e contributivi per sei lavoratori, essendo stata presentata anteriormente un’altra istanza. La ricorrente ha contestato, tra l’altro, la tardività della comunicazione di avvio del procedimento di rigetto, l’illegittimità della valutazione complessiva delle sei domande di assunzione, l’esercizio di un potere di controllo non previsto dalla legge e la rilevanza della mancata produzione del DURC. Ha inoltre dichiarato soltanto con il ricorso di rinunciare a cinque delle sei domande e ha riferito di avere richiesto il DURC solo dopo la notificazione del diniego.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che la comunicazione dell’avvio del procedimento di rigetto, intervenuta oltre sei mesi dopo la domanda, non viziasse di per sé il provvedimento. Ha considerato legittima la valutazione complessiva delle sei istanze, poiché la rinuncia a cinque di esse era stata dichiarata solo in sede giudiziale e l’Amministrazione aveva quindi correttamente parametrato la capacità economica al numero complessivo delle assunzioni richieste. Ha escluso che il controllo sulla capacità economica e sulla regolarità contributiva fosse privo di base normativa, richiamando l’art. 44, comma 6, del d.l. n. 73/2022. Ha infine rilevato che la ricorrente non aveva posto l’Amministrazione in condizione di verificare la regolarità contributiva, avendo richiesto il DURC soltanto dopo il diniego. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in € 500,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale e costituisce la base processuale per la decisione sulla domanda di sospensione.

  • art. 44, comma 1, d.l. n. 73/2022

    È richiamato quale disposizione regolatrice degli ingressi per lavoro subordinato cui si riferiva l’istanza di nulla osta.

  • art. 44, comma 6, d.l. n. 73/2022

    In relazione agli ingressi di cui al presente articolo resta ferma la possibilità, da parte dell'Ispettorato nazionale del lavoro, in collaborazione con l'Agenzia delle entrate, di effettuare controlli a campione sul rispetto dei requisiti e delle procedure di cui al presente articolo

    Conferma la base normativa dei controlli sul rispetto dei requisiti e delle procedure relativi agli ingressi per lavoro subordinato; il giudice la considera incompatibile con la tesi dell’assenza di un potere di controllo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Costituisce, insieme agli artt. 5 e 6 del GDPR, la base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati quale ulteriore base normativa per la tutela dei dati personali mediante oscuramento.

Massime di principio

  • La tardiva comunicazione dell’avvio del procedimento di rigetto, considerata di per sé e in assenza di una concreta dimostrazione del pregiudizio partecipativo, non determina automaticamente l’illegittimità del diniego di nulla osta al lavoro subordinato.
  • Quando un datore di lavoro presenta più istanze di nulla osta per l’assunzione di diversi lavoratori, l’Amministrazione può valutare complessivamente tali domande e rapportare la capacità economica dichiarata al numero complessivo delle assunzioni richieste; la rinuncia ad alcune istanze manifestata soltanto nel giudizio non impone di limitarne retroattivamente la valutazione amministrativa.
  • Nel procedimento per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, i controlli sul rispetto dei requisiti e delle procedure trovano base normativa nell’art. 44, comma 6, d.l. n. 73/2022; non è quindi fondata la censura secondo cui l’Amministrazione avrebbe esercitato un potere di controllo non previsto dalla legge.
  • Il datore di lavoro che non produce il DURC entro il procedimento e ne richiede il rilascio soltanto dopo l’adozione del diniego non può imputare all’Amministrazione l’omessa verifica della regolarità contributiva, poiché non l’ha posta nella condizione di accertare tempestivamente il requisito.
  • In presenza di un provvedimento plurimotivato, la domanda cautelare non è assistita dal fumus boni iuris quando risultano non manifestamente infondati più motivi autonomi posti a fondamento del diniego.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaTutela cautelareTermini del procedimento

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