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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20703/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impetrazione contro l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo impeditivo di un'autovettura ritenuta compendio del reato di appropriazione indebita. Il ricorrente deduceva: 1) insufficiente motivazione e violazione di legge rispetto al fumus commissi delicti, sostenendo che non fosse configurata l'interversione del possesso e che vantasse un diritto di ritenzione derivante da una controversia civile in corso; 2) che il mezzo gli fosse concesso in comodato d'uso, diritto non contestato e non dimostrato essere venuto meno; 3) mancata motivazione circa il periculum in mora e la concreta possibilità che il sequestro aggravasse o protraesse le conseguenze del reato.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo attenga a presunte illogicità e contraddizioni della motivazione, non a violazioni di legge rilevabili in sede di legittimità ex art. 325 cod. proc. pen. Il Tribunale di merito aveva adeguatamente motivato: la società proprietaria aveva formalmente richiesto la restituzione del veicolo (richiesta del 24/05/2019) e il ricorrente non l'aveva resa, manifestando così la volontà di esercitare fatti di dominio; non era stato prodotto alcun contratto di comodato comprovante un diritto legittimo d'uso; la controversia civile in corso non rendeva il credito del ricorrente liquido ed esigibile, per cui la ritenzione non era scriminante. Quanto al periculum in mora, il Tribunale ha rilevato la concreta probabilità di dispersione o distruzione del bene e l'intrinseca attitudine dello stesso ad agevolare il rischio di pregiudizio al fine di impedire la confisca. Conseguentemente il sequestro preventivo è stato ritenuto legittimo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame delle misure cautelari reali alla violazione di legge; esclude quindi il sindacato sui meri vizi logici della motivazione salvo vizi motivazionali talmente gravi da costituire errores in iudicando o in procedendo.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare la natura dei vizi di motivazione sindacabili in Cassazione; in questo contesto la Corte ha escluso che i rilievi del ricorrente rientrassero nei limiti previsti.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo e richiede la prova del periculum in mora in termini di concretezza e attualità; il bene deve avere una strumentalità specifica rispetto al reato e il rischio futuro di dispersione o distruzione giustifica la misura impeditiva.

  • art. 1809 cod. civ.

    Norma sul comodato richiamata dal ricorrente come possibile titolo d'uso; la Corte ha ritenuto comunque che, in mancanza di prova documentale del contratto o della sua durata, il presunto comodato non fosse dimostrato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi citati)

    Sez. 2, n. 40870/2017; Sez. 2, n. 17901/2014; Sez. 2, n. 46670/2019; Sez. 5, n. 35394/2011; Sez. U, n. 36959/2021

    Principi consolidati richiamati: l'appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con il primo atto di dominio esercitato con volontà di tenere la cosa come propria; il diritto di ritenzione scrimina solo se il credito è liquido ed esigibile; per il sequestro finalizzato alla confisca e per quello impeditivo è richiesto un concreto e attuale pericolo di dispersione o distruzione del bene.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame di misure reali è limitato a questioni di diritto (violazioni di legge) e non può essere utilizzato per criticare semplici valutazioni di fatto o presunte illogicità della motivazione, salvo vizi motivazionali estremamente gravi.
  • In caso di sequestro preventivo di beni ritenuti compendio di appropriazione indebita, il giudice verifica se vi sia prova che il proprietario abbia richiesto la restituzione e che l'indagato abbia comunque rifiutato la riconsegna: tale comportamento può provare l'interversione del possesso e il fumus commissi delicti.
  • La sussistenza di un contratto di comodato o di altro titolo che legittimi l'uso del bene grava sulla difesa: l'assenza di documentazione probatoria indebolisce la tesi difensiva e rende credibile la qualificazione penalistica del fatto.
  • Il diritto di ritenzione ha efficacia scriminante solo quando il credito che si intende garantire sia liquido ed esigibile; la mera esistenza di una controversia civile in corso non è sufficiente a giustificare la trattenuta del bene.
  • Per giustificare il periculum in mora ai fini del sequestro preventivo occorre dimostrare la probabilità concreta e attuale di dispersione, distruzione o altrimenti impedire l'esito della confisca; la natura del bene (es. facilmente dispersibile) è un elemento rilevante.
  • Chi propone ricorsi manifestamente infondati o inammissibili rischia la condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (es. somme alla Cassa delle Ammende).

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