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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23214/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riconoscimento della continuazione tra due condanne per il reato di cui all'art. 75, comma 2, d.lgs. 159/2011 (violazione della prescrizione di non associarsi abitualmente con pregiudicati). Il ricorrente denunciava vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe valutato in modo frazionato i singoli episodi di frequentazione, non avendo considerato la natura abituale del reato e la contiguità temporale e territoriale delle frequentazioni, che avrebbero dovuto sostenere il vincolo di continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Taranto per una nuova e piu' approfondita valutazione. La Corte ha osservato che, trattandosi di un reato di natura abituale quando integrato dalla frequentazione abituale di pregiudicati, la valutazione della continuazione deve tenere conto della totalita' delle frequentazioni successive: la presenza di soggetti diversi tra le varie frequentazioni, la violazione contemporanea di una prescrizione diversa (trattenersi in un bar) o la diversa localizzazione non sono, di per se', elementi decisivi a escludere la continuazione; occorre invece una valutazione complessiva degli indici esterni (omogeneita', contiguita' spazio-temporale, modalita', sistematicita' e abitudini di vita) per accertare se i reati successivi siano frutto di una determinazione estemporanea o di un'unica decisione di violare la prescrizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 159/2011

    Il delitto previsto dall'art. 75, comma 2, quando integrato dalla violazione della prescrizione di non associarsi abitualmente con pregiudicati, ha natura di reato abituale; perciò la valutazione della continuazione deve prendere in considerazione la ripetuta frequentazione nel suo complesso, non singoli episodi isolati

  • codice penale

    L'unificazione di più reati ai fini dell'art. 81 c.p. si applica anche alle violazioni ripetute della stessa prescrizione abituale, qualora emerga un unicum del disegno criminoso

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo); Sez. 1, n. 25708 del 16/04/2009 (Chirico)

    Richiamate le pronunce che indicano i criteri per il riconoscimento della continuazione (omogeneita' delle violazioni e del bene protetto, contiguita' spazio-temporale, modalita' della condotta, sistematicita' e abitudini programmate di vita) e sottolineano l'esigenza di prove esteriori significative della programmazione unitaria dei reati

Massime di principio

  • Quando il reato ha natura abituale (es. violazione della prescrizione di non frequentare pregiudicati), la continuazione va valutata sulla base del complesso delle frequentazioni e non su singoli episodi isolati
  • La presenza di persone diverse nelle varie frequentazioni non esclude automaticamente la continuazione: il divieto riguarda la frequentazione di pregiudicati in generale, non di una specifica persona
  • La contiguita' spazio-temporale, la sistematicita' delle modalita' di comportamento e l'abitualita' costituiscono indici rilevanti per ricostruire un'unica decisione di violare la prescrizione; l'assenza di uno solo di questi elementi non e' decisiva di per se'
  • Violazioni di prescrizioni accessorie (es. trattenersi abitualmente in un locale) possono essere strettamente connesse alla frequentazione di pregiudicati e quindi non sono necessariamente elementi che interrompono il vincolo di continuazione
  • Il giudice deve dare una motivazione complessiva e approfondita, confrontando tutti gli indici esteriori; in difetto di tale valutazione la decisione e' annullabile e il giudice di merito va invitato a riesaminare la vicenda nella sua globalita'

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