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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24936/2021 del 15/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (sanzionato)

La controversia

La controversia nasce da un verbale di accertamento per violazione dell'art. 142, comma 8, c.d.s., elevato dalla polizia municipale per avere un veicolo circolato in Viale Etruria a 67 km/h, a fronte di un limite di 50 km/h. In primo grado l'opposizione del soggetto sanzionato era stata accolta, ma il Tribunale aveva poi riformato la decisione e rigettato l'opposizione, ritenendo che Viale Etruria fosse una strada urbana di scorrimento e che, quindi, fosse legittima l'installazione di autovelox fisso con contestazione differita. Con il ricorso per cassazione sono stati proposti tre motivi: (1) omesso esame della pretesa non funzionalità dell'apparecchio di rilevazione non solo prima dell'installazione ma anche durante l'uso; (2) violazione dell'art. 4 d.l. n. 121/2002 e dell'art. 2, comma 2, lett. d), c.d.s. per avere ritenuto legittima la classificazione della strada come urbana di scorrimento pur in assenza dei requisiti minimi richiesti dalla norma, in particolare banchina e marciapiede; (3) vizio motivazionale sulla stessa questione, con contestazione della nozione di strada urbana di scorrimento e, in specie, della necessaria presenza di banchina pavimentata e dell'assenza di intersezioni a raso. La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, perché il Tribunale aveva dato conto della certificazione di taratura, della conformità dell'apparecchio e della sua perfetta funzionalità attestata nel verbale. Ha invece accolto il secondo e il terzo motivo, affermando che il provvedimento prefettizio può autorizzare autovelox fissi solo su strade che presentino tutti i requisiti minimi della strada urbana di scorrimento, valutati sull'intero tracciato e non su singoli tratti; in particolare la banchina pavimentata e idonea alla funzione di transito pedonale/sosta di emergenza è elemento essenziale e non può essere ridotto a una fascia di larghezza inconsistente.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo del ricorso, ha accolto il secondo e il terzo, ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alle censure accolte e ha rinviato al Tribunale monocratico di Firenze, in persona di diverso magistrato, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità. La ratio della cassazione è l'erronea applicazione delle norme sulla classificazione delle strade urbane di scorrimento e sulla conseguente legittimità dell'uso di dispositivi automatici fissi di rilevazione della velocità senza contestazione immediata.

Norme richiamate

  • art. 142, comma 8, c.d.s.

    norma violata nel verbale per superamento del limite di velocità; la contestazione attiene alla legittimità dell'accertamento

  • art. 4 del d.l. n. 121/2002 conv. in L. n. 168/2002

    consente l'installazione di apparecchi automatici fissi per il controllo della velocità solo sulle strade indicate dalla legge e previa autorizzazione prefettizia quando ne ricorrano i presupposti

  • art. 2, comma 2 e comma 3, lett. d), c.d.s.

    definisce i requisiti minimi della strada urbana di scorrimento; la Corte valorizza il dato letterale e ritiene necessari banchina, marciapiede e gli altri elementi strutturali previsti dalla norma

  • art. 200 c.d.s.

    richiamato come regola della contestazione immediata, derogabile solo nei casi previsti

  • art. 201 c.d.s.

    ammette la contestazione differita nelle ipotesi tassative previste, tra cui le strade urbane di scorrimento dotate dei requisiti richiesti

  • art. 360, comma 1, nn. 4 e 5, c.p.c.

    utilizzati come parametri dei motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione/omesso esame di fatto decisivo

  • art. 281-sexies c.p.c.

    richiamato per la forma della sentenza di appello/primo grado indicata nel testo

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per la trattazione camerale e la memoria del controricorrente

Massime di principio

  • Il provvedimento prefettizio che autorizza l'installazione di apparecchi automatici fissi di rilevazione della velocità è legittimo solo se riguarda strade che presentino tutti i requisiti minimi richiesti dalla classificazione legale richiamata dal codice della strada; il prefetto non può estendere l'autorizzazione a strade che non rientrano nella tipologia prevista dalla norma.
  • Ai fini della legittimità del controllo automatico senza contestazione immediata, la verifica delle caratteristiche della strada deve riguardare l'intero tracciato autorizzato e non soltanto il tratto in cui è collocato l'autovelox.
  • Nella nozione di strada urbana di scorrimento, la banchina pavimentata e il marciapiede non sono elementi meramente eventuali, ma requisiti strutturali necessari; una banchina di consistenza minima o inidonea alla funzione non integra il presupposto normativo richiesto.
  • In tema di accertamento dell'eccesso di velocità, la contestazione differita è eccezione alla regola della contestazione immediata e può operare solo nei casi tassativamente previsti dalla legge.
  • Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il giudice può disapplicare il provvedimento prefettizio illegittimo che abbia esteso il controllo automatico a una strada priva delle caratteristiche minime richieste dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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