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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34295/2023 del 03/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, ai soli effetti civili, della sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato l'assoluzione di Campesi dall'imputazione di cui all'art. 328 c.p. (rifiuto/omissione di atti d'ufficio) in relazione al rifiuto di restituire un'autovettura sottoposta a sequestro amministrativo per mancanza di assicurazione. La Parte civile censura: (i) errata valutazione del "rifiuto indebito" e della rilevanza del convincimento dell'imputato di essere proprietario; (ii) errata esclusione dell'elemento dell'urgenza; (iii) travisamento circa il contenuto dell'atto omesso (restituzione alla Calicar S.r.l.); (iv) errata introduzione dell'elemento dell'"ordine pubblico" non previsto dalla norma.

La decisione

Il ricorso della parte civile è stato rigettato. La Corte ha preliminarmente escluso l'applicabilità della disciplina introdotta dal comma 1-bis dell'art. 573 c.p.p. al presente ricorso. Nel merito, la Corte ha confermato che, sebbene Campesi fosse effettivamente pubblico ufficiale/custode e avesse consapevolezza del decreto prefettizio, mancano i presupposti per la configurabilità dell'art. 328 c.p.: il provvedimento di restituzione era di natura amministrativa, adottato per una violazione formale (mancata assicurazione) e non era sorretto da ragioni di "ordine pubblico" o da ragioni di "giustizia" tali da richiedere esecuzione senza ritardo. Per tali ragioni l'omissione non integra il reato contestato. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e l'assoluzione dell'imputato è stata confermata; la sentenza menziona altresì la condanna alle spese come previsto dalla legge (testo della decisione riportato risulta parzialmente troncato sulla parte finale).

Norme richiamate

  • art. 328 cod. pen.

    disposizione sul rifiuto od omissione di atti d'ufficio, primo comma

    La norma punisce l'omissione di atti d'ufficio che devono essere compiuti "senza ritardo" quando ciò è richiesto per ragioni di giustizia, di sicurezza o di ordine pubblico; per la sua applicazione è necessario che il provvedimento omesso sia effettivamente diretto a tali finalità e richieda prontezza di esecuzione.

  • art. 573 c.p.p., comma 1-bis

    riforma relativa all'ambito di applicazione delle impugnazioni (richiamata rispetto alla sua applicabilità temporale)

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui la nuova disciplina si applica solo a determinate costituzioni di parte civile successive al 30/12/2022; nel caso di specie non si applica perché la costituzione della parte civile è anteriore.

  • d.lgs. n. 150 del 2022, art. 99-bis

    norma richiamata per la efficace temporalità della modifica

    Usata per precisare il regime transitorio e stabilire che la modifica processuale citata non si applica al ricorso in esame.

  • Sez. 6, n. 48376 del 19/11/2008 (Orso)

    giurisprudenza sul fatto che il soggetto nominato custode in sede di sequestro amministrativo riveste qualificazione di pubblico ufficiale

    Conferma che il custode nominato in un sequestro amministrativo può integrare la qualifica di pubblico ufficiale.

  • Sez. 6, n. 33565 del 15/06/2021 (Esposito)

    precisazione sul dolo nel reato di cui all'art. 328 c.p.

    Per l'art. 328 è sufficiente il dolo generico: è richiesta la consapevolezza di agire in violazione dei doveri d'ufficio, non un dolo specifico.

  • Sez. 6, n. 10862 del 21/09/1995 (Durante)

    precedente che esclude l'integrazione del reato quando il provvedimento prefettizio non è sorretto da ragioni di pubblica sicurezza tali da richiedere immediata esecuzione

    Stabilisce che non tutti i provvedimenti prefettizi sono esecutivi "con urgenza" per ragioni di ordine pubblico; occorre valutare l'effettiva idoneità del provvedimento a incidere direttamente sulla sicurezza/ordine pubblico.

  • Sez. 6, n. 39481 del 28/08/2017 (La Bruna)

    precedente relativo alla restituzione di veicolo sotto sequestro penale e al divieto di autotutela del custode

    In presenza di provvedimento dell'Autorità Giudiziaria adottato per ragioni di giustizia, il custode non può ritenere che il proprio credito privatistico legittimi il rifiuto; tuttavia tale precedente riguarda provvedimenti giudiziari e non provvedimenti amministrativi come quello oggetto del presente caso.

Massime di principio

  • Per configurare il reato di omissione/rifiuto di atti d'ufficio (art. 328 c.p.) è necessario che il provvedimento omesso sia destinato ad essere eseguito "senza ritardo" per reali ragioni di giustizia, sicurezza o ordine pubblico; non è sufficiente la mera indicazione formale nella imputazione.
  • I provvedimenti amministrativi (prefettizi) adottati per violazioni amministrative formali non sono automaticamente idonei a integrare l'elemento dell'urgenza o della tutela dell'ordine pubblico richiesti dall'art. 328; va verificata la concreta finalità pubblicistica ed urgenza dell'atto.
  • La qualifica di custod e nominato in un sequestro amministrativo può costituire pubblico ufficiale, ma ciò non basta da solo a far scattare la responsabilità penale per omissione: occorrono anche i presupposti soggettivi e oggettivi della norma penale.
  • La consapevolezza di rifiutare l'adempimento è rilevante per il dolo generico richiesto dall'art. 328; tuttavia la convinzione, anche se infondata, di essere proprietario non esclude automaticamente il dolo, ma può concorrere nella valutazione complessiva della condotta e delle sue ragioni.
  • Quando il provvedimento impugnato è adottabile da un'autorità giudiziaria e per ragioni di giustizia (es. provvedimenti nell'ambito di procedimenti penali), il rifiuto del custode è più facilmente sanzionabile penalmente rispetto a provvedimenti amministrativi prefettizi.
  • Se si ritiene illegittimo un provvedimento amministrativo, la via corretta è l'impugnazione nei modi previsti dall'ordinamento; tuttavia l'esistenza di rimedi impugnatori non determina automaticamente responsabilità penale se mancano gli altri elementi della fattispecie.

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