Cassazione Civile, Ordinanza n. 23374/2025 del 16/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (espropriato)
La controversia
La controversia riguarda l'opposizione proposta da una società proprietaria avverso la determinazione dell'indennità di esproprio relativa a suoli siti in Parma, ablati per la realizzazione di opere ferroviarie connesse alla linea AV/AC Milano-Bologna e interconnessioni locali. La Corte d'appello aveva liquidato un'indennità complessiva molto superiore a quella provvisoria, ritenendo applicabile la disciplina della legge n. 2359/1865 e valorizzando l'area in parte come edificabile e in parte come fascia di rispetto, oltre a riconoscere il deprezzamento del fondo residuo, ma aveva dichiarato inammissibile la domanda di indennità per occupazione temporanea perché proposta solo in comparsa conclusionale. La società espropriata ha proposto ricorso per cassazione con sette motivi, lamentando: nullità o motivazione apparente per il recepimento della seconda consulenza tecnica d'ufficio a scapito della prima; violazione delle regole processuali sulla domanda di indennità di occupazione; errata determinazione del valore venale delle aree edificabili e delle aree a fascia di rispetto; omissione di considerazione di alcune utilità urbanistiche e di dati comparativi; erronea quantificazione del deprezzamento del residuo; illegittima esclusione della rivalutazione/maggior danno ex art. 1224 c.c. Il consorzio resistente ha proposto a sua volta ricorso incidentale, contestando l'edificabilità di una parte dell'area, il metodo comparativo adottato, l'uso di strumenti urbanistici sopravvenuti o adottati ma non approvati, la stima delle aree non edificabili, il deprezzamento del fondo residuo e il mancato riconoscimento di un vantaggio speciale e immediato per la proprietà residua. Le amministrazioni statali hanno chiesto il rigetto, osservando anche che nei loro confronti la domanda non era stata ritualmente proposta ma solo denunciata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i motivi del ricorso principale salvo il secondo, che è stato ritenuto infondato, e ha accolto il terzo motivo del ricorso incidentale del consorzio resistente. In particolare, ha confermato l'inammissibilità della domanda di indennità di occupazione temporanea perché introdotta tardivamente come domanda nuova in comparsa conclusionale e non compresa nella domanda di indennità di esproprio; ha ritenuto inammissibili, per difetto di autosufficienza o perché in realtà diretti a ottenere una nuova valutazione di merito, i motivi relativi alle consulenze tecniche, alla stima del valore delle aree, delle fasce di rispetto, del deprezzamento del residuo e al maggior danno. Ha invece accolto il motivo incidentale con cui si censurava l'aver valorizzato il bene espropriato tenendo conto di strumenti urbanistici adottati ma non ancora approvati alla data del decreto di esproprio e degli effetti di osservazioni presentate dall'espropriata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata nei limiti dell'accoglimento del ricorso incidentale, con rinvio alla Corte d'appello di Bologna in diversa composizione per nuovo esame della stima secondo il corretto momento temporale e senza considerare i vantaggi o svantaggi derivanti da strumenti urbanistici successivi o non ancora approvati.
Norme richiamate
Il ricorso per cassazione deve indicare chiaramente le norme violate e deve essere autosufficiente, trascrivendo o almeno illustrando gli atti e i documenti rilevanti per consentire il controllo della Corte.
Nel rito ordinario la parte può precisare o modificare la domanda nei termini consentiti, ma non introdurre una domanda nuova in comparsa conclusionale.
Per i giudizi iniziati dopo il 4 luglio 2009 il termine lungo di impugnazione è di sei mesi.
Il ricorso incidentale tardivo è esaminabile se il ricorso principale non è integralmente inammissibile; non opera l'inefficacia automatica se almeno un motivo del ricorso principale supera il vaglio di ammissibilità.
art. 39 l. 25 giugno 1865, n. 2359
L'indennità di esproprio va determinata secondo il valore venale del bene ablato, in base alle sue caratteristiche al momento rilevante per la stima.
art. 40 l. 25 giugno 1865, n. 2359
Richiamato in tema di deprezzamento della proprietà residua non espropriata.
art. 41 l. 25 giugno 1865, n. 2359
Richiamato per il possibile vantaggio speciale e immediato arrecato all'area residua dall'opera pubblica.
art. 43 l. 25 giugno 1865, n. 2359
Richiamato nel quadro della disciplina espropriativa e della valutazione del bene, in relazione alla normativa urbanistica comunale.
art. 5-bis d.l. 11 luglio 1992, n. 333, conv. in l. 8 agosto 1992, n. 359
Richiamato dai ricorrenti incidentali in tema di considerazione delle possibilità edificatorie esistenti al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
art. 54 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
Nel testo applicabile ratione temporis disciplinava il giudizio di opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello.
art. 32 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327
Pur non applicabile ratione temporis, viene richiamato come espressione del principio per cui il valore venale si determina alla data del decreto di esproprio, senza computare gli effetti del vincolo preordinato.
art. 16 l. 22 ottobre 1971, n. 865
Richiamato in relazione alla pretesa indennità di occupazione.
art. 19 l. 22 ottobre 1971, n. 865
Richiamato insieme alla disciplina dell'indennità di occupazione nel contesto dell'opposizione alla stima.
La rivalutazione monetaria non può essere riconosciuta automaticamente; il maggior danno deve essere allegato e provato dal creditore.
art. 1 Protocollo addizionale CEDU
Evocato come parametro sovranazionale a sostegno delle censure sul livello dell'indennizzo, ma senza autonoma incidenza decisiva una volta esclusi i vizi denunciati.
art. 6 CEDU
Richiamato in relazione alla dedotta tardività/eccezione sull'indennità di occupazione.
Richiamato nel ricorso incidentale per sostenere il carattere conformativo dei vincoli ferroviari.
art. 3.3.2 NTA RUE 2010
Richiamato per le possibili utilizzazioni delle aree in fascia di rispetto, ma la Corte di cassazione rileva che la valorizzazione non può dipendere da strumenti urbanistici successivi non ancora approvati alla data rilevante.
Massime di principio
- La domanda di indennità di occupazione temporanea è autonoma rispetto alla domanda di indennità di esproprio: non può ritenersi implicitamente compresa in quest'ultima e, nel rito ordinario, non può essere introdotta per la prima volta in comparsa conclusionale.
- Nel giudizio di legittimità, le censure contro una consulenza tecnica d'ufficio sono ammissibili solo se indicano specificamente la devianza da regole scientifiche o l'omissione di accertamenti indispensabili e se il ricorso è autosufficiente; altrimenti, la doglianza si risolve in un inammissibile dissenso sul merito della valutazione.
- Il giudice può aderire alle conclusioni di una sola consulenza tecnica fra più espletate, ma deve dar conto delle ragioni della preferenza; tuttavia in cassazione la censura richiede la puntuale indicazione degli elementi per dimostrare che la motivazione sia solo apparente.
- L'indennità di esproprio va determinata in base al valore venale del bene alla data del decreto di esproprio, prescindendo dagli effetti del vincolo espropriativo e senza considerare vantaggi o svantaggi derivanti da strumenti urbanistici successivi o adottati ma non ancora approvati.
- La valutazione delle aree residue o non edificabili non può essere censurata in cassazione se il ricorrente si limita a contrapporre una diversa stima senza dimostrare la violazione di regole tecniche o senza trascrivere i passaggi decisivi della consulenza contestata.
- Il deprezzamento della proprietà residua e l'eventuale vantaggio speciale e immediato arrecato dall'opera pubblica sono apprezzamenti di merito, censurabili in cassazione solo nei limiti del vizio di motivazione o della violazione di legge specificamente dedotti e autosufficienti.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23342/2025 del 16/08/2025
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23343/2025 del 16/08/2025
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23345/2025 del 16/08/2025
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23347/2025 del 16/08/2025
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23349/2025 del 16/08/2025
- ordinanza_civile · 16 ago 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 23350/2025 del 16/08/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →