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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18125/2026 del 20/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza di condanna per il reato di peculato divenuta irrevocabile il 10/01/2019. Il ricorrente ha dedotto, richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 114 del 2019, che le donazioni operate a favore dell'amministratore di sostegno non sarebbero vietate dall'art. 774 c.c. salvo diversa disposizione del giudice tutelare: dunque le donazioni contestate sarebbero state legittime. Secondo motivo: censura sulla quantificazione della condanna pecuniaria a favore della Cassa delle ammende (euro 1.500), ritenuta ingiustificatamente prossima al massimo previsto dalla legge (euro 2.065).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. Primo motivo: manifestamente infondato e aspecifico; la Corte ha ritenuto decisivo il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno che imponeva l'assistenza dell'amministratore e l'autorizzazione del giudice tutelare per atti di amministrazione straordinaria, autorizzazione mai chiesta dall'imputato; la sentenza costituzionale n. 114/2019 non scalfisce tale valutazione, perché quella sentenza afferma che il beneficiario conserva la capacità di donare salvo che il giudice tutelare abbia esplicitamente limitato tale capacità tramite l'art. 411 c.c.; qui invece il decreto aveva imposto limiti e l'autorizzazione non è stata richiesta. Secondo motivo: inammissibile; la Corte d'appello ha discretamente valutato il parametro per il quantum a favore della Cassa delle ammende e tale scelta è risultata immune da vizi logici secondo la Corte di legittimità. Esito processuale accessorio: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Disciplina i motivi e i presupposti per la revisione; utilizzato per valutare l'ammissibilità dell'istanza di revisione sollevata dal ricorrente

  • art. 631 cod. proc. pen.

    Prevede gli effetti e le procedure applicabili alla revisione; richiamato insieme ad art. 630 per valutare la fondatezza formale della richiesta

  • art. 634 cod. proc. pen.

    Regola la decisione sul procedimento di revisione e le relative determinazioni; richiamato dal ricorrente e dalla Corte in relazione all'ammissibilità e alle motivazioni

  • art. 774 cod. civ.

    Norma che vieta a certe categorie (es. interdetti/inabilitati) di donare; la Corte ha richiamato la giurisprudenza costituzionale per precisare che tale divieto non si applica automaticamente al beneficiario di amministrazione di sostegno salvo esplicita estensione da parte del giudice tutelare

  • art. 411 cod. civ., quarto comma, primo periodo

    Consente al giudice tutelare, al momento della nomina o successivamente, di estendere al beneficiario dell'amministrazione di sostegno limitazioni previste per l'interdetto o l'inabilitato; la Corte ha ritenuto decisivo verificare se il giudice tutelare avesse effettivamente imposto tali limiti nel caso concreto

  • art. 409 cod. civ., secondo comma

    Individua gli atti necessari per la vita quotidiana che il beneficiario può compiere; richiamato per distinguere gli atti ordinari dagli atti di amministrazione straordinaria che richiedono autorizzazione

  • Sentenza Corte costituzionale n. 114 del 2019

    Ha affermato che il beneficiario di amministrazione di sostegno conserva la capacità di donare salvo che il giudice tutelare non disponga espressamente l'estensione del divieto previsto per l'interdetto/inabilitato con riferimento all'art. 411 c.c.; la sentenza non elimina la rilevanza di specifici limiti imposti nel decreto di nomina

  • Sez. 1, n. 21719 del 09/05/2007 (Morfei)

    Precedente di riferimento sulla discrezionalità della valutazione del giudice nella determinazione del quantum a favore della Cassa delle ammende; citato per giustificare la valutazione non viziata operata dalla Corte d'appello

Massime di principio

  • La capacità di donare del beneficiario di amministrazione di sostegno non è automaticamente esclusa dall'art. 774 c.c.: occorre verificare se il giudice tutelare, nel decreto di nomina o successivamente ai sensi dell'art. 411 c.c., abbia espressamente imposto limitazioni.
  • Se il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno impone l'obbligo di assistenza e/o l'autorizzazione del giudice tutelare per atti di amministrazione straordinaria, l'assenza della prevista autorizzazione può rendere gli atti (es. prelievi/donazioni) illegittimi e rilevanti ai fini penali.
  • In ricorsi per cassazione volti ad impugnare decisioni di inammissibilità o questioni di fatto, è necessario affrontare puntualmente e con argomentazione le risultanze documentali e le motivazioni che hanno portato alla decisione di merito; censure generiche o aspecifiche saranno probabilmente dichiarate inammissibili.
  • La quantificazione di somme da versare alla Cassa delle ammende è affidata a una valutazione discrezionale del giudice, che la Cassazione sindaca solo per vizi logici o illogicità manifesta; contestare la misura richiede dimostrare un difetto logico nella determinazione.
  • Prima di fondare un'istanza di revisione su una pronuncia costituzionale, verificare la portata applicativa della stessa rispetto al caso concreto: la sentenza della Corte costituzionale può chiarire principi generali ma non annulla gli effetti di specifici provvedimenti limitativi adottati dal giudice tutelare.

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