Cassazione Penale, Sentenza n. 46824/2023 del 21/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Disputa sulla corretta formazione della volontà dell'imputato Navarro Gutierrez Lehu Eliab in ordine alla richiesta del rito abbreviato. Il Tribunale di Torre Annunziata aveva dichiarato la nullità del decreto di rinvio a giudizio e trasmesso gli atti al GIP di Napoli per la celebrazione del rito abbreviato, ritenendo che alla precedente udienza preliminare (22/09/2022) il difensore avesse 'preannunziato' la volontà dell'imputato di chiedere il rito abbreviato e che, alla successiva udienza del 25/11/2022, il giudice non avesse interpellato direttamente l'imputato, determinando un vizio del diritto di difesa. Il GIP di Napoli ha sollevato conflitto negativo di competenza censurando la dichiarazione di nullità come emessa in assenza dei presupposti di legge e sostenendo che non fosse stata formalizzata alcuna istanza di rito abbreviato.
La decisione
La Corte ha ritenuto sussistente il conflitto negativo di competenza e, dopo aver valutato la vicenda, ha dichiarato la competenza del Tribunale di Torre Annunziata. Nel provvedimento la Corte ha però affermato che il provvedimento del giudice del dibattimento è stato emesso in modo 'abnorme' e non trovano applicazione le regole che attribuirebbero automaticamente prevalenza alla decisione del giudice dibattimentale (art. 28, comma 2, c.p.p.) quando tale decisione sia non consentita dal sistema processuale. La Corte ha rilevato l'assenza di una richiesta formale di rito abbreviato in udienza preliminare, ha osservato che il giudice dell'udienza preliminare non è tenuto a verificare preventivamente la volontà dell'imputato circa l'adozione di riti alternativi e ha escluso la possibilità di una verifica 'ex post' della volontà salvo i casi di inesistenza o manifesta apparenza della volontà stessa. Infine ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Torre Annunziata.
Norme richiamate
La norma che disciplina la prevalenza della decisione del giudice del dibattimento in caso di contrasto con il giudice dell'udienza preliminare non si applica quando la decisione del giudice dibattimentale sia 'abnorme' e non consentita dal sistema processuale
L'unico potere attribuito al giudice in ordine alla verifica della 'volontarietà della richiesta' riguarda il procedimento di richiesta di applicazione della pena (patteggiamento) e può essere esercitato solo in presenza di una richiesta della parte, non preventivamente
Richiamata la disciplina della restituzione in termine per evidenziare che le ipotesi previste riguardano eventi esterni (caso fortuito o forza maggiore), e non visite interne alla formazione della volontà dell'imputato; ciò a sostegno del principio di tassatività delle forme processuali
Norma penale di riferimento per il reato per cui è imputato Navarro; contestazione sostanziale della fattispecie non al centro del conflitto di competenza ma citata come contestazione originaria
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. I n. 18897 del 21.3.2019; Sez. I n.11454 del 26.9.1988; Sez. VI n. 2099 del 24.5.1995; Sez. IV n. 888 del 19.3.1999; Sez. VI n. 6580 del 15.2.2000; Sez. V n. 7445 del 3.10.2013
La giurisprudenza consolidata esclude che la parte possa invocare vizi 'interni' della volontà già manifestata (errore sul valore giuridico, ripensamenti o convinzioni errate), salvo i casi di inesistenza o apparente volontà (es. incapacità). Inoltre afferma che provvedimenti abnormi del giudice dibattimentale non possono imporre la loro efficacia al giudice dell'udienza preliminare
Massime di principio
- La richiesta di rito abbreviato deve essere formalizzata in udienza con le forme previste: la mera 'preannunciazione' da parte del difensore non equivale a una formale istanza dell'imputato
- Il giudice dell'udienza preliminare non è obbligato a interrogare preventivamente l'imputato sulla sua volontà di scegliere riti alternativi; eventuali ripensamenti successivi non incidono sulla validità della mancata istanza se non sussistono vizi di incapacità o inesistenza della volontà
- La regola di prevalenza della decisione del giudice dibattimentale (art.28 c.p.p.) non si applica quando la decisione sia 'abnorme' o non consentita dal sistema processuale; provvedimenti anomali possono essere denunciati con ricorso per cassazione
- Non è ammessa una verifica 'ex post' della corretta formazione della volontà dell'imputato come regola generale; la rilevazione di problemi è limitata a ipotesi tassative (es. incapacità, inesistenza della volontà)
- Per evitare contestazioni di competenza e viziosità procedurali, il difensore deve assicurarsi che ogni opzione processuale rilevante (patteggiamento, rito abbreviato, ecc.) sia espressa formalmente e verbalmente in udienza con procura e, se possibile, con conferma dell'imputato
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