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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25860/2024 del 02/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la decisione di consegna in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dall'Autorità giudiziaria tedesca (18/03/2024), contestando la ricostruzione dei fatti come truffa: sostiene di aver sottoscritto regolare contratto di noleggio (con documento e carta di credito), di aver consegnato l'autovettura a un terzo che ha pagato l'utilizzo e che quindi non sussistevano elementi costitutivi del reato di truffa né danno per la società di noleggio AVIS. Denuncia la violazione dell'art. 6 della L. n. 69/2005 nella parte invocata in cassazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, dopo il D.Lgs. 2/2/2021 n.10, il giudice della consegna non debba sindacare la presenza di "gravi indizi di colpevolezza" e che l'art. 6 L. n. 69/2005 richieda il dettaglio descrittivo delle circostanze (momento, luogo, grado di partecipazione) contenuto nel mandato. Nel caso il mandato e la relativa documentazione risultavano sufficientemente dettagliati a evocare il coinvolgimento del ricorrente nella truffa, per cui non era consentito valutare l'assenza di responsabilità penale come motivo di rifiuto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • Legge n. 69/2005 (art. 6 e art. 17)

    riferimento al previgente art. 17, comma 4: "gravi indizi di colpevolezza"

    Dopo il D.Lgs. n. 10/2021 il riferimento ai "gravi indizi" è stato espunto: il giudice della consegna non è più tenuto a delibare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza; l'art. 6 richiede una descrizione delle circostanze della commissione del reato (momento, luogo, grado di partecipazione) ma non la relazione sulle fonti di prova

  • D.Lgs. 2 febbraio 2021, n. 10

    Ha modificato la disciplina del mandato di arresto europeo eliminando l'obbligo per l'autorità di rilascio di dimostrare "gravi indizi" e adeguando i requisiti formali del mandato (influisce sulla valutazione del giudice della consegna)

  • Codice di procedura penale (art. 616)

    L'inammissibilità del ricorso determina la condanna alle spese processuali e può comportare l'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste (qui euro 3000 per la Cassa delle ammende)

  • Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale (art. 94, comma 1-ter)

    Disposti adempimenti di competenza della Cancelleria a seguito della pronuncia di inammissibilità

Massime di principio

  • Dopo il D.Lgs. n. 10/2021 il giudice italiano della consegna non deve valutare se esistono "gravi indizi di colpevolezza": la verifica è rimessa in prevalenza all'autorità giudiziaria richiedente
  • La correttezza formale e il livello di dettaglio del mandato di arresto europeo (descrizione del fatto, momento, luogo, grado di partecipazione) sono determinanti: l'assenza di una relazione sulle fonti di prova non costituisce più di per sé motivo di rifiuto
  • Le contestazioni di merito (es. esistenza di un contratto valido, mancanza di danno, consegna a terzi che ha pagato) difficilmente sono decisive in sede di consegna se il mandato soddisfa i requisiti descrittivi; tali questioni sono di norma devolute alla fase processuale nello Stato richiedente
  • Per opporre efficacemente la non consegna conviene concentrarsi su vizi formali del mandato o su cause obbligatorie di rifiuto (es. ne bis in idem, immunità, scadenza dei termini, profili di ordine pubblico e diritti fondamentali), documentandole con chiarezza
  • In ogni caso l'assistenza difensiva dovrebbe prevedere la produzione documentale capace di mostrare l'insussistenza dei requisiti formali del mandato o l'esistenza di un ostativo giuridico alla consegna, poiché le contestazioni puramente fattuali raramente fermano la procedura di consegna

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