Cassazione Penale, Sentenza n. 1331/2023 del 16/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Napoli che confermava la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta impropria: 1) presunta illogicità per avere ritenuto Capaldo "prestanome" ma senza accertare la sua consapevolezza delle condotte dell'amministratore di fatto; 2) mancata motivazione sull'esclusione dell'applicabilità dell'aggravante di cui all'art. 219, co.1 L. fall.; 3) vizio e violazione di legge in ordine al riconoscimento dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità, contestando la valutazione basata solo sull'entità della somma (diversa da quella dell'imputazione) e senza considerare la natura dei creditori; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e insufficiente motivazione sul discostamento dalla pena minima.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: la giurisprudenza ammette la responsabilità dell'amministratore formale per concorso ex art. 40, comma 2 c.p. se la sua condotta omissiva (mancato esercizio dei poteri di gestione e controllo) ha reso possibile il reato e se la prova del dolo emerge dalle modalità dei fatti (nel caso Capaldo risultava beneficiaria degli assegni). Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato perché l'aggravante di cui all'art. 219, co.1 L. fall. si applica anche alla bancarotta impropria. Il terzo motivo è inammissibile perché equivale a una rinnovazione del merito non consentita in Cassazione; i giudici di merito hanno correttamente valutato il danno complessivo alla massa creditoria. Il quarto motivo è inammissibile e manifestamente infondato: la Corte territoriale ha adeguatamente motivato il trattamento sanzionatorio alla luce dell'art. 133 c.p. e del rigetto delle attenuanti. Sono stati condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 40, comma 2, Codice Penale
La responsabilità dell'amministratore formale può derivare da omissione colposa del dovere di impedire l'evento quando abbia l'obbligo giuridico di esercitare i poteri di gestione e controllo; per il dolo è sufficiente la consapevolezza generica delle condotte illecite dell'amministratore di fatto
art. 219, co. 1, legge fallimentare
art. 219, comma 1, Legge Fallimentare
L'aggravante per danno patrimoniale di rilevante gravità è applicabile, per interpretazione estensiva e sistemica, anche ai fatti di bancarotta impropria
art. 223, co. 2, legge fallimentare
art. 223, comma 2, Legge Fallimentare
Richiama le pene previste dall'art. 216 per le fattispecie richiamate; utilizzata nella giustificazione dell'applicabilità dell'aggravante
art. 216, Legge Fallimentare
Richiamato insieme ad art. 223 per il calcolo delle sanzioni nella fattispecie applicata
Criteri per la determinazione della pena; la Corte d'appello ha motivato il discostamento dal minimo edittale richiamando la gravità dei fatti e l'assenza di elementi favorevoli
art. 62-bis, Codice Penale
Riferimento normativo sulle circostanze attenuanti di cui i giudici hanno escluso l'applicabilità per la gravità della condotta
art. 616, Codice di Procedura Penale
Norma che consente la condanna alle spese processuali e al pagamento alla cassa delle ammende per ricorsi infondati o inammissibili
art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
art. 23, comma 8, D.L. 28/10/2020, n. 137
Previsione procedurale relativa alla trattazione orale in udienza pubblica dei ricorsi; richiamata nel procedimento di Cassazione
Massime di principio
- La responsabilità dell'amministratore formale può essere affermata per concorso in bancarotta fraudolenta anche se agisce come "prestanome", quando la sua omissione rispetto ai doveri di gestione e controllo abbia agevolato le condotte dell'amministratore di fatto e vi sia prova che abbia beneficiato o fosse consapevole, almeno genericamente, dei disegni illeciti
- L'aggravante prevista dall'art. 219 L. fall. per danno patrimoniale di rilevante gravità può essere applicata anche alla bancarotta impropria; il giudizio si fonda sul danno complessivo cagionato alla massa dei creditori, non su singoli rapporti o su mere percentuali
- In Cassazione non è consentita la semplice rivalutazione del merito: le doglianze devono essere specifiche e attinenti a questioni di diritto o di motivazione rilevabili nella sentenza impugnata; rilievi meramente ricostruttivi o generici sono inammissibili
- Il giudice che si discosta dal minimo edittale deve indicare i criteri (art. 133 c.p.) che giustificano il maggior trattamento; contestazioni generiche sul quantum senza argomentazione specifica difficilmente ottengono accoglimento in sede di legittimità
- Ricorsi manifestamente infondati o procedimenti di impugnazione privi di fondamento possono comportare condanne alle spese e sanzioni (cassa delle ammende) per responsabilità nella determinazione dell'impugnazione
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