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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47336/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di condanna (tra cui il capo 1 per tentato omicidio) per difetto di motivazione in ordine all'idoneità della condotta, all'elemento soggettivo e all'aggravante della premeditazione: la difesa ha sostenuto che non è stata accertata la traiettoria dei due colpi esplosi e quindi non si poteva ritenere la condotta idonea ad uccidere né l'esistenza dell'intento omicida; inoltre è stato dedotto che l'uso della pistola il giorno precedente era meramente intimidatorio e dunque la premeditazione non poteva ritenersi provata

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e contenente valutazioni di merito (ricostruzione alternativa dei fatti) e ha confermato la significativa congruità della motivazione delle sentenze di merito. I giudici di merito avevano ritenuto l'idoneità della condotta sulla base del fatto che l'imputato aveva sparato con il braccio teso fuori dal finestrino, a altezza di circa un metro, e della dichiarazione della vittima che, in occasione del primo colpo, si era abbassata sentendosi sfiorare il proiettile. La premeditazione è stata ritenuta provata anche dalle ammissioni dell'imputato circa il procurarsi e il portare l'arma sin dal giorno precedente. Conseguentemente la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 703 cod. pen.

    esplosione di colpi d'arma da fuoco sulla pubblica via (capo 7)

    Norma richiamata a qualificare come reato l'esplosione di colpi d'arma da fuoco sulla pubblica via; utilizzata per descrivere un capo d'imputazione tra i fatti accertati

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso

  • Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione al principio secondo cui, in mancanza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la condanna al versamento a favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non ammette ricorsi che si limitano a proporre una lettura alternativa dei fatti già valutati e motivati dai giudici di merito; tali censure configurano questioni di merito e rendono il ricorso generico/inammissibile
  • L'assenza dell'individuazione puntuale della traiettoria dei proiettili non esclude automaticamente la prova dell'idoneità della condotta a produrre l'evento letale se sussistono altri elementi oggettivi (es. modalità dello sparo, posizione dell'arma, dichiarazioni della vittima) che rendono plausibile la pericolosità della condotta
  • La premeditazione può essere desunta anche dalle dichiarazioni dell'imputato relative all'approvvigionamento e al porto dell'arma prima dell'evento, nonché dalla condotta complessiva che mostra una volontà deliberata
  • Per censurare la motivazione in Cassazione è necessario dimostrare vizi logici o giuridici specifici nella motivazione e non il semplice disaccordo sulla valutazione della prova
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile per genericità, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e, in mancanza di elementi che escludano colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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