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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27035/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per usura aggravata (entrambi) e, per Calabrò, anche per lesioni ed estorsione. Le censure principali erano: per Chiaia la mancata configurazione del patto usuraio e l'errata qualificazione della sua condotta (avrebbe solo consegnato una busta, sicché doveva valutarsi altra fattispecie e riconosciute attenuanti generiche); per Calabrò contestazioni sulla valutazione della attendibilità della persona offesa (vizi personali e contraddizioni), richiesta di rinnovazione istruttoria in appello, diversa qualificazione del fatto relativo alla sottrazione del cellulare (furto vs rapina), mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della diminuente per il rito abbreviato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha respinto tutte le censure. Ha ritenuto legittima la valutazione del merito operata dalla Corte territoriale, fondata sulla credibilità della persona offesa e su riscontri (inclusa l'ammissione di Calabrò durante l'interrogatorio). Le richieste di rinnovazione istruttoria e di diversa qualificazione dei fatti sono state considerate generiche o attinenti alla valutazione di merito non sindacabile in Cassazione. Le attenuanti generiche sono state negate per mancanza di elementi positivi che le giustifichino; la richiesta di applicazione della diminuzione per il rito abbreviato è stata ritenuta infondata. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 644 cod. pen.

    Norma incriminatrice dell'usura; la Corte territoriale ha ritenuto integrata sulla base della testimonianza della persona offesa e di riscontri, confermata dalla Cassazione come questione di merito non sindacabile in sede di legittimità.

  • art. 379 cod. pen.

    Richiamata dalla difesa di Chiaia come possibile diversa qualificazione della condotta (consegna di denaro senza partecipazione al recupero); la Corte di Cassazione non ha ritenuto il motivo specifico e ha confermato la qualificazione come usura per concorso nel reato.

  • art. 603, comma 2, cod. proc. pen.

    Invocata in relazione alla rinnovazione dibattimentale; la Corte ha ritenuto la richiesta infondata e priva di specificità, ribadendo che la rinnovazione in appello è eccezionale.

  • art. 415 bis cod. proc. pen.

    Richiama l'interrogatorio dell'imputato nelle indagini; le ammissioni rese da Calabrò in tale sede sono state considerate elemento probatorio significativo e corroborante della versione della persona offesa.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Regola la riduzione di pena per il rito abbreviato; la Corte ha ritenuto che la richiesta di accesso fosse priva dei necessari elementi specifici che giustificassero l'applicazione della diminuente.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Definisce i motivi di legittimità censurabili in Cassazione; la Corte ha osservato che molte doglianze erano ricondotte a valutazioni di fatto non ricomprese nell'art. 606, quindi inammissibili.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'effetto dell'inammissibilità dei ricorsi: condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e possibilità di sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

  • art. 62-bis cod. pen.; D.L. 23 maggio 2008, n. 92, conv. L. 24 luglio 2008, n. 125; sentenza Corte cost. 13 giugno 2000 n. 186

    Riferimenti usati per motivare il diniego delle attenuanti generiche: dopo la modifica normativa non è più sufficiente l'assenza di precedenti per ottenere la diminuente; occorrono elementi di segno positivo che qui non sono emersi.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina la prova di fatto: le critiche alla valutazione della attendibilità delle testimonianze o alla ricostruzione probatoria in generale devono essere prospettate come vizi di diritto o circoscritte ai motivi ammessi dall'art. 606 c.p.p., altrimenti il ricorso è inammissibile.
  • Le ammissioni dell'imputato rese durante l'interrogatorio investigativo possono costituire riscontro probatorio decisivo e legittimare la condanna se valorizzate dal giudice di merito.
  • La richiesta di rinnovazione istruttoria in appello è un rimedio eccezionale: occorre motivare specificamente perché gli elementi istruttori acquisiti siano insufficienti e spiegare l'utilità probatoria del nuovo atto o teste.
  • La diversificazione della qualificazione giuridica del fatto (es. furtto vs rapina o riconduzione a fattispecie minori) richiede argomentazioni specifiche che intervengano sui profili giuridici della sentenza; deduzioni generiche sul fatto non sono sufficienti.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi di riscontro: la mera richiesta non è sufficiente, specie dopo la modifica normativa sull'art. 62-bis c.p.
  • L'accesso al rito abbreviato e la conseguente diminuzione di pena sono subordinati a presupposti concreti; contraddizioni della persona offesa vanno esplicitamente indicate e collegate a punti decisivi del giudizio perché giustifichino la rinnovazione o la riduzione.
  • Se il ricorso viene dichiarato inammissibile, la Cassazione può condannare i ricorrenti a rifondere le spese e ad una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende ai sensi delle norme procedurali.

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