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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27096/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma di condanna per ricettazione sostenendo violazione del diritto di difesa per vizi nella rappresentanza: l'avv. Francesco Magro, indicato come domiciliatario, era stato considerato difensore di fiducia e aveva ricevuto notifiche; dopo la sua rinuncia era stato nominato difensore d'ufficio; era invece stata depositata prima del dibattimento (4/12/2015) la nomina di difensore di fiducia dell'avv. Gerardo Cembalo, che la Corte territoriale non ha ritenuto valida perché indicava il numero di registro dell'originario procedimento e non quello del procedimento stralciato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha concluso che la nomina dell'avv. Cembalo, pur riportando il numero di R.G. dell'originario procedimento, era idonea a identificare l'imputato e doveva essere considerata valida; la mancata considerazione ha integrato una nullità assoluta per violazione del diritto di difesa. Tuttavia, rilevata la sopravvenuta prescrizione del reato (maturata il 6/10/2022) e applicando il principio di prevalenza della causa estintiva di cui all'art. 129 c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen., comma 2

    Riferimento utilizzato per attestare la maturazione della causa estintiva (prescrizione) alla data indicata; la norma è richiamata nell'insieme delle regole sulla prescrizione

  • art. 161 cod. pen., comma 2

    Ulteriore riferimento normativo relativo agli effetti della prescrizione richiamato per indicare che la pena o il reato si sono estinti alla data indicata

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Stabilisce il principio della immediata declaratoria di cause di non punibilità: in cassazione, se coesistono una causa estintiva e una nullità processuale assoluta, prevale la causa estintiva salvo che la sua operatività richieda accertamenti di merito

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 (conv. l. 18/12/2020, n. 176)

    Norma richiamata per la disciplina della trattazione scritta del procedimento in cassazione; contestuale richiamo alle norme di conversione e successive modifiche che hanno regolato la procedura scritta

  • art. 94, comma 2, d.lgs. 10/10/2022, n. 150

    Richiamato per l'applicazione della disciplina sulla trattazione scritta in cassazione e per la decorrenza delle modifiche normative successive

Massime di principio

  • La nomina del difensore deve essere interpretata in modo sostanziale: se la procura o la dichiarazione di nomina contiene dati anagrafici chiari dell'imputato, l'errato riferimento al numero di registro non invalida automaticamente la nomina quando gli uffici possono identificare la posizione.
  • La violazione del diritto di difesa che integri una nullità assoluta può portare all'annullamento della sentenza, ma in cassazione va comunque verificata l'eventuale sopravvenuta causa estintiva (es. prescrizione) che, se matura, prevale e determina l'annullamento senza rinvio per non punibilità.
  • Se la causa estintiva presuppone valutazioni di merito o risulta dubbia l'applicabilità immediata, la Corte di cassazione può non dare immediatamente prevalenza alla prescrizione e rimandare accertamenti al giudice di merito; in assenza di tali esigenze, la prescrizione va dichiarata in via immediata.
  • Per evitare problemi processuali è fondamentale che l'avvocato, al momento della nomina, fornisca riferimenti sufficienti e aggiornati (dati anagrafici, numero di procedimento corretto) e che gli uffici provvedano a un abbinamento diligente delle nomine agli fascicoli, evitando formalismi che ledano la garanzia difensiva.
  • Le eccezioni sulla regolarità delle notifiche e sulla qualità della rappresentanza (domiciliatario vs difensore di fiducia) devono essere tempestivamente dedotte e documentate: la giurisprudenza valorizza la funzione sostanziale della nomina quando è possibile identificare chiaramente la volontà dell'imputato.

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